Fotovoltaico per falsa attività agricola, sequestrati 83mila euro VIDEO

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Redazione

Fotovoltaico per falsa attività agricola, sequestrati 83mila euro VIDEO

giovedì 30 Aprile 2026 - 12:00

Un agriturismo aveva beneficiato di un contributo pubblico non spettante

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’attività d’indagine nei confronti di un operante nel Comune di Reitano (ME), beneficiario di un contributo pubblico non spettante dal valore di circa € 83mila 500 euro erogato nell’ambito del Pnrr – Missione 2 – “Rivoluzione Verde e Transizione ecologica” per la realizzazione di un progetto finalizzato all’installazione di un impianto fotovoltaico.

Il servizio origina dall’approfondimento di alcuni elementi informativi inviati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza nell’ambito di una più ampia analisi operativa di rischio effettuata anche grazie a un protocollo di collaborazione con il G.S.E. – Gestore Servizi Energetici (in qualità di soggetto attuatore della misura) ed avente a riguardo i beneficiari di risorse finalizzate alla realizzazione di investimenti e progetti finanziati dal P.N.R.R..

Le anomalie riscontrate nell’attività agricola

In particolare le attività hanno consentito di evidenziare che l’attività agricola asseritamente esercitata risultava in realtà del tutto marginale rispetto a quella agrituristica.

Ad esempio, all’atto dell’accesso, nei locali aziendali la ditta non presentava in magazzino alcuna scorta di prodotti agricoli trasformati o da trasformare e non era presente alcun macchinario funzionale alla trasformazione dei prodotti agricoli né personale idoneo a svolgere tale attività.

L’indagine contabile e il provvedimento di sequestro

Attraverso successivi mirati approfondimenti di natura contabile e finanziaria, le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinate e dirette dalla Procura di Patti, hanno compiutamente ricostruito il contesto denunciando una persona fisica responsabile del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Il giudice del Tribunale di Patti ha dunque emesso, su richiesta della Procura di Patti, un provvedimento di sequestro preventivo che riguarda l’apprensione di liquidità e di beni immobili rinvenuti nella disponibilità dell’indagato fino alla concorrenza del valore di € 83.500, corrispondente al profitto della fattispecie delittuosa contestata.

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