Forrest Gump e la vita come una scatola di cioccolatini - Tempo Stretto

Forrest Gump e la vita come una scatola di cioccolatini

Pierluigi Siclari

Forrest Gump e la vita come una scatola di cioccolatini

domenica 25 Agosto 2019 - 08:00
Forrest Gump e la vita come una scatola di cioccolatini

Diventato uno dei film più famosi degli anni ’90 e non solo, Forrest Gump, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks, venne distribuito nelle sale statunitensi il 23 giugno 1994 e in quelle italiane il successivo ottobre. Grazie a una straordinaria interpretazione, Tom Hanks si aggiudicò il Premio Oscar per il miglior attore protagonista, che aveva ottenuto anche l’anno prima con Philadelphia, entrando nella ristretta lista degli attori capaci di vincere il premio per due anni di fila.

Un uomo su una panchina

Il film inizia nel 1981, con una piuma mossa dal vento – simbolo della fragilità e dell’imprevedibilità della vita – arriva su una panchina dove un uomo sta aspettando l’autobus. ‘Giorno, mi chiamo Forrest, Forrest Gump, Vuole un cioccolatino?Esordisce l’uomo rivolgendosi a una donna che aspetta con lui. Inizierà a raccontare la storia della sua vita alle persone che si avvicenderanno sulla panchina, e naturalmente allo spettatore.

Entusiasmo e ottimismo

Nato in Alabama con sviluppo cognitivo inferiore alla norma e grossi problemi alla schiena – ma gambe poderose –, Forrest affronta tutto ciò che gli capita con entusiasmo e ottimismo, diventando una stella del football universitario, un eroe di guerra e un milionario – anche se tratterrà per sé solo quanto gli occorre, donando grosse somme a chiese e ospedali. Incontrerà John Fitzgerald Kennedy, Lyndon Johnson, George Wallace e Richard Nixon, e anche Elvis Presley e John Lennon, e soprattutto, seguendo la sua storia, il pubblico percorrerà gli eventi di buona parte della storia americana del Novecento: l’integrazione razziale, la guerra del Vietnam, la contestazione, lo scandalo Watergate e anche il boom della Apple.

La critica

La critica si posizionò su posizioni praticamente agli antipodi rispetto al protagonista. Alcuni recensori giudicarono negativamente il protagonista, sottolineando come Forrest sia un personaggio passivo, che non agisce in seguito a decisioni ponderate. Altri invece accolsero con entusiasmo la sua apertura totale alla vita. Nonostante queste divergenze d’opinione nella critica di settore, Forrest Gump, costato cinquantacinque milioni di dollari, ne incassò quasi settecento, dimostrandosi un grande successo e rimanendo nella memoria di centinaia di migliaia di spettatori di tutto il mondo.

Oltre a quella di Tom Hanks nel ruolo di Forrest, furono molto apprezzate le interpretazioni di Sally Field nei panni della carismatica madre del protagonista (nonostante l’attrice avesse appena dieci anni più di Hanks) e di Robin Wrigt e Gary Sinise in quelli di Jenny e del Tenente Dan. La madre, il cui pensiero viene spiegato dalla battuta Sono del parere che ognuno si fa il suo vestito, devi fare del tuo meglio con ciò che Dio ti ha concesso, è il motore alle spalle della positività di Forrest, mentre Jenny e il tenete Dan rappresentano la capacità di risollevarsi dopo essere scivolati molto in basso.

La scena

Forrest Gump presenta molte scene di forte impatto emotivo, tra cui citiamo la morte della madre e il momento in cui il tenente Dan, mentre nuota, si riconcilia con la vita.

La citazione

Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capitaè stata inserita dall’American Film Institute nell’elenco delle migliori citazioni cinematografiche statunitensi di tutti i tempi, e molto famose sono diventate anche Stupido è chi lo stupido fa e Corri Forrest.

Incastro di ruoli

Il ruolo di Forrest era stato offerto a John Travolta, che rinunciò per partecipare a Pulp Fiction. Hanks, a sua volta, per prendere parte alle riprese dovette rifiutare il ruolo di Andy Dufresne ne Le ali della libertà. Il contratto di Tom Hanks prevedeva un compenso di otto milioni di dollari, una cifra molto alta considerando che al momento della firma il film che avrebbe consacrato l’attore, Philadelphia, non era ancora stato distribuito.

Premi

Oltre al citato Oscar a Tom Hanks, il film ricevette altre cinque statuette (Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale, Miglior montaggio e Migliori effetti speciali) e sette nomination (tra cui quella per il Miglior attore non protagonista a Gary Sinise).

La curiosità

Tra i tanti momenti in cui la trama si incastra con la realtà ce ne sono due che avvengono durante la corsa di tre anni, due mesi, quattordici giorni e sedici ore da un capo all’altro degli Stati Uniti. Scambiato per un guru da numerose persone che lo seguono in cerca di risposte, Forrest aiuterà davvero, in modo del tutto casuale, due persone a sviluppare idee che frutteranno milioni di dollari: l’uso della rappresentazione del termine “Shit Happens” e quella dello “Smiley”.

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