A Santa Maria Alemanna si è svolto il confronto organizzato dalla Società Cooperativa Calcio Messina
MESSINA – A Santa Maria Alemanna c’è stato il primo confronto pubblico tra i candidati sindaco. Candidati alle amministrative di maggio invitati dalla Società Cooperativa Calcio Messina per parlare della prima squadra di calcio cittadina, l’Acr Messina attualmente in Serie D. Ma a cascata anche di impianti sportivi, dal “Franco Scoglio” al “Celeste”, e della situazione attuale dei movimenti sportivi in città.
Presenti i candidati sindaco Federico Basile, Marcello Scurria, Antonella Russo e Lillo Valvieri, mentre Gaetano Sciacca, assente per precedenti impegni, ha delegato il suo consulente per lo sport Nico Scandurra. A moderare l’incontro i giornalisti Tiziana Caruso e Pietro Di Paola.
“Ringrazio chi è intervenuto tra il pubblico e i candidati sindaco – ha esordito Antonino Indaimo, presidente Scc Messina -. L’idea della cooperativa nasce dal voler trasformare l’energia di quelle persone che andavano al campo a seguire una squadra fallita. Il manifesto che presentiamo nasce da proposte ragionate e concrete dei nostri soci che hanno competenze”.
Nel “Manifesto per lo Sport e la Comunità” la società cooperativa calcio Messina propone: copertura dello stadio Franco Scoglio; concessione pluriennale dell’impianto alla principale squadra cittadina; creazione nuovi impianti e riqualificazione di quelli esistenti; investimenti e manutenzione dei palazzetti che servono altri sport; impianti adeguati a ospitare eventi internazionali; museo dedicato alla storia del calcio cittadino; dialogo strutturato tra tifosi, club e istituzioni; più servizi e meno barriere per la piena accessibilità e tutela del diritto di trasferta.
Su tutti gli argomenti i candidati avevano due minuti di tempo per esporre le proprie idee o replicare agli altri. Al momento di chiudere il confronto è stato chiesto ai candidati se nella loro idea la delega allo sport sarebbe stata assegnata singolarmente. E non come avvenuto con l’assessore Finocchiaro, che aveva anche la delega agli eventi. Tutti, ad eccezione di Basile, hanno detto che avrebbero assegnato da sola la delega alle politiche sportive.

Copertura Franco Scoglio
Scandurra: “Per me il San Filippo era vecchio quando è stato inaugurato. Sono favorevole alla copertura di uno stadio da 40mila posti ma sarebbe più opportuno ricostruire lo stadio rendendolo funzionale o ridurne la capienza”.
Russo: “Ringrazio la cooperativa che si è sostituita alla istituzioni, la copertura va fatta e andava fatta nel 2004, gli stadi moderni sono coperti. Una sconfitta non esserci riusciti dopo ventidue anni. Non è né uno stadio né un’arena per spettacoli”.
Basile: “Favorevole alla copertura, ma ricordo che fino a pochi anni fa il Comune non poteva accedere a finanziamenti. I primi passi li abbiamo fatti dopo aver risanato conti, abbiamo predisposto un progetto simile allo stadio di Lecce. Finito il Celeste, la squadra giocherà lì, e si lavorerà sul Franco Scoglio”.
Scurria: “Lo stadio è una cattedrale nel deserto, pronto a dare il mio assenso al commissario affinché si faccia qualcosa subito”.
Valvieri: “E’ vergognoso che sia una cooperativa a mettere i soldi, la squadra del nostro cuore deve essere al primo posto. La copertura va fatta non dove ci stanno i signori ma in curva dove c’è freddo”.

Concessione impianto
Russo: “Singolo gettone per singolo evento no, la convenzione sì, solida ma non a personaggi in cerca d’autore”.
Scandurra: “La nostra idea è fare un affidamento a lungo termine così che l’affidatario possa fare delle migliorie”.
Scurria: “La casa del Messina è il Franco Scoglio che è una cattedrale nel deserto, il Celeste è la vecchia casa del messina. Ci dovrà essere una concessione pluriennale, l’amministrazione uscente ha un’allergia per il calcio e lo sport in genere”.
Valvieri: “Io lo stadio lo darei agli imprenditori, concessione pluriennale, l’imprenditore non regala soldi ma deve avere l’opportunità di guadagnare”.
Basile: “Il Celeste, vista anche la serie in cui milita l’Acr, è il campo idoneo in cui giocare. Altri campi dovranno essere messi a norma. La concessione non deve metterci col cappio al collo, oltre al calcio il campo è servito per eventi che sono serviti a sistemare in parte l’impianto stesso”.
Gestione impianti a Messina
Scurria: “Abbiamo tanti cantieri aperti e sospesi negli ultimi quattro anni, la colpa è sempre di altri, non basta acquisire finanziamenti, poi bisogna metterli a terra”.
Russo: “Non sono possibili tutti questi ritardi, ci vuole maggior controllo della politica, perché a soffrire sono le società. La tutela della società sportiva e questa vicinanza dell’amministrazione non l’ho vista”.
Scandurra: “Per quanto riguarda l’impiantistica stiamo già individuando aree dove realizzare progetti con impianti polivalenti. I settori giovanili devono dividersi su due campi, ci sono tanti impianti comunali che potrebbero servire e vanno riqualificati”.
Basile: “Ci sono 24 impianti con lavori in corso, 4,5 milioni stanziati per efficientamento energetico, nessuno prima aveva messo mani a questo a Messina. Con i risparmi dell’efficientamento energetico abbiamo reinvestito nell’ex Gil, stiamo facendo e tanto è stato fatto”.
Valvieri: “I lavori si stanno facendo, i soldini si stanno spendendo ma devono essere spesi sempre meglio. Propongo di fare dei campetti nei quartieri, dobbiamo aumentare il livello della nostra vita”.

