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Appalti pilotati al Cas, processo a luglio per l’operazione Tekno

Alessandra Serio

Appalti pilotati al Cas, processo a luglio per l’operazione Tekno

venerdì 06 Aprile 2018 - 17:41
Appalti pilotati al Cas, processo a luglio per l’operazione Tekno

Rinviate a giudizio tre ditte, imprenditori e funzionari del Cas accusati a vario titolo di aver pagato una mazzetta per l'appalto per la sorveglianza assistita sulle autostrade del Consorzio. Il blitz della Dia scattò nel 2014.

Si aprirà il prossimo 11 luglio davanti ai giudici della II sezione penale del Tribunale di Messina il processo scaturito dall'inchiesta denominata Teckno 1 sugli appalti pilotati al Cas. Nel pomeriggio il giudice per l'udienza preliminare Finocchiaro ha rinviato a giudizio praticamente tutti gli indagati coinvolti nella vicenda, accogliendo così la richiesta formulata dalla Procura ad apertura del vaglio processuale.

Sarà quindi il dibattimento, adesso, a stabilire se l'appalto per la sorveglianza delle autostrade appaltato dal Consorizio fu "pilotato" o meno. Indagando sull'appalto, la Dia ha scoperto diversi illeciti, contestati a imprenditori e dirigenti del Cas.

Impegnati nelle difese gli avvocati Valter Militi, Isabella Barone, Alberto Gullino, Francesco Chillemi e Tommaso Calderone.

La tesi della Procura, che ha fatto scattare 12 misure cautelari nel 2014, è che per il servizio di sorveglianza assistita lungo la A18 Catania-Siracusa-Rosolini e la A20 Messina-Palermo era stata pagata una mazzetta. Dopo gli arresti dagli stessi protagonisti sono arrivate molte conferme agli spunti investigativi scaturiti dalle intercettazioni della Dia. Gli imprenditori, in particolare il milazzese Francesco Duca, hanno riempito fiumi di verbali svelando molti retroscena.

Insieme a Duca vanno quindi a processo l'imprenditore Nino Giordano e il fratello Giacomo, Ettore Filippi, Rossella Venuto, Giuseppe Iacolino, Filadelfio Scorza, Andrea Valentini, Antonio Chillè, Lucrezia Passeri, insieme ai funzionari dell'ente di Contrada Scoppo Lelio Frisone e Angelo Puccia. Alla sbarra anche le stesse società coinvolte, ovvero la Building srl di Milazzo, la Meridional Service Srl e la Eurotel di Agrigento.

Soltanto uno degli indagati ha scelto una strada processuale diversa, ma la sua posizione era marginale rispetto alla inchiesta principale.

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