Il flop alle elezioni della lista 5 Stelle e Controcorrente conferma che il fragile Partito democratico è solo nell'area progressista. Da Avs a Italia Viva, mancano tutti
MESSINA – “Il Pd è il primo partito di opposizione a Messina e conquista un seggio in più di 4 anni fa. L’8,5% ottenuto ci consente di continuare, con ancora maggiore responsabilità, il lavoro di proposta, controllo e critica dentro il
Consiglio comunale. Saremo infatti l’unica forza del campo progressista a garantire rappresentanza ai tanti messinesi che hanno scelto il progetto di centrosinistra”. Così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito democratico messinese. Il punto è proprio questo: il malandato Pd, malgrado l’attuale e profonda fragilità, confermata dal risultato della candidata sindaca Antonella Russo (12,22%), ottiene tre seggi. Il resto della coalizione di centrosinistra è inesistente.
La lista Movimento Cinquestelle e Controcorrente di La Vardera non è andata oltre il 3,5%. Di conseguenza, con l’8,52 per cento del Pd, la coalizione si è fermata all’11.57%. Sostiene Hyerace: “Non abbiamo mai avuto l’abitudine di nascondere la testa sotto la
sabbia, ma allo stesso tempo non intendiamo cedere a un clima di autoflagellazione utile soltanto a chi cerca colpevoli da indicare e presunti martiri da osannare. “Il dato complessivo della coalizione resta distante da quello del centrodestra e di Sud Chiama Nord e nessuno lo nega. Proprio per questo servono riflessioni serie e oneste. Da questa tornata elettorale il
Partito democratico porta con sé ciò che di positivo è stato costruito, ma anche la consapevolezza dei limiti emersi in questi mesi, sia rispetto al partito sia rispetto al rapporto con gli alleati, che abbiamo sempre vissuto con spirito unitario e senso di responsabilità. Uno sforzo importante, che rivendichiamo, ma che non potrà più essere a senso unico”.
A Messina mancano le forze progressiste a parte il fragile Pd
Le ultime parole tradiscono il disagio e le perplessità nei confronti degli alleati. Non solo gli inconsistenti, numericamente, Cinquestelle, nonostante abbiano qui figure di rilievo a livello regionale nazione ed europeo, e Controcorrente. Ma anche Avs, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, + Europa dove sono? Dal punto di vista elettorale, le due liste presentate alle elezioni non sono solo la rappresentazione della debolezza del Pd. Ma pure di un’assenza di radicamento di tutte le forze politiche progressiste. Quelle del cosiddetto campo largo.
Non a caso la candidata dopo la sconfitta lo ha evidenziato: “Antonella Russo sindaca non l’ho vista nei post e nelle incitazioni al voto. Io ho sempre creduto nel campo progressista. E avrei voluto che anche altri ci avessero creduto di più di quanto hanno fatto. La candidata sindaca prende più voti delle liste del centrosinistra. E nel 2018 e 2022 non era avvenuto. Ma le sole due liste ci hanno penalizzato”. E, per il segretario provinciale, “Messina resta un contesto difficile, dove ricostruire credibilità e
consenso richiede tempo, continuità e serietà. È da qui che bisogna ripartire, con umiltà e con la consapevolezza che il lavoro vero
comincia adesso”.

Ora vi posizionerete nelle vostre poltroncine a palazzo Zanca e buonanotte ai suonatori…Il gettone è assicurato. E poi fra 4/5 anni vi risveglierete sempre più distanti dai cittadini e dalla realtà in cui Messina si presenterà ai vostri occhi appannati……..
Saremo infatti l’unica forza del campo progressista a garantire rappresentanza ai tanti messinesi che hanno scelto il progetto di centrosinistra”. MA PERCHE’ CONTINUANO AD INSISTERE SU QUESTO ESSERE PROGRESSISTI ? …. sono di sinistra, sono democratici , sono repubblicani e si ammantano di essere pure progressisti ??? a Messina ? a parte le ciance politiche di rito, in cosa consiste il loro progressismo di fronte alla valanga di Basile a cui accreditano sicuri e visibili interventi positivi ? saranno state le numerose operazioni di cataratta ??? toh, in questo momento alla TV LA 7, Renzi dice . non devi fare un tavolo, devi governare !!!