Risanamento urbano: a rischio i fondi regionali per lo sbaraccamento del rione Villa Lina, San Matteo, Santa Chiara - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Risanamento urbano: a rischio i fondi regionali per lo sbaraccamento del rione Villa Lina, San Matteo, Santa Chiara

Risanamento urbano: a rischio i fondi regionali per lo sbaraccamento del rione Villa Lina, San Matteo, Santa Chiara

lunedì 10 Settembre 2012 - 16:31

Dura denuncia del V quartiere: «Le somme ci sono ma nessuno le utilizza». Ad alimentare l’immobilismo, pastoie burocratiche e pericolosi clientelismi dal sapore pre elettorale

Un fronte irrisolto, che permette di capire, molto più di tante altre “ferite” mai cicatrizzate, quanto poco la politica si interessi di questioni che invece necessiterebbero di priorità assoluta. Come quella di cui, in riva allo Stretto, dovrebbe godere il risanamento cittadino. Il condizionale è d’obbligo visto il tempo, ma soprattutto le risorse, andate in fumo dal 1990, anno in cui venne approvato la legge regionale “speciale” (la numero 10) per gli interventi da effettuare su Messina, ad oggi. Una nota, anzi un capitolo decisamente dolente, su cui, per l’ennesima volta, torna ad interrogare e ad interrogarsi il V quartiere, dove insistono alcune delle zone “x”: Fondo De Pasquale, Giostra e Villa Lina. La denuncia lanciata dai consiglieri di circoscrizione, riguarda il rischio di perdere gli ultimi fondi destinati al risanamento delle aree in questione. Un timore tutt’altro che strumentale o, come si suol dire, “campato in aria”. Lo dimostra, proprio all’interno degli stessi confini territoriali, il caso del Piano di Zona Ritiro-Tremonti. (complesso Casa Nostra): il mancato utilizzo delle risorse destinate dalla Regione per la “bonifica edilizia”, ha determinato il trasferimento delle somme in questione nei capitoli dell’economia di spesa del bilancio regionale, così come previsto dalle norme di contabilità pubblica.

Un copione che, come detto, potrebbe conoscere il bis. Chiara, in tal senso, la ricostruzione effettuata dal quartiere. I fondi destinati alla realizzazione di 60 nuovi alloggi a Giostra, che consentirebbero di completare lo sbaraccamento del popoloso rione Villa Lina – San Matteo – Santa Chiara, sono da tempo a disposizione. Non si tratta di risorse teoriche, bensì di liquidità concreta, discendente dalle ultime tranche di finanziamento che sono state destinate – ex legge 10/1990 – alla città di Messina. Con questi fondi, infatti, nel corso degli scorsi mesi sono stati avviati i lavori del parco “Magnolia”, destinato a diventare il parco urbano più importante della zona nord di Messina. Eppure, nonostante la disponibilità delle risorse, «gli organi competenti sulla materia del risanamento – si legge nel documento della circoscrizione – hanno continuamente perduto tempo, rimbalzandosi inqualificabilmente le responsabilità: lo IACP, afasico da mesi, non riesce a far sgomberare una semplice bottega – un fornaio che ha già dato ampia disponibilità per il proprio trasloco! – che consentirebbe di liberare la vasta area di Fondo De Pasquale, atto propedeutico, questo della liberazione del terreno, all’avvio dell’iter di gara presso l’UREGA che consentirebbe di impegnare le risorse per la costruzione dei 60 nuovi alloggi a Fondo De Pasquale».

Un inutile batti e ribatti di competenze, inutile in primis per la città e per i cittadini, che ha contributo ad alimentare un pantano burocratico – amministrativo senza uscita. Il consiglio della V circoscrizione si interroga sul perché, nonostante la disponibilità di fondi e la possibilità di partire a breve con la realizzazione di nuovi alloggi, nessuno degli organi interessati, ma soprattutto la politica cittadina, sia finora intervenuta. Ed è proprio a questo punto che si innesca il perverso gioco del clientelismo, duramente condannato dal quartiere: «a ridosso del lungo ciclo elettorale – si legge nella nota – deve essere chiaro che non si possono e non si devono più barattare promesse di abitazioni e sistemazioni contro voti e consensi elettorali; deve essere chiaro che le periferie di questa città versano in condizioni di inciviltà per gli abusi che una pessima politica – anche recente – ha consentito, ottenendone in cambio vergognosi consensi. Lo strano silenzio che la politica locale e lo IACP hanno fatto calare sulla vicenda di Fondo De Pasquale non ci fa stare sereni: auspichiamo che le Forze dell’Ordine vigilino e le Istituzioni preposte interrompano proposte oscene che possano giocarsi sui bisogni degli individui». Il quartiere invoca, dunque, un concreto intervento della politica regionale, a patto che esso non si riveli un ennesimo nulla di fatto, ma soprattutto non si riduca ad essere l’ennesimo spot elettorale…e clientelare. (EDP)

Tag:

Una donazione per un grande progetto di informazione

Abbiamo cercato in questi anni di offrirvi un'informazione puntuale e approfondita, estranea ad ogni condizionamento e sempre al passo con l'innovazione.  Così abbiamo raggiunto importanti traguardi. Ma non ci basta: vogliamo ampliare la nostra attività di informazione con più inchieste, più contenuti video e una più solida presenza nei diversi comprensori delle città metropolitane di Messina e Reggio Calabria.

