Il Consumo di suolo in Italia non si ferma. Messina soffocata dal cemento - Tempostretto

Il Consumo di suolo in Italia non si ferma. Messina soffocata dal cemento

Pippo Trimarchi

Il Consumo di suolo in Italia non si ferma. Messina soffocata dal cemento

martedì 16 Agosto 2022 - 10:36

A Messina non servono nuovi palazzi. Bisogna salvare le aree sbaraccate dalla speculazione edilizia realizzando spazi verdi e aree di socialità

Recentemente l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha presentato il Rapporto 2022 elaborato dal SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) sul consumo di suolo in Italia.

Con questa espressione si intende l’incremento della copertura artificiale del suolo, con la scomparsa irreversibile di aree naturali e agricole. Al loro posto si realizzano nuovi edifici, infrastrutture, insediamenti commerciali, logistici, produttivi e di servizio.

I dati forniti fotografano una condizione davvero preoccupante del territorio nel nostro Paese. “Tra il 2006 e il 2021 – dichiara l’ISPRA – il Belpaese ha perso 1.153 km2 di suolo naturale o seminaturale, con una media di 77 km2 all’anno. Questo processo rende il suolo impermeabile e – avverte l’ISPRA, “oltre all’aumento degli allagamenti e delle ondate di calore, provoca la perdita di aree verdi, di biodiversità e dei servizi ecosistemici, con un danno economico stimato in quasi 8 miliardi di Euro l’anno.”

Insomma, aggredire e soffocare l’ambiente significa peggiorare e rendere più rischiose le nostre condizioni di vita, oltre a determinare conseguenze economiche molto pesanti.

A Messina si consuma troppo suolo

I dati del rapporto ISPRA-SNPA che riguardano Messina sono negativi, con una accentuazione piuttosto critica per l’ex capoluogo di provincia. Infatti a livello complessivo di Città Metropolitana nel 2021 è stato consumato il 6% di suolo pari a 19.572 Ettari. Messina città, invece, nel 2021 ha consumato il 17% di suolo pari a 3.636 Ettari. Questa dinamica è abbastanza preoccupante ove si consideri che a livello nazionale il consumo di suolo è stato del 7,13% e in Sicilia del 6,52%. Il nostro contesto urbano si colloca, dunque, ben al di sopra di questi dati, che già costituiscono un campanello d’allarme.

D’altra parte è evidente a tutti come Messina sia soffocata dal cemento. Gli spazi liberi sono molto pochi e comunque di dimensioni ridotte. La fragilità del territorio sotto il peso delle costruzioni realizzate in ogni porzione di suolo disponibile, compresi gli argini dei torrenti, appare in tutta la sua pericolosità ogni volta che piove. Ormai un temporale un pò più forte è diventato una minaccia che mette in discussione le nostre certezze di uomini capaci di dominare l’ambiente. Risulta con chiarezza che abbiamo esagerato e la natura tende a riprendersi con la sua forza incontenibile gli spazi che le sono stati sottratti.

Impedire la speculazione edilizia nelle aree sbaraccate

Cosa bisogna fare allora? Bisogna cominciare a togliere anzichè mettere e avere il coraggio di liberare suolo anzichè continuare ad occuparlo. L’idea che l’edilizia possa svilupparsi a precindere dagli equilibri ambientali va abbandonata subito. E’, invece, più che mai necessario ricercare praticabili margini di crescita nell’attività di riquilificazione dei tanti fabbricati fatiscenti esistenti nel perimetro urbano, puntando con decisione sulla riqualificazione energetica e antisismica, grazie anche al sistema dei bonus.

