Il Tar annulla il calendario venatorio in Sicilia, Calderone al fianco dei cacciatori

Il Tar annulla il calendario venatorio in Sicilia, Calderone al fianco dei cacciatori

Redazione

Il Tar annulla il calendario venatorio in Sicilia, Calderone al fianco dei cacciatori

domenica 01 Novembre 2026 - 10:38

Stop alla caccia nell'isola. La protesta di Futuro Nazionale di Vannacci affidata al parlamentare barcellonese: "Responsabilità della Regione, faccia ricorso"

SICILIA – Stop alla caccia in Sicilia. La terza sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso promosso da Federazione nazionale Pro Natura Aps e Lela Lega Antivivisezionista Ets, annullando il provvedimento che fissava il calendario venatorio. Secondo i giudici l’adozione del calendario venatorio in assenza di un piano faunistico regionale aggiornato era illegittima (fonte Ansa Sicilia).

Lo stop alla caccia, Calderone: “La Regione siciliana proponga appello al Cga e attivi subito un tavolo di confronto”


A insorgere contro la decisione dei giudici è il deputato barcellonese di Futuro Nazionale, respojsabile della formazione politica di Roberto Vannacci in Sicilia, Tommaso Calderone: “Lo stop deciso dal Tar alla stagione venatoria danneggia fortemente i cacciatori e li penalizza anche economicamente. Al danno si unisce la beffa per l’esborso di parecchie centinaia di euro fra pagamento di tasse e assicurazioni. Gli errori della politica e segnatamente della Regione siciliana, che non ha approvato il piano faunistico-venatorio, motivo per il quale i giudici amministrativi hanno dato ragione ai ricorrenti, non possono ricadere esclusivamente sui cacciatori. Come Futuro Nazionale siamo al loro fianco, così come degli operatori economici dell’indotto, fortemente penalizzati. La stagione venatoria non è stata chiusa per un abuso commesso dai cacciatori, ma a causa di precise responsabilità riconducibili alla Regione siciliana, che non aggiorna colpevolmente il proprio Piano regionale faunistico-venatorio dal 2013, ignorando per tredici anni l’obbligo di revisione quinquennale previsto dalla legge regionale 33/1997 e anche una precedente condanna dello stesso Tar risalente al 2022. Un’inerzia aggravata da un susseguirsi di decreti estivi corretti e riscritti per errori materiali e dall’impossibilità, in Sicilia, di applicare lo scudo della legge nazionale a causa del mancato adeguamento della normativa regionale”.

Il parlamentare avanza anche delle proposte: “La Regione siciliana si attivi per appellare con urgenza al Cga, Consiglio di giustizia amministrativa, la sentenza del Tar. Ed è pure necessario che l’assessorato regionale competente si mobiliti per l’apertura di un tavolo di concertazione con gli uffici e le associazioni venatorie, al fine di  individuare una soluzione giuridicamente sostenibile e valutare anche una riapertura parziale. Non si deve perdere ulteriore tempo per l’aggiornamento del Piano, che concili la tutela del territorio e l’attività venatoria legale. Infine, si prevedano dei ristori economici, rimborsando una quota parte delle tasse pagate dai cacciatori”.

La foto è di repertorio.

Un commento

  1. La caccia dovrebbe essere abolita ovunque.

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