Il ruolo del Comune
Basile: “Il sindaco deve mettere in condizioni gli imprenditori di venire. Dopo sta all’imprenditoria muoversi. La città oggi è certamente più appetibile”.
Scurria: “L’approccio in questi ultimi anni è stato sbagliato, abbiamo messo a disposizione quello che avevamo. Io vorrei essere un sindaco più incisivo. Non ho visto un ruolo attivo negli ultimi anni sul calcio”.
Valvieri: “Imprenditori a Messina ce ne sono e tanti hanno i soldi e la voglia di investire, non hanno la sicurezza. Noi dobbiamo invogliarli a investire nel calcio e nelle strutture, sennò li prendiamo da fuori”.
Russo: “Ricordo all’ex sindaco che i lavori al Celeste dovevano finire a giugno ‘25, poi a dicembre ‘25, a marzo ‘26, non sono ancora stati completati e rischiamo di perderli, come quelli del pattinodromo. Sul ruolo del sindaco deve essere baricentro in tutto e lo sport deve essere visto a 360º”.
Scandurra: “Il sindaco deve essere aperto a tutto, dal calcio al pattinaggio. Gli imprenditori sanno che con il calcio si perde, presidenti di altre società trovano riscontro in altre attività. Un sindaco deve vagliare chi si propone, nella speranza che chi arrivi non sia un farlocco. Il calcio è una chimera dall’esterno, ma poi è un inferno”.
Eventi internazionali a Messina
Basile: “Abbiamo fatto il mondiale paralimpico perché abbiamo sistemato il PalaRescifina, non serve la delibera ma avere l’impianto in condizioni. L’impianto diventa il tema”.
Valvieri: “Si possono fare i grandi eventi, le cose da fare ci sono e sono tante, per quanto riguarda gli eventi non saprei, bisogna cercare un modo per attrarre. Serve portare persone di fama internazionale per creare un po’ di movimento”.
Scurria: “Manca dall’acqua fino al sale. Bisognerebbe partire dallo stadio, intanto la copertura anche parziale e una riqualificazione seria. La questione degli impianti è tenuta sotto il tappeto. Siamo impegnati più sugli eventi musicali. Ci sono società che hanno difficoltà ad accedere alle strutture (Basile lo interrompe per aver usato la parola “amicale”)”.
Russo: “Direi quello che non farei. La prima considerare lo sport spettacolarizzandolo, l’evento stramondiale a Piazza Duomo cosa ha lasciato nello sport di Messina? Avete spettacolarizzato lo sport. Io mi focalizzerei su quello che può fare il Comune sull’incentivazione dello sport in ottica salute, visto che il sindaco è massima autorità sanitaria”.
Scandurra: “Messina offre opportunità immense per lo spettacolo sportivo. Abbiamo la fortuna di avere il mare una ricchezza poco sfruttata, le nostre coste. Il Messina non ha potuto fare l’Intertoto perché lo stadio non è abilitato a fare partite internazionali”.
Il museo del Messina
Scandurra: “Il San Filippo è una bella idea, ma come ci si arriva? Deve essere fruibile e la posizione non è centrale. Al Celeste sarebbe più fattibile. Voglio dire che la storia del Messina non deve essere dimenticata”.
Russo: “Queste magliette mi hanno emozionato, per me il museo subito allo stadio Franco Scoglio, portiamo i turisti col pulmino. Dobbiamo portare indotto anche con merchandising”.
Basile: “Messina è la seconda provincia più sportiva, gli eventi servono ad avvicinare. Ai festeggiamenti per il 125º l’allestimento storico è stato bello da vedere, il Franco Scoglio è il luogo più idoneo al museo”.
Scurria: “Con me sfonda una porta aperta, ci sono stato recentemente e lo stadio, non il campo, è in condizioni pietose”.
Valvieri: “Per me museo al Franco Scoglio e farei anche un museo mobile. Una parte fissa e una mobile, facendo eventi in tutti i quartieri, sfilate in tutti i quartieri e nel viale San Martino pedonale”.
Sport per disabili
Valvieri: “Penso che il disabile vada messo al primo posto, penso che vada aiutato tanto. Dobbiamo fare di tutto per metterlo al primo posto”.
Scurria: “Per me lo sport è strumento di inclusione, a maggior ragione per chi ha una disabilità. Non è un problema loro ma di tutti, i fragili hanno bisogno di crescere in autostima e socializzazione. Per essere chiari il Comune deve rivedere tutte le politiche sportive negli ultimi anni. La delega allo sport associata allo spettacolo c’entra poco”.
Basile: “È in corso un processo, sentire parlare di negazione di accesso agli impianti mi fa storcere il naso. C’è sicuramente tanta strada ancora da fare per l’accessibilità. Alla piscina Campagna abbiamo fatto una grande battaglia, non abbiamo mai lasciato indietro nessuno e la Messina Social City lavora ogni giorno”.
Russo: “Voglio pensare al futuro su questo tema così delicato e importante, si deve fare molto di più per creare inclusività e togliere ragazzi dalla strada”.
Scandurra: “Sono d’accordo con quando detto fin qui dagli altri, aggiungo solo che a questi ragazzi va data fiducia. Con la fiducia questi ragazzi spostano il mondo, le strutture devono essere fruibili alle persone in carrozzina. Bisogna adeguare le strutture, i fondi ci sono anche per gli impianti non solo per gli stadi”.