E' un progetto ambizioso per il quale vi chiediamo di darci una mano effettuando una donazione: se ognuno di voi darà anche  un piccolo contributo economico, il risultato sarà eccezionale e Tempostretto sarà ancora più efficace e “vostro”.

5 commenti

  1. barbaro domenica 10 Settembre 2012 18:45

    NACQUI NEL 1947 IN UNA CHE DOVEVA ESSERE UNA DELLE ULTIME BARACCHE DOVE MIO NONNO ERA ANDATO AD ABITARE NEL 1909.
    VIA HH VILLA LINA…….NON MI DITE CHE ESISTE ANCORA!?!….E’ UN REPERTO ARCHEOLOGICO!!!!!!!
    QUELLE DI S.CHIARA SONO “MODERNE” …..VENIVANO TIRATE SU IN UNA NOTTE…PROLIFERARONO A META’ DEGLI ANNI ’50 NEI RITAGLI DI SPAZIO LASCIATI TRA LE PALAZZINE I.N.A, VIA TREMONTI E IL TORRENTE GIOSTRA…..ERANO CHIAMATE “BARACCHINE” DA NOI “ALTOLOCATI” CHE ABITAVAMO NELLE CASE NUOVE…..IO HO 65 ANNI…FATE UN PO’ IL CONTO!!!!!!!!!!!!

    0
    0
  2. Sulla questione del panificio di Fondo Basile non mi torna qualcosa.
    Una vicenda fin troppo semplice secondo come viene illustrata da tutti, come scritto in questo ed in precedenti articoli di questa testata.
    L’iacp è disponibile ad assegnare la bottega, peraltro senza gara, come fa di consueto e per legge, ed il panettiere è daccordo a trasferirsi.
    Ciononostante è tutto fermo.
    Mi puzza e tanto pure.
    Nel frattempo non partono i lavori ed altre 50 o 60 famiglie restano nelle baracche.
    Boh!!!!!

    0
    0
  3. Siamo alla solita vergognosa finta burograzia, ma altro non è che uno scarica barile perchè nessuno di questi gentili signori responsabili vuole attivarsi per far procedere le pratiche, perchè ciò comporterebbe “LAVORARE SUL SERIO” nel proprio incarico-posto di lavoro. E’ una dimostrazione pratica di quanto frega poco e niente a sti “signori” della città, del cittadino, della civiltà. Per non parlare poi dei dispetti polico-elettorali, fare qualcosa che inizi e finisca con un Sindaco e Giunta che mi sono antipatici? Mai sia, preferiscono lasciare la città in pessime condizioni.
    Forse per smuovere tutto e tutti i cittadini delle zone interessate dovrebbero farsi sentire civilmente ma con manifestazioni veramente rumorose, tipo quella dell’altro giorno fatta dai cittadini di torrente Trapani per obbligare l’AMAM ad intervenire dopo 4 giorni per riparare un danno alla condotta idrica. Comunque tutto ciò è vergognoso.

    0
    0
  4. Sulle CASETTE dignitose donate da chi soccorse con generosità la nostra sfortunata città, gli uomini politici messinesi dagli anni settanta, favoriti da una BUROCRAZIA malata, hanno mostrato tutta la CATTIVERIA che c’è nel loro animo malvagio, superandosi negli anni novanta duemila, quando c’erano risorse ingenti dello Stato e Regione, per chiudere la più grande VERGOGNA d’Italia, mantenere volutamente nelle BARACCHE, questo diventarono le CASETTE, le genti di Messina. Carriere politiche costruite sui pochi rimasti vivi dalla tragedia del terremoto,siamo negli anni cinquanta sessanta, e poi con i loro figli, nipoti, giovani coppie disperate, tutti allevati nella cultura della baracca a coltivare il sogno della casa popolare. Non voglio fare nomi, quasi tutti si sono infangati, e quando le case popolari si costruirono a cemento d’oro, si realizzarono dei ghetti, da dove la malavita messinese in erba ha imparato a controllare il territorio. Oggi come al solito siamo al gioco dello scaricabarile dei politici e dirigenti di palazzo Zanca con quelli dello IACP. E’ troppo poco urlare VERGOGNA, ma meritano un sentito MALANOVA CHI MI HANNU.

    0
    0
  5. Per capire quanto si stimano i dirigenti dello IACP e di palazzo ZANCA, leggetevi i due comunicati stampa dell’istituto autonomo case popolari, il secondo molto lungo è nei link dal 2 al 6.
    http://img842.imageshack.us/img842/5145/iacp1.png
    http://img138.imageshack.us/img138/1152/iacp2.png
    http://img443.imageshack.us/img443/2586/iacp3.png
    http://img687.imageshack.us/img687/8675/iacp4.png
    http://img716.imageshack.us/img716/2473/iacp5.png
    http://img69.imageshack.us/img69/5548/iacp6.png
    Non c’è bisogno di ulteriori commenti.

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.
info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007