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Imma Vitelli racconta l’amore in tempo di guerra

Redazione

Imma Vitelli racconta l’amore in tempo di guerra

mercoledì 07 Luglio 2021 - 06:53

Partendo dalle esperienze vissute sulla sua pelle negli anni in cui è stata corrispondente, Imma Vitelli descrive in maniera acuta e coinvolgente come, mentre nella vicina Siria il tam tam della guerra cerca di provocare la caduta del dittatore Bashar al Assad, a Beirut una giovane e spericolata reporter italiana vive appieno una intensa avventura

Il Giardino del Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche ha
ospitato la presentazione del romanzo La guerra di Nina di Imma
Vitelli, scrittrice, giornalista e, a lungo, inviata speciale di
guerra del magazine Vanity Fair.

All’incontro erano presenti il Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, che
ha dato gli indirizzi di saluto ed il Prorettore Vicario, prof.
Giovanni Moschella. Hanno dialogato con l’autrice i proff. Luigi
Chiara, Storico e Giuseppe Giordano, Filosofo.

Vent’anni sul campo

Da inviata Imma Vitelli ha raccontato i maggiori conflitti dell’ultimo
ventennio in Paesi quali Afghanistan, Iraq, Libano, Israele, Pakistan,
Somalia, Sudan, Congo, Libia, Siria, e molti altri.

Nel suo romanzo narrativo di esordio La guerra di Nina racconta,
sullo sfondo del conflitto siriano, una tormentata storia d’amore tra
la protagonista e Omar, un noto fotografo del posto e traccia,
inoltre, un commosso e sentito omaggio alle martoriate popolazioni
della Siria.

Imma Vitelli
Imma Vitelli presenta “La guerra di Nina”

Partendo dalle esperienze vissute sulla sua pelle negli anni in cui è
stata corrispondente, Imma Vitelli descrive in maniera acuta e
coinvolgente come, mentre nella vicina Siria il tam tam della guerra
cerca di provocare la caduta del dittatore Bashar al Assad, a Beirut
una giovane e spericolata reporter italiana vive appieno una intensa
avventura.

Le parole dell’autrice

In Nina la scrittrice trasferisce tutta la sua interiorità: “Si tratta di una ragazza di 28 anni che andando in Medio Oriente per la prima volta scopre che il suo idealismo era mal riposto, che il mondo non è tutto in bianco e nero, che la dittatura è capace di contaminarti”.

“Io personalmente, come reporter ho capito che le persone si possono salvare solamente una alla volta e che le rivoluzioni falliscono. Al giorno d’oggi, vedo le cose con molta più ambivalenza rispetto a come le vedevo vent’anni fa”.

“Il messaggio più intenso del romanzo vuole dimostrare come il politico
è privato ed il privato è politico. Ciò significa che tutto quello che
ci riguarda personalmente, poi, necessariamente diventa pubblico. Nel
libro ci sono diversi personaggi che agiscono le proprie ferite nel
corso di una guerra terribile, per cui il conflitto civile siriano
diventa una faida dentro una famiglia; senza dubbio questo è il
messaggio più forte tra le pagine che, sia io che Nina, abbiamo
compreso”.

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