Giunta De Luca: rimpasto o nuovi ingressi oltre al designato Caruso?

Giunta De Luca: rimpasto o nuovi ingressi oltre al designato Caruso?

Danila La Torre

Giunta De Luca: rimpasto o nuovi ingressi oltre al designato Caruso?

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martedì 06 Agosto 2019 - 10:29

Il sindaco ha davanti a sé due opzioni, anzi pure tre, e ognuna di queste può cambiare il corso del suo esecutivo

MESSINA – La nomina ad assessore di Enzo Caruso, ancora solo annunciata ma non formalizzata, può rappresentare un vero e proprio spartiacque in questa fase dell’era De Luca. Il sindaco infatti ha davanti a sé due opzioni, anzi pure tre, e ognuna di queste può cambiare il corso del suo esecutivo, attualmente composto da assessori scelti molti mesi prima della sua elezione, addirittura quando gli altri schieramenti non avevano individuato nemmeno il candidato sindaco.

Prima opzione: Causo entra in giunta e contestualmente viene “defenestrato” l’attuale assessore alla cultura Enzo Trimarchi finito nel tritacarne mediatico per quelle parole poche illuminate su Carola e i Trans. La giunta resterebbe composta da sette assessori, ma con la bocciatura di Trimarchi il «tagliando» annunciato da De Luca alla soglia dei sei mesi di amministrazione, poi rinviato al primo anniversario dalle elezioni amministrative del giugno 2018, diventerebbe un atto concreto.

Seconda opzione: Caruso entra in giunta ma resta al suo posto anche Trimarchi, che magari potrebbe essere “spogliato” delle deleghe Cultura e istruzione, come peraltro suggerito dal presidente dell’Arcigay Rosario Duca in seguito alle polemiche su Carola. Infatti, la legge approvata all’Ars il 27 marzo scorso consente (ma non obbliga) l’ aumento degli assessori nei Comuni, in proporzione alla popolazione. Il Comune di Messina potrebbe veder lievitare gli assessori da 7 a 9. Oltre a Caruso potrebbero dunque esserci un ulteriore nuovo ingressi. Secondo l’interpretazione fornita circolare dell’assessorato regionale agli Enti locali, in questo caso sarebbe necessario adeguare gli Statuti Comunali e la parola finale spetterebbe al Consiglio comunale.

Terza opzione: La giunta De Luca potrebbe tornare ad essere composta da ben 12 assessori.  Qualora infatti l’adeguamento non venisse portato in Aula, ci sarebbe il  rischio di un ritorno alla normativa precedente,  quando cioè  il numero di assessori era di gran lunga più alto (nel caso di Messina 12 assessori più il sindaco). Il comma 3 dell’art. 1 della norma, infatti, specifica che “In caso di mancato adeguamento degli statuti, il numero massimo degli assessori è comunque determinato, alla scadenza del termine di cui al presente comma, in quello individuato dal comma 1 dell ‘art. 33 della legge n. 142/1990, per cui scaduto il richiamato termine di sessanta giorni sopra indicato senza che si sia provveduto all’adeguamento statutario richiesto, il numero massimo degli assessori è comunque determinato”. La riduzione degli assessori dapprima ad 8 ed oggi a 7 è infatti successiva alla norma indicata nella circolare. Va però sottolineato che la legge pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana stabilisce comunque un massimo di nove assessori per i Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti e inferiore a 250mila.

Qualsiasi cosa decida De Luca sarà comunque un momento di cesura con il passato e a Palazzo Zanca si aprirà una nuova stagione politica. Non è escluso, anzi è assai probabile, che De Luca abbia in mente di allargare la sua giunta, tendendo la mano anche a forze politiche che possano garantirgli sostegno in Consiglio comunale (sebbene fino ad oggi in Aula non abbia avuto particolari patemi, se non in casi sporadici) . Nonostante gli alti e bassi restano buoni i rapporti con Beppe Picciolo, e di un eventuale ingresso in giunta di Sicilia Futura si parla già da prima delle elezioni europee, quando l’ex parlamentare regionale ha ufficializzato il proprio appoggio a Dafne Musolino, candidata nelle fila di Forza Italia grazie al famigerato “patto della pignolata” siglato da De Luca e Micciché.

E a proposito della Musolino, la sua sovraesposizione mediatica (pari quasi a quella del sindaco De Luca) farebbe supporre che il primo cittadino stia pensando proprio a lei anche come futura candidata sindaca di Messina , qualora per lui si realizzasse il sogno della candidatura alla presidenza della Regione e il suo operato non venisse giudicato un fallimento. Fantapolitica? Vedremo. Nel frattempo, nel presente di De Luca c’è Messina, e nelle prossime settimane il sindaco dovrà chiarire definitivamente cosa cambierà nella sua giunta. Al momento, di certo c’è solo che il prof. Enzo Caruso ne farà parte.

Danila La Torre

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