Secessione di Scifì, si avvicina il referendum. Il Comitato sostenitore ribadisce le ragioni del sì - Tempo Stretto

Secessione di Scifì, si avvicina il referendum. Il Comitato sostenitore ribadisce le ragioni del sì

Secessione di Scifì, si avvicina il referendum. Il Comitato sostenitore ribadisce le ragioni del sì

lunedì 07 Settembre 2015 - 11:22
Secessione di Scifì, si avvicina il referendum. Il Comitato sostenitore ribadisce le ragioni del sì

Sette anni di trafila si sono “conclusi” con la firma del decreto dell’Assessorato Regionale alle Autonomie locali che ha esteso la consultazione referendaria anche ai cittadini di S. Alessio: “Volete che la frazione di Scifì si distacchi secondo il progetto di nuova delimitazione territoriale?”. Il Comitato Pro Scifì non ha dubbi a riguardo e ha ribadito le ragioni del sì, tentando di spazzare via quelle perplessità che hanno convinto alcuni dei primi sostenitori ad abbandonare il progetto

Il Comitato Pro Scifì si è riunito ieri sera nei locali della delegazione municipale di Scifì dove sette anni fa, esattamente il 12 gennaio del 2008, è partito ufficialmente l’iter per la variazione territoriale che prevede lo scorporo da Forza d’Agrò e l’annessione al Comune di Sant’Alessio Siculo: il 18 ottobre sarà la giornata decisiva, i cittadini dei tre centri avranno la possibilità di decidere e per il comitato questa è già una soddisfazione: “Abbiamo superato ostacoli politici, giudiziari, burocratici ed abbiamo vinto su tutta la linea”.

Ma il progetto dello scissione affonda le sue radici nel 2003, così come ricordano i portavoce del Comitato Filippo Brianni, Salvatore Lombardo e Vera Russo: risale ad allora la prima petizione sottoscritta dai cittadini scifiesi affinché il Comune di Forza d’Agrò attivasse tutte le misure e le convenzioni necessarie per risolvere i problemi di importanza primaria per la frazione: “Petizione sottoscritta da tutti i tre candidati a sindaco nel 2006 ma puntualmente da tutti disattesa”.

Il disinteresse dimostrato dagli amministratori per la questione fu la molla che portò all’idea dello scorporo “alimentata in un primo momento da Massimo Cacopardo e Filippa Cicala e successivamente sposata da Salvatore Lombardo e Filippo Brianni, che l’hanno sottoposta al paese da cui hanno avuto una risposta di assoluto e totale entusiasmo e condivisione”.

Sette anni di trafila che si sono “conclusi” con la firma del decreto dell’Assessorato Regionale alle Autonomie locali che ha esteso la consultazione referendaria anche ai cittadini di S. Alessio: “Volete che la frazione di Scifì si distacchi secondo il progetto di nuova delimitazione territoriale?”.

Il Comitato Pro Scifì non ha dubbi a riguardo e ha ribadito le ragioni del sì, tentando di spazzare via quelle perplessità che hanno convinto alcuni dei primi sostenitori ad abbandonare il progetto: “Malgrado qualcuno ci abbia lasciato ritenendo che quelle problematiche potevano essere risolte nel contesto di Forza d’Agrò -hanno dichiarato i componenti del Comitato- i problemi si sono addirittura aggravati ed in tutti questi anni non si è fatto nulla per la ragioni esposte di Scifì e non sono nemmeno calendarizzate discussioni su queste tematiche. Semplicemente non interessano”.

La riunione è servita anche “a sfatare dei miti messi in circolazione dai sostenitori del no” e “ad illustrare il potenziale di sviluppo che i comuni potrebbero ricavare dalla fusione”: “tutte le imposte a Forza d’Agrò sono attualmente più alte rispetto a quelle di S. Alessio, soprattutto quelle legate alla tassa rifiuti e non vi è possibilità per cui le tasse debbano subire una quadruplicazione; Forza d’Agrò è ancora priva di un piano regolatore e quindi di fatto impossibilitata a programmare, mentre S. Alessio affronta con tenacia i problemi essenziali, soprattutto in tema di rischio idrogeologico; si è fatto riferimento anche alle potenzialità del sito archeologico e del contesto fluviale, con possibilità di affrontare in modo comune, con S.Alessio, anche il grave problema della depurazione, eliminando definitivamente lo sconcertante sversamento nel torrente che si verifica da anni”.

E se il referendum non dovesse passare, “si dovranno rivedere i rapporti: la guardia medica dovrà essere situata a Scifì per almeno quattro mesi l’anno e così anche per gli altri servizi, compresa la rappresentanza politica, non essendoci una legge che impone che il sindaco debba provenire da Forza d’Agrò ed essendo necessario recuperare assoluta uguaglianza nella distribuzione dei servizi, non si più ancora consentire che una comunità di 300 abitanti manchi dei servizi primari”.

All’incontro ha partecipato anche l’ex sindaco di S. Alessio, Giovanni Foti, che ha ritenuto “il si un fatto che dovrebbe essere scontato; votare contro sarebbe come votare contro la storia, non rendersi conto del fatto che più si è grandi più si ha possibilità di autogestirsi e finanziare la progettualità. Questo è un passo, anche molto piccolo, io credo si debba ragionare anche di fusione tra S. Alessio e Forza d’Agrò e fusione tra i vari comuni della Valle”.

Brianni ha concluso giudicando il “si” al referendum del 18 ottobre “una scelta utile per Forza d’Agrò, fortemente opportuna per S. Alessio ed assolutamente indispensabile per Scifì”.

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