La storica dell'arte Zagone solleva il problema. "Abbiamo bisogno di capire cosa verrà fatto perché non accada di nuovo. A Messina domina la cultura dell'evento"
MESSINA – Dalla critica d’arte Mariateresa Zagone riceviamo e pubblichiamo.
Tre tavole su cinque del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina sono state rubate, insieme alla
tavoletta bifronte. Quattro opere portate via dal MuMe nella sera di Ferragosto, mentre Messina era
immersa nella Vara, nella sua festa più identitaria e partecipata.
Da storica dell’arte e da messinese questa cosa mi fa troppo male, anche per una ragione personale. Al MuMe ho lavorato nella sezione didattica, con un contratto temporaneo, e ho accompagnato migliaia di
persone davanti a quelle opere. Ancora oggi, quando invito artisti a Messina, il museo è uno dei primi luoghi che suggerisco di visitare, perché Antonello non è semplicemente un grande artista che la città possiede, è una parte della sua storia e della sua identità.
Proprio per questo, però, oltre al dolore provo una rabbia che non riesco a mettere da parte. Non per il gusto di trovare un colpevole prima che siano concluse le indagini e nemmeno per attribuire responsabilità penali che spetta ad altri accertare. Mi interessa un’altra cosa, che riguarda le responsabilità istituzionali e il modo in cui viene amministrato e protetto il patrimonio pubblico. Voglio capire come sia stato possibile.
“Il problema è capire quanto abbiamo fatto prima perché una cosa del genere non accadesse”
Se, come è stato riferito, i sistemi di sicurezza erano attivi, se sono intervenuti gli allarmi e se le telecamere hanno registrato quanto accaduto, bisogna capire come quei sistemi siano stati elusi, quali procedure fossero previste e soprattutto se le condizioni di sicurezza del museo fossero adeguate alla responsabilità che gli era stata affidata.
Non sono domande penali e non sono accuse personali. Sono domande alle quali una città, così immensamente ferita al cuore, ha il diritto di avere risposta. Ed è qui che faccio fatica ad ascoltare le dichiarazioni di circostanza che arrivano dopo il furto. Capisco lo sgomento della direttrice, degli amministratori e di chi lavora al museo, e non ho motivo di mettere in dubbio il dolore espresso. Ma il problema non è stabilire quanto siamo dispiaciuti oggi, il problema è capire quanto abbiamo fatto prima perché una cosa del genere non accadesse.
“Non basta l’indignazione della politica”
Lo stesso vale per la politica. Non mi interessa che il sindaco, gli assessori o il presidente della Regione esprimano adesso indignazione e vicinanza, perché è normale e doveroso farlo. Mi interessa sapere cosa è stato fatto negli anni, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, per la tutela, la sicurezza, la valorizzazione e la fruizione di questo patrimonio.
Quali risorse sono state messe a disposizione, quali criticità erano state individuate, quali interventi sono stati richiesti e quali realizzati, quali interlocuzioni ci sono state tra gli enti che hanno responsabilità diverse sul museo e sulla sua tutela.
“A Messina una politica culturale troppo spesso identificata con eventi, palchi e comunicati”
Non lo chiedo per costruire una colpevolizzazione collettiva. Lo chiedo perché amministrare significa soprattutto assumersi la responsabilità di ciò che si è fatto prima che accada un problema, non soltanto intervenire quando il problema è ormai diventato una notizia.
E questo mi porta a una questione più generale sulla cultura a Messina.
Da anni vedo una politica culturale troppo spesso identificata con eventi, manifestazioni, inaugurazioni, palchi e comunicati, mentre molto meno visibile è tutto quello che dovrebbe stare alla base di una politica culturale seria, dalla formazione alla didattica, dalla conservazione alla ricerca, dalla manutenzione alla sicurezza dei luoghi della cultura, al dialogo col contemporaneo e con la ricerca.
Un museo non è un contenitore da ricordare quando c’è un evento da organizzare. È un’istituzione che deve essere frequentata, conosciuta e vissuta dalla città, e proprio per questo deve essere messa nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro.
“La tutela del patrimonio artistico deve essere un lavoro quotidiano”
Io al MuMe l’ho visto succedere. Ho visto persone entrare per la prima volta e cambiare completamente rapporto con quelle opere quando io e tanti altri riuscivamo a raccontarle nel modo giusto. Per questo continuo a pensare che la cultura non sia soltanto spettacolo e che la vera valorizzazione cominci dalla conoscenza e dalla cura.
Oggi non abbiamo bisogno di altre dichiarazioni solenni su quanto Antonello sia importante per Messina. Lo sappiamo.
Abbiamo bisogno di sapere come sia potuto accadere e di capire cosa verrà fatto perché non accada di
nuovo.
E soprattutto abbiamo bisogno che, passata l’indignazione di questi giorni, la tutela del patrimonio torni a essere un lavoro quotidiano e non soltanto una questione di cui ci si ricorda quando qualcosa viene perduto.
“Il dolore per Antonello è reale ma non basta”
Io non voglio puntare il dito contro qualcuno senza avere gli elementi per farlo. Voglio però poter chiedere conto, con rispetto ma senza sconti, a chi ha responsabilità istituzionali di quello che è stato fatto, di quello che non è stato fatto e di quello che verrà fatto adesso.
Perché il dolore per Antonello è reale, ma da solo non basta.
Adesso servono fatti.
Mariateresa Zagone


Usando un termine molta noto a tutti, per la sicurezza è stata fatta na beata…… Come diceva il grande Cetto la Qualunque
Cetto la Qualunque ci faceva ridere!
Questi ci fanno piangere prima e dopo le disgrazie.
I soldi vengono usati per creare consenso non per amministrare.
Associazioni di amici parenti e via discorrendo.
Se voi cari sostenitori di questo governo regionale non lo avete ancora capito allora non c’è più speranza.
Siamo a due mandati consecutivi e la sola cosa buona rimasta è il ricordo di Ficarra e Picone che prendono per i fondelli Musumeci parlando delle autostrade al teatro di Taormina.
👏👏👏👏👏👏👏👏👏alla storica d” arte Mariateresa Zagone per l’ analisi corretta,giusta,veritiera dall’ inizio fino alla fine..
Un patrimonio artistico di ineguagliabile valore dato in pasto a chi non ha le competenze per poterlo e saperlo tutelare…..semplicemente VERGOGNOSO!!!!!
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