Francesca Borgia dedica un'installazione artistica ai bimbi di Gaza

Francesca Borgia dedica un’installazione artistica ai bimbi di Gaza

Autore Esterno

Francesca Borgia dedica un’installazione artistica ai bimbi di Gaza

lunedì 11 Agosto 2025 - 18:05

Nell'ambito dell'Horcynus Festival, "Io vedo" si può visitare oggi a Novara di Sicilia

di Michele Salvo

NOVARA DI SICILIA – La responsabilità dell’arte: “Io vedo” è un’installazione artistica di Francesca Borgia.
Nell’ambito dell’Horcynus Festival, con la collaborazione tra l’amministrazione comunale di Novara di Sicilia e la Fondazione di MeSSInA, nel segno di “Utopie, Distopie, Eutopie” come tema dell’edizione 2025, oggi si può visitare l’installazione negli spazi della Chiesa di S. Antonio.

Io vedo di Borgia


L’installazione è dedicata ai bambini di Gaza e consta di ben 15.000 piccoli sudari plasmati in terracotta bianca, realizzati uno a uno come piccoli bozzoli, crisalidi avvolti con tenerezza. “La gestazione incessante di una metamorfosi il cui risultato si manifesta solo nel futuro”, spiega l’artista.
Francesca Borgia si interroga e richiama alla responsabilità individuale ognuno di noi. “In questo nostro periodo storico sconvolto da guerre e genocidi, si può ancora restare indifferenti? Come viene amministrato nelle decisioni di responsabilità il libero arbitrio che ogni uomo possiede? Quando è successo che abbiamo perso la nostra intima scheggia di luce che illuminava il nostro pianeta, invece di violentarlo? L’arte può aprire uno spazio di riflessione e conoscenza?”.

L’artista incalza accorata: “Si può ancora restare indifferenti verso gli assalti continui e brutali a persone stremate, ferite, mutilate, affamate, assetate? Dopo più di 600 giorni dall’inizio del conflitto arabo israeliano, abbiamo il dovere di esporci, fare qualcosa, qualunque cosa che possa fermare questo orrore crescente. Io ho sgranato un personale rosario per riuscire ad avere un po’ d’aria. Ho messo in atto una pratica catartica. Un gesto quotidiano ripetuto per 15.000 volte per aggiustare un tempo altro, pieno di compassione, fin a stendere i sudari per una degna sepoltura. Passano piccoli bozzoli tra le mie mani e ognuno è diverso, come unico è il bambino che è stato ucciso dall’altra parte del mare. Un involucro bianco che non si trasformerà in farfalla, non vedrà più familiari e casa, cielo, mare, alberi. Fedeli animali con i quali giocare, cibo da gustare, acqua da bere, cappo per l’inverno e tuffi nel mare in estate. Come rime ere tu o a posto? Ogni giorno compio il mio personale esercizio di espiazione e tocco con delicatezza i bordi di un sudario che accoglie una piccola vita ma di questo storto mondo.
Si accumulano corpi fino a perimetrare una distesa infinita di dolore. A questo serve l’arte. A non far voltare dall’altra parte mentre guardi”,


Ancora una volta Francesca Borgia, con la sua arte, ci immerge nei problemi dolorosi del mondo, ci indica la via da percorrere per restare umani, esercitando, su chi guarda la sua installazione, commozione e
compassione. Sentimenti atti a rifondare l’essere umano sempre più disorientato e annichilito da una politica incentrata sul bieco profitto e l’individualismo sfrenato. L’arte diventa così spazio di discussione di un tempo che si sta sgretolando per diventare qualcos’altro. Un altro modo di vivere insieme.

Michele Salvo

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