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I malumori degli “schedati” delle seconde case a Villafranca, Saponara e Rometta

Rosaria Brancato

I malumori degli “schedati” delle seconde case a Villafranca, Saponara e Rometta

martedì 05 Maggio 2020 - 09:07
I malumori degli “schedati” delle seconde case a Villafranca, Saponara e Rometta

I sindaci dei 3 comuni impongono a chi vuol spostarsi nelle seconde case una vera e propria schedatura

Mentre i governatori Zaia (che ha il vento in poppa e il ministro Boccia non impugna le sue ordinanze……) e Musumeci danno il via libera alle seconde case, ma con criterio e sicurezza, nei comuni i sindaci alzano la paletta dello stop.

La “schedatura”

A causare non poche segnalazioni alla redazione di Tempostretto (tutte rigorosamente “anonime” per evitare ritorsioni….) sono quanti ormai da decenni considerano le loro “seconde case” a Villafranca, Rometta e Saponara, come una casa a tutti gli effetti. Del resto la vivono fino a sei mesi l’anno. E contribuiscono all’economia dei comuni interessati. Ma i tre sindaci, De Marco, Merlino e Vinci, hanno firmato tre ordinanze che impongono la “schedatura”, causando appunto malumori. L’ordinanza di Musumeci prevede che chi si sposta nelle seconde case lo debba fare per l’intera stagione limitando quindi la spola (a meno che non vi siano motivi di lavoro). I tre sindaci hanno aggiunto una serie di postille.

I dati anagrafici di tutti

Chi vuol raggiungere l’abitazione al mare deve darne comunicazione all’ufficio di Polizia Municipale del Comune (quindi o Villafranca o Saponara o Rometta), specificando l’indirizzo completo (il che fa presupporre controlli di polizia nell’abitazione in questione……) ma soprattutto i dati anagrafici e i documenti d’identità di tutti quelli che vanno a vivere in quella casa. Posto che stiamo parlando di domicilio e che questo è tutelato dalla Costituzione tra i diritti inviolabili, questa “schedatura” pone problemi di diritto alla privacy ed espone ad uno dei peggiori fenomeni che l’emergenza covid ha portato: la delazione.

La Costituzione, i diritti, i controlli

In tanti hanno sottolineato come nella propria abitazione (poniamo la residenza fissa invernale) nessuno possa mettere il naso e chiedere i documenti di chi vive con me. Né possono fare irruzione in casa se non, nei limiti e nelle condizioni espressamente indicati dalla Costituzione. Peraltro c’è chi, ad esempio, si sta trasferendo a “metà”: moglie e figli subito e il marito nei week end. C’è chi vuole ospitare un affetto stabile che magari non apprezza con entusiasmo la “schedatura”. Lo spostamento tra una mia casa ed un’altra, se consentito dalle ordinanze, non può essere soggetto ad invasioni della sfera personale che rischiano di essere inquietanti.

Dal buco della serratura

Se il mio vicino di casa decide di fotografare chi è in casa mia e poi manda la foto al vigile che mi multa, vuol dire che stiamo diventando sempre meno comunità. Per non parlare poi del fatto delle seconde case di “famiglia”, nelle quali c’è chi resta tutto l’anno e d’estate aumentano di conviventi (congiunti di primo o sesto grado che siano, fidanzati e amanti compresi). L’amarezza di molti peraltro è aggravata dal fatto che per decenni quelli che oggi vengono “schedati” hanno contribuito a promuovere l’immagine dei comuni interessati e a sostenerne l’economia. Sapere di essere guardati dal buco della serratura non è piacevole, anche perchè la schedatura presuppone persino una presunzione di colpevolezza (sei un untore venuto qui per contagiare il Paese oltre che la tua stessa famiglia)

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12 commenti

  1. Giovanni Cucinotta 5 Maggio 2020 09:25

    Chi ha scritto questo articolo si rende conto che siamo in piena pandemia e che la scienza brancola nel buio? Personalmente se mi faranno tornare nella casa al mare questa estate non avrò nessun problema a dare i miei dati personali a tutela mia e degli altri

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    1. Concordo pienamente.
      Le considerazioni svolte nell’articolo del Direttore sono condivisibili in linea teorica, ma a mio avviso mal si coniugano con il momento attuale (in cui tutti gli italiani sono già in Fase 2 ma anche 3 o 4, ed intanto viaggiamo a 1.200-1.300 nuovi contagi al giorno).
      E’ un momento ancora delicatissimo, e le cautele sono quanto mai opportune.
      Sono sicuro che, se nella casa al mare accanto alla nostra trascorresse l’estate una famiglia di Bergamo, tutti vorremmo avere la copia del risultato del loro tampone, altro che documento.
      I negozianti non devono preoccuparsi: non sarà la richiesta dei documenti da parte del sindaco di Saponara che influirà sui loro affari.

