La Regione Calabria avvia il progetto di housing sociale. Alloggi sostenibili per chi vive una situazione di disagio abitativo
La Regione Calabria ha avviato la fase di concertazione con le principali città capoluogo per promuovere un nuovo progetto di housing sociale, pensato per contrastare il disagio abitativo che interessa una fascia media della popolazione residente. L’iniziativa punta sul recupero e sulla valorizzazione di aree dismesse o degradate del patrimonio edilizio già esistente sul territorio regionale.
L’iniziativa del vicepresidente Mancuso
A promuovere il progetto è il vicepresidente della Giunta regionale e assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica, Difesa del Suolo e Politiche della Casa, Filippo Mancuso. L’obiettivo dichiarato è la riqualificazione di immobili già disponibili, pubblici e privati, da destinare a finalità sociali, in particolare al sostegno dell’accesso ad alloggi sostenibili a canone agevolato.
Il confronto con i Comuni capoluogo
Al tavolo di concertazione hanno preso parte i rappresentanti amministrativi di Catanzaro, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Vibo Valentia, individuati in quanto centri urbani più popolosi della regione. Il compito affidato alle amministrazioni comunali riguarda l’individuazione delle aree maggiormente bisognose di riqualificazione e rigenerazione urbana, verso cui indirizzare il progetto regionale, realizzato anche con il supporto di investitori privati e attraverso un monitoraggio condiviso con l’amministrazione regionale delle zone più degradate del territorio.
Gli amministratori intervenuti avrebbero espresso piena soddisfazione per l’iniziativa messa in campo dalla Giunta regionale.
Immobili dismessi e centri storici: le aree di intervento
Durante l’incontro sarebbe stata approfondita la possibilità di destinare i fondi al recupero di proprietà comunali dismesse, con edifici non più utilizzati, e di altri immobili appartenenti al patrimonio disponibile e indisponibile, da convertire in alloggi sociali. Attenzione particolare sarebbe stata rivolta anche alla riqualificazione del patrimonio edilizio nei centri storici, sempre più caratterizzati da edifici fatiscenti e spesso disabitati, con conseguente spopolamento del cuore cittadino e necessità di un intervento di rigenerazione e decoro urbano e sociale.
Il ruolo degli investitori privati
Gli interlocutori privati saranno coinvolti come investitori nelle operazioni di riqualificazione territoriale. L’investimento punterebbe a un duplice risultato: rispondere ai bisogni abitativi dei cittadini e, allo stesso tempo, valorizzare aree del territorio riconvertibili a uso abitativo. Non si tratterebbe di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), ma di edilizia residenziale sociale, destinata a chi ne ha bisogno per un periodo medio-lungo, al termine del quale chi ha sostenuto l’investimento iniziale potrà trarne un vantaggio economico futuro.
Il disagio abitativo in Calabria
Il progetto nasce in risposta a una condizione di disagio abitativo che, secondo quanto riferito dallo stesso Mancuso, interesserebbe un numero elevato di cittadini calabresi appartenenti a una fascia intermedia di popolazione, non sempre coperta dalle tradizionali misure di edilizia pubblica.
Le conclusioni di Mancuso
Il vicepresidente Mancuso ha ribadito l’impegno della Giunta regionale nel promuovere una strategia concreta di rigenerazione urbana e inclusione sociale, capace di coniugare recupero del patrimonio edilizio, sostenibilità ambientale e risposta diretta ai bisogni abitativi della fascia intermedia della popolazione calabrese.
Articolo scritto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, verificato dalla redazione.

