Gay pride a Messina l'8 giugno. De Luca: “Spero in una manifestazione sobria" - Tempostretto

Gay pride a Messina l’8 giugno. De Luca: “Spero in una manifestazione sobria”

Redazione

Gay pride a Messina l’8 giugno. De Luca: “Spero in una manifestazione sobria”

venerdì 15 Marzo 2019 - 13:03
Gay pride a Messina l’8 giugno. De Luca: “Spero in una manifestazione sobria”

Anticipato di una settimana rispetto alla data prevista, che coincideva con l'anniversario della morte dei fratellini Francesco e Raniero Messina

MESSINA – Il gay pride a Messina si farà, ma con una settimana di anticipo rispetto al previsto, cioè sabato 8. La decisione, presa di comune accordo col sindaco Cateno De Luca, nasce dalla volontà di osservare nella giornata del 15 la commemorazione delle vittime della tragedia che esattamente un anno prima ha drammaticamente visto protagonista la famiglia Battaglia-Messina.

Il 15 giugno 2018 i due fratellini Francesco e Raniero di 13 e 10 sono deceduti in un incendio scoppiato durante la notte. Il gesto generoso ed eroico del fratellino maggiore, rientrato in casa per cercare Raniero, gli è costato la vita, ma ha commosso la città intera che si è stretta con affetto attorno alla famiglia.

I genitori dei due bambini si sono detti vicini alle istanze del Pride, ma nel rispetto del loro dolore e della memoria dei piccoli si è comunque deciso di spostare la data.

Sul gay pride a Messina interviene il  sindaco Cateno De Luca dalla sua pagina Fb, dove ieri si sono registrati numerosi commenti omofobi. Il primo cittadino si dissocia dagli insulti ma fa alcune puntualizzazioni in merito all’evento, per il quale, tra l’altro,  non ritiene di dover concedere il patrocinio del Comune.

“Esprimo la mia solidarietà a chi subisce insensati attacchi e gratuite minacce come è successo ieri su questa pagina nei confronti dell’associazione ARCIGAY: nei miei valori cristiani e di uomo delle istituzioni c’è anche la tolleranza ed il rispetto per le diversità altrui”.

“Preciso – continua De Luca – che il Sindaco non ha alcun potere di vietare manifestazioni di pensiero se non minano l’ordine pubblico: compete al Questore, in base alla tipologia di manifestazione, prescrivere tutte le precauzioni imposte dalle normative di settore per tutelare la pubblica e privata incolumità”.

“Stamattina ho telefonato a Rosario Duca, coordinatore della manifestazione, per invitarlo a spostare la data dell’evento in considerazione che il 15 giugno è’ la vigilia della festa di Sant’Antonio (padre Mario mi ha chiamato per farmelo presente) ed è’ il triste anniversario della tragica morte dei due fratellini Francesco e Raniero. Rosario Duca ha subito accolto la mia richiesta e mi ha precisato che la manifestazione si svolgerà l’8 giugno”.

“Non ritengo di dover concedere alcun patrocinio comunale a questa manifestazione tranne che gli organizzatori decidano di concordare con me ogni dettaglio partendo dal presupposto che non condivido i profili goliardici che rasentano l’oscenita’ in luogo pubblico ed il fanatismo. Odio i pregiudizi e non Condivido il fanatismo nelle diversità!”

“Mi auguro che si tratti di una manifestazione sobria finalizzata a richiamare l’attenzione contro ogni forma di discriminazione. Nelle prossime settimane l’assessore alle pari opportunità Carlotta Previti si incontrerà con gli organizzatori per verificare la portata dell’evento e le forme e modalità della manifestazione”.

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2 commenti

  1. Nino Principato 15 Marzo 2019 19:18

    Non sono omofobo e neanche contrario all’omosessualità e al lesbismo, ognuno è libero di professare l’amore che vuole. Ma sono fermamente contrario ai gay-pride, quando queste manifestazioni diventano volgari oscenità, esibizionismo inutile e perversione spettacolarizzata. Una sfilata composta, seria, senza travestitismi e inutili provocazioni, certamente farà un buon servizio al movimento gay e sarà da tutti apprezzata

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    1. Sono dell’idea che fin quando esiste omofobia devono esistere manifestazioni come i Pride. Le manifestazioni sono un urlo contro ogni discriminazione. Ho letto tantissimi commenti omofobi nel post di De Luca e mi rincresce molto vedere che nel 2019 esistono ancora persone che fanno ragionamenti discriminatori ed anche offensivi.
      Purtroppo viviamo in un paese con una cultura e tradizione fortemente patriarcale filo-maschilista e con forte matrice cattolica. Abbiamo una politica ancora troppo legata alle vecchie generazioni con annessi vecchi modi di vedere le cose.

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