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  2. Tutti sindaci sceriffi!!!
    Ma finitela’.
    Che lo vadano a dire ai negozianti che aspettano l’estate per guadagnare di piu’.

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    1. Tu ragioni, i sindaci vogliono affamare i loro commercianti, loro però si intascheranno i soldi IMU/Tari/Tasi senza alcuna vergogna

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  3. Articolo xxxxxx. Con la situazione sanitaria attuale mi sembrano polemiche assurde. Fanno bene a controllare. Se non ho nulla da temere comunico i dati senza problemi.
    E finiamola con queste cavolate.

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  4. Io direi di darci una svegliata.
    Schedati?Neanche i criminali…
    Qui si tratta di annullare la propria libertà e privacy!
    Si è creato un clima pesante e noi cittadini sempre più cavie.
    Allora che i politici informino i cittadini degli spostamenti che fanno e con chi stanno!
    La legge va rispettata da chi dovrebbe dare l’esempio…
    I forti con i deboli…

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  5. Proxima Centauri 5 Maggio 2020 12:18

    Mi piacerebbe sapere, da chi si lamenta in modo anonimo, quali sarebbero i rischi di comunicare alle autorità i dati di chi alloggia in una “seconda abitazione” nel periodo estivo. Cosa che potrebbe risultare utile in caso di nuove positività, scoperte magari in ritardo, in modo tale da isolare eventuali contatti. La Regione, tra l’altro, impone che chi si sposti nelle seconde case lo debba fare per l’intera stagione, e allo stesso tempo concede la possibilità di fare la spola dalla città per motivi di lavoro. Ricordo a questi signori che l’unico divieto, in vigore fino a nuovo ordine, è quello di assembramenti. Mi sorge il dubbio (ma è solo un’ipotesi senza fondamento, ci mancherebbe!) che qualcuno veda in questa disposizione una limitazione al fenomeno della “moltiplicazione degli inquilini estivi”, spesso stipati in pochi metri quadri, soprattutto nel mese di agosto. Si tratta, ovviamente, di un dubbio, dato che a parte qualche sporadico caso, questi signori rispettano rigorosamente la legge e, di conseguenza, non dovrebbero nutrire alcun timore a comunicare i dati richiesti, contribuendo così alla sicurezza comune.

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  6. cardullofrancesco81@gmail.com 5 Maggio 2020 13:37

    Io nn di niente a nessuno…. Venite vigili vi aspetto a braccia aperte…….. A casa mia nn entra nessuno…

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  7. Che problema c’è ad essere schedati. Se la cosa dà fastidio è perché si ha la coscienza sporca. Tipo dichiarare che ci abitano 1 o 2 persone e ci stanno in 5 o 6 con le relative agevolazioni sulle tasse comunali tipo spazzatura che si paga sui mq e sui componenti il nucleo familiare. Bene sindaci, chi vuole la seconda casa se la deve mantenere.

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  8. Perchè non aiutavano il sindaco di Messina quando era ai traghetti per non fare passare quelli che dal nord raggiungevano il sud?

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  9. Schiacciati dall’ingombro mediatico di de Luca, cercano in tutti i modi di guadagnare qualche riga sui giornali.

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  10. Stiamo sfiorando il ridicolo, ormai non passa giorno senza che qualche testa malpensante ma benpagata coi soldini pubblici, faccia la sua proposta di schedatura e di riduzione della privacy. Come mai queste teste fini non hanno mai pensato a come ridurre le tasse che paghiamo tutto l’anno per i servizi pubblici di cui usufruiamo solo per alcuni mesi? Perchè non ci pensano ora?

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