Ma, soprattutto, dobbiamo evitare a tutti i costi che la meritoria azione di sbaraccamento si trasformi nell’ennesima ghiotta occasione per la speculazione edilizia. Quelle aree vanno consegnate a una visione che abbia come riferimento fondamentale la qualità della vita dei cittadini e il rispetto dell’ambiente. I territori liberati da un’infamia decennale devono diventare vera occasione di riscatto sociale. Quel suolo non deve essere consumato per costruire nuovi palazzi, di cui una città in forte declino demografico non ha bisogno. Quelle aree vanno tutelate dall’aggressione del cemento e devono trasformarsi in parchi urbani, con strutture leggere dedicate allo sport e ad attività culturali, ricreative e di condivisione sociale. Ne potrebbero benificiare non solo le comunità che abitano nei dintorni delle aree sbaraccate ma l’intera città, in un’ottica di integrazione che può fare solo bene.

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3 commenti

  1. STRACONDIVIDO 🤩👏👏👏👏👏👏👏👏👏 …… PECCATO che di tutto ciò che ha detto ,non rimarrà traccia , se non scritta🥺 …..non è per essere pessimista,o disfattista ,ma semplicemente REALISTA😖…..chi ci ha amministrato e amministra , NON pensa a riqualificare il territorio ,men che mai ,a livello di verde😤 e lo abbiamo appurato già dalla fattibile idea di Diego Indaimo ,di riportare alla luce il VIVAIO e che NON È STATA PER NIENTE presa in considerazione😖 ….. MA PERCHÉ???? 🤔???? Non era abbastanza “allettante” 😏😖😡????,……giardini e parchi, laddove aperti ,sono abbandonati dalla manutenzione😳, alcuni sono direttamente sbarrati ai cittadini,🙄altre aree, per renderle fruibili ,ci sono voluti ben 9 mesi 😖quindi il buongiorno si vede dal mattino 🙄…..ora abbiamo tutte queste aree sbaraccate ,non ancora del tutto bonificate 😤 e che francamente non so🤔 ,se andranno a sommarsi alle ETERNE INCOMPIUTE a Messina ….. Purtroppo,NON SIAMO CAPACI A MANTENERE E RICREARE I COLORI che ci offre la nostra terra ,e di contro usiamo SOLTANTO il NERO delle brutte azioni sul territorio che viene continuamente deturpato dalle CATTIVE azioni, e dalle NON azioni😖…… i colori ESISTENTI li facciamo sbiadire fino a farli SPARIRE 😡.. E mi fanno “arrabbiare” ,quando fanno conferenze ,tavoli tecnici ,interviste per le presentazioni sull’ ecologia, sull’ EVERGREEN,sui progetti per FORESTA ME 🙄quando poi lasciano soffocare i Colli San Rizzo dai rifiuti 🤢.. L’importante è CONSUMARE IL SUOLO …..questa definizione la riprendo io per descrivere ESATTAMENTE la REALTÀ in cui ci troviamo !!!!Distinti saluti sig.Trimarchi!!!

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  2. recentemente lo studio commissionato dal comune di messina all’università di Napoli per definire la questione Zps ha accertato che il consumo di suolo a messina è inferiore all’1 %, l’edilizia è ferma da anni e la cassa edile lamenta 6.000 disoccupati nel settore, sono stati presentati pochissimi progetti di nuovi fabbricati al comune e con la crisi economica in corso le imprese non hanno alcuna convenienza a costruire appartamenti che resterebbero invenduti. Non comprendo, pertanto questo articolo basato su dati nazionali e non certo locali, sarebbe interessante sapere da dove scaturisce questo 17% citato nell’articolo. Inoltre sembra abbastanza populistica la proposta di parchi che non si sa chi dovrebbe curare per evitare che diventino discariche o luoghi abbandonati in mano alla microcriminalità. Ottima la proposta di ristrutturare l’esistente per il resto mi sembra un articolo di fine anni novanta

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  3. Vincenzo Ricciardi 17 Agosto 2022 18:31

    La qualità dell’edilizia cittadina è mediamente scadente. Interi quartieri di irredimibile squallore dovrebbero essere demoliti, liberando centinaia di ettari.

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