Giurati over 65, l'amarezza a Messina: "Avevamo ragione, non è servito a nulla"

Giurati over 65, l’amarezza a Messina: “Avevamo ragione, non è servito a nulla”

Alessandra Serio

Giurati over 65, l’amarezza a Messina: “Avevamo ragione, non è servito a nulla”

sabato 13 Maggio 2023 - 12:30

La riflessione della senatrice Musolino e degli avvocati dei familiari delle vittime dopo la pronuncia della Cassazione

MESSINA – La sentenza della Cassazione sul caso giurati over 65 sana una falla che si era aperta in sede di applicazione di una norma che lo stesso Ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva definito “superata”. A Messina, però, l’interpretazione restrittiva che aveva suscitato perplessità ha nel frattempo portato alla ripartenza da zero del processo sul così detto caso dell’untore di Aids e la pronuncia della Suprema Corte su questo processo messinese non ha alcun effetto.

Tanta l’amarezza a Messina, quindi, sia tra i familiari della vittima e i legali, che per la senatrice Dafne Musolino che, sulla scorta del caso, aveva interrogato il Guardasigilli. Nordio, pur ammettendo che la norma andava rivista, aveva indicato una strada diversa rispetto a quella giurisprudenziale, certamente più lunga. Le cose sono poi andate diversamente e la Cassazione ci ha invece “messo una pezza”.

Compromesso il senso di giustizia

“La Cassazione ha ribaltato le sentenze della Corte d’Assise d’Appello di Palermo e di Messina confermando un principio che a me, così come agli avvocati Bonaventura Candido ed Elena Montalbano che assistono il figlio e i familiari dell’avvocata deceduta, nonché alla stessa Procura Generale di Palermo di cui il dottor De Lucia è titolare, è sempre apparso chiaro ed inequivocabile: il requisito dell’età dei giudici popolari deve sussistere al momento della nomina e resta validamente in carica per tutta la durata del processo”, dichiara la senatrice messinese.

“Nell’esprimere soddisfazione per la pronuncia della Cassazione per tutti i processi che, in virtù di tale pronuncia, non verranno annullati, non posso non esprimere la mia amarezza per la vicenda processuale messinese, il cui processo è stato annullato erroneamente, come ha sancito la Cassazione, e si sta celebrando per la seconda volta, rinnovando il dolore della famiglia e compromettendo il senso di fiducia nella Giustizia che ogni cittadino, innanzi a questa vicenda, ha provato”, dice la Musolino.

“Avevamo ragione” non vale niente davanti il dolore delle vittime

“A Messina abbiamo strenuamente sostenuto la tesi sancita ora dalla Cassazione, ci siamo battuti in aula e sui media – ricordano gli avvocati Candido e Montalbano, ma i giudici, con il parere conforme del Procuratore Generale, hanno annullato la sentenza. A noi, purtroppo, era preclusa la possibilità di ricorrere in Cassazione e la Procura Generale, che ne avrebbe avuto facoltà ha, invece, accettato quella decisione che peraltro aveva invocato in aula.

La Giustizia oggi ha vinto, ma ha contemporaneamente perso. Stiamo (ri)celebrando un processo che non era evidentemente affetto dalla nullità sancita dalla Corte di Assise di Appello. Le decisioni si rispettano, tutte le tesi meritano uguale considerazione e non si mette in discussione l’onestà intellettuale di nessuno. “Avevamo ragione”, però, non serve a nulla ed a nessuno.  Il nostro compito è ora quello di saper trovare le parole giuste per spiegare a due genitori, ad un figlio e ad una sorella cosa è accaduto a Messina e, soprattutto, perché non è andata come a Palermo, perché la Cassazione non ha deciso lo stesso anche nel nostro caso ?? La risposta è molto semplice ma non siamo sicuri che sapranno accettarla. Sicuramente non ci lasceremo sopraffare dalla delusione, avremo anche noi il nostro Giudice a Berlino.”. concludono i legali.

Un commento

  1. Miracolata,se si candidava al quartiere prendeva 2 voti

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