I danni del ciclone in Sicilia superano il miliardo, Schifani a Messina e Catania

I danni del ciclone in Sicilia superano il miliardo, Schifani a Messina e Catania

Marco Olivieri

I danni del ciclone in Sicilia superano il miliardo, Schifani a Messina e Catania

venerdì 23 Gennaio 2026 - 06:40

Sopralluoghi del presidente oggi e domani. Alla stima di 741 mln vanno aggiunti i mancati redditi delle attività produttive. Più di 200 mln di danni nel Messinese

La prima stima dei danni dovuti al ciclone Harry nel territorio messinese e siciliano è di 740 milioni di euro. Ma in realtà la cifra è molto più alta. E supera il miliardo di euro. Ai 741,5 mln, calcolati dalla Protezione civile regionale e diffusi dal presidente Renato Schifani, si dovranno aggiungere i mancati redditi delle attività produttive. E si pensa a ristori e contributi. Questo lo apprende l’Ansa da fonti istituzionali regionali.

Ecco le province più colpite: Catania (244 milioni di euro), Messina (202,5 milioni di euro), con la zona jonica messa in ginocchio dalle violente mareggiate, e Siracusa (159,8 milioni di euro). E sono stati stanziati i primi 70 milioni.  Per viabilità e servizi a rete, ovvero servizi essenziali come acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni, la provincia di Messina subisce danni per 110 milioni di euro.

I sopralluoghi nelle zone colpite del presidente Schifani: oggi nel Messinese, sabato nel Catanese

In concreto, la Giunta Schifani ha messo a disposizione 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per affrontare le situazioni più gravi nei territori. E ha deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Assemblea regionale siciliana, consentirà di accedere a 20 milioni di fondi globali. E si è dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per il maltempo che nei giorni 19, 20 e 21 gennaio ha investito l’isola.

In un clima da “bollettino di guerra”, come lo ha definito il sindaco della funestata Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, dopo il ministro Nello Musumeci il presidente della Regione siciliana visiterà oggi e domani le zone di Messina e Catania danneggiate dal ciclone Harry. Schifani sarà accompagnato dal capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza.

Questo il programma di oggi: alle 15.30 un primo sopralluogo a Taormina, poi Santa Teresa di Riva. Infine, intorno alle 17.30, incontro in Prefettura a Messina con i sindaci e gli operatori balneari dei Comuni colpiti. Per sabato 24 gennaio, invece, in programma il sopralluogo dei danni registrati nel Catanese: prima tappa ad Acireale alle 10, a seguire la Playa di Catania e, in chiusura, alle 12.30, incontro in Prefettura a Catania con i sindaci e gli operatori balneari.

Musumeci: “I sindaci possono operare in deroga”

Da parte sua il ministro per la Protezione civile ha precisato, ieri durante il sopralluogo a Santa Teresa: “Non è un problema di risorse. I sindaci possono operare in derogare già da ieri, con le ordinanze di somma urgenza. Tutto il resto sarà valutato. Nelle prossime ore ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei vari dipartimenti per fare il punto. Nella ricostruzione bisognerà tenere conto che il cambiamento climatico provoca questi fenomeni e in modo più frequente. E occorre tutelare i territori”.

“Verso lo Stato d’emergenza nazionale”

L’ex presidente della Regione ha messo in evidenza alcuni passaggi governativi: “Riuniremo il Consiglio dei ministri la prossima settimana. Dopo una sommaria istruzione da parte del Dipartimento, proporrò al Cdm di dichiarare lo Stato di emergenza nazionale che si accompagna alla deliberazione di una prima risorsa per consentire agli enti locali di poter operare per i primi interventi: rimuovere i detriti e gli ostacoli, il ripristino della viabilità e la funzionalità dei servizi essenziali. Se i danni alle infrastrutture sono relativi possono operare direttamente. Se si tratta di ricostruzione bisognerà chiudere la fase di emergenza e aprire lo Stato di ricostruzione, come previsto dalla legge 40 sul codice della ricostruzione. Ancora è presto per fare una quantificazione seria dei danni”.

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