"Il Pd scelga un suo candidato sindaco a Messina a costo di rompere con gli alleati"

“Il Pd scelga un suo candidato sindaco a Messina a costo di rompere con gli alleati”

Marco Olivieri

“Il Pd scelga un suo candidato sindaco a Messina a costo di rompere con gli alleati”

venerdì 27 Febbraio 2026 - 07:30

Presa di posizione dei promotori della "Base conta", dopo la raccolta firme per Russo: “Il Partito democratico decida di contare al tavolo del centrosinistra. Basta tacere”

MESSINA – “Il Pd decida di contare. Il tavolo del centrosinistra per la scelta del candidato che a Messina dovrà sfidare Federico Basile e Marcello Scurria, fino ad ora le uniche certezze in campo, è diventato un Conclave. Giorno dopo giorno, riunione dopo riunione, si alternano fumate nere a fughe in avanti. La prima è stata di Avs, con Paolo Todaro. L’ultima in ordine di tempo, invece, quella riguardante Dafne Musolino, che Davide Faraone, plenipotenziario siciliano di Italia Viva, ha proposto al campo largo come candidata (in principio doveva essere parte di un ticket e poi era stata folgorata sulla via di Damasco del civismo). In tutto ciò, il Partito democratico, azionista di maggioranza del tavolo, non prende una posizione, anzi sembra persino disposto a fare un passo indietro di fronte alla senatrice pentastellata Barbara Floridia, catapultata da Milazzo a Roma quando i Cinquestelle avevano il vento in poppa e ora pronta a essere paracadutata a Messina con un paracadute di riserva: un posto sicuro per tornare a Palazzo Madama”. I promotori dell’iniziativa “La base conta”, dopo aver promosso la petizione per candidare il consigliere comunale Alessandro Russo, esprimono così il loro malcontento.

La maggioranza di loro non è iscritta al Partito democratico ma vede nella candidatura di Russo un segno di discontinuità rispetto a un centrosinistra che a Messina non decolla mai.

“Ma perché il Pd tace?”

Continua la nota: “Ma perché il Pd tace? Il problema non è più chiedere di candidare Alessandro Russo, ma di assumere una decisione, quale che sia. Perché non è possibile che il partito sia paralizzato dalle contese regionali tra il segretario Barbagallo, che non può dire “no” scomodi per non sbilanciare i soliti e soffocanti equilibri di partito, e quanti invece sarebbero pronti a sostenere Alessandro Russo pur da provenienze e sensibilità differenti, anche dentro il Partito democratico. In tutto ciò, il segretario provinciale Armando Hyerace è un telo dove si proiettano le ombre cinesi di questa contesa, ma anche un ombrello su cui piovono velleità e ostruzionismi della parte del partito che lo ha sostenuto per la conquista del suo ruolo”.

“Anche a costo di rompere con gli alleati il Partito democratico deve contare al tavolo del centrosinistra”

Per questi motivi, “La base conta” “chiede al Pd di contare come deve al tavolo, assumendosi la responsabilità della scelta di un candidato sindaco che possa avere il consenso più ampio e trasversale (che per quanti hanno sottoscritto l’appello è Alessandro Russo), anche a costo di rompere con le altre forze politiche. Forze politiche che, da sole, difficilmente supererebbero lo scoglio del 5%, già abbastanza complicato persino per i democratici”.

Intanto però prende piede l’idea, nel nome dell’alleanza, di una candidatura a sindaco di Messina del sindacalista Paolo Todaro, su proposta di Avs. E si attendono parole chiare dal Pd.

Da parte sua, il segretario provinciale Dem Armando Hyerace rivendica l’importanza della coalizione: “Il Partito democratico di Messina ha scelto sin dall’inizio la strada della responsabilità e del confronto leale con tutte le forze del centrosinistra. La scelta di privilegiare la sintesi interna tra le forze politiche è una decisione consapevole, assunta negli organismi di partito e con pieno senso di responsabilità. Il dialogo tra partiti e movimenti è fisiologico e necessario quando si costruisce una proposta seria per la città: raccontare questi tempi come una spaccatura significa forzare la realtà. Vi è la consapevolezza di costruire una proposta seria e credibile per la città”.

Di certo, le parole del segretario Hyerace non rassicurano i promotori della raccolta firme per Russo e non placano il malcontento interno al principale partito della coalizione. Si attendono evoluzioni.

La foto è di repertorio.

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3 commenti

  1. Antonino Clemente 27 Febbraio 2026 08:15

    Non capisco cosa vogliono i pretendenti a sindaco, dove erano quando Todaro si e’ esposto in prima persona a denunciare? Todaro è la persona giusta.

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  2. Concordo pienamente Todaro è la persona giusta, per perdere le elezioni

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  3. e chi di grazie, qualche altro signor nessuno?

    non c’è nel PD un candidato capace di mobilitare la società civile, ne di unire il campo progressista, meno che mai di spostare voti da uno schieramento all’altro,
    e non è neanche colpa loro poveretti, negli ultimi anni si sono adeguati agli invasori, Renzi, Genovese e Navarra. Il primo ha fatto fuori i renziani della prima ora, Quero e gli altri giovani che entusiasticamente avevano aderito sin da subito alla sua corrente. Dopo averli fatti fuori ha prima dato spazio a Genovese e poi grazie all’ennesimo colpo di genio, si fa per dire, del suo braccio monco siciliano, Faraone, niente poco di meno che Navarra nominato deputato salvo poi scendere dal bus quando non è stato riconfermato.
    Insomma come si dice a Messina il PD è nto menzu a na strata!

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