Nessun seggio in Consiglio comunale. Il deputato regionale chiede un cambio di rotta immediato: "ll candidato scelto non si è dimostrato all'altezza"
Il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento del 5% si trasforma in un terremoto politico all’interno di Forza Italia. A poche ore dalla chiusura delle urne, che relega il partito fuori da Palazzo Zanca nonostante le oltre 1300 preferenze personali, Alessandro De Leo rompe il silenzio con un affondo duro contro la gestione del partito e della coalizione, reclamando un cambio di rotta immediato.
“Gestione fallimentare, atto dovuto le dimissioni”
De Leo, rimasto escluso dal Consiglio comunale, non usa mezzi termini per definire il risultato elettorale: “Oltre 1300 volte grazie ai messinesi che mi hanno sostenuto. Il tempo degli alibi e delle giustificazioni è finito. È andata in archivio una tornata elettorale che ha segnato un netto punto di rottura in città. Forza Italia ha fallito”.
Il candidato punta subito il mirino verso il vertice provinciale: “Le dimissioni di Barbera da coordinatore sono l’atto dovuto minimo per una gestione fallimentare, ma non bastano. Tutti coloro che hanno gestito l’organizzazione della coalizione hanno messo in campo un atteggiamento superficiale e irrispettoso”.
“Sconfitta orchestrata dai pupari”
L’analisi di De Leo si sposta poi su quelli che definisce i responsabili occulti della disfatta: “Le scuse e i sorrisi non cancellano una disfatta clamorosa, orchestrata da chi muove le fila nell’ombra. Io ci ho messo la faccia, forte del sostegno dei miei concittadini, assumendomi una responsabilità che nessun altro deputato, regionale o nazionale, ha avuto il coraggio di assumersi”.
Non risparmia critiche nemmeno sulla scelta di Scurria come candidato sindaco: “Sapevo che era una sfida difficile, ma i pupari l’hanno trasformata in una storica sconfitta. Lo percepivo prima della competizione elettorale e lo sottolineo ora che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Inoltre, abbiamo la certezza che il candidato sindaco scelto non si è dimostrato all’altezza della situazione”.
Il futuro: “Non mi piego alle intimidazioni”
Guardando al domani, De Leo lancia un avvertimento chiaro a chi ha guidato le dinamiche elettorali degli ultimi mesi: “È tempo, allora, di alzare la voce e battere i pugni sul tavolo, perché le manovre nell’ombra e i giochetti sottobanco vanno denunciati apertamente. Continuerò a camminare a testa alta perché ho la fortuna di essere un uomo libero che non si piega alle intimidazioni politiche”.
In chiusura, un monito che sa di sfida per le prossime settimane: “Attenderemo i risvolti… ma non per molto…”.
