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Furnari, lo scontro sulla centrale a biomasse rinviato al 22 luglio. Ma i Verdi dicono sì

Rosaria Brancato

Furnari, lo scontro sulla centrale a biomasse rinviato al 22 luglio. Ma i Verdi dicono sì

lunedì 09 Giugno 2014 - 05:52

La conferenza dei servizi sulla centrale biomasse a Furnari si è conclusa con un rinvio al 22 luglio per consentire la conclusione delle istruttorie da parte di alcuni Enti. Il sindaco Mario Foti ha ribadito i motivi del no: "Vogliamo restare viddani e continuare a bruciare legna solo nei caminetti". Ma il fronte degli ambientalisti si divide, perchè ad esempio la federazione dei Verdi non individua criticità nel progetto.Intanto nasce un Comitato di protesta

Lo scontro sulla centrale a biomasse di Furnari (vedi articoli allegati) è rinviato al 22 luglio, nuova data della conferenza dei servizi convocata dopo che dalla prima seduta, quella del 5 giugno, è uscita una fumata nera. Alcuni degli Enti che hanno competenza ad esprimere il parere infatti hanno l’istruttoria ancora in corso, altri hanno richiesto ulteriori documenti e si sono riservati di esprimere il parere, altri infine hanno dato parere favorevole. Quanto al sindaco, Mario Foti, in una relazione di 5 cartelle ha chiarito i motivi del suo “no” netto e senza vie di mezzo alla realizzazione della centrale di cogenerazione in contrada Marraffino. La CometBio trasmetterà quindi gli approfondimenti richiesti e nel frattempo l’amministrazione ha nominato una consulente, Patrizia Levreri, dell’Università di Palermo, incaricata di esprimere un parere sul progetto. Intanto il fronte degli ambientalisti si divede perché mentre nasce un Comitato di protesa che sta raccogliendo le firme ed ha chiesto al sindaco di non concedere alcuna autorizzazione la Federazione provinciale dei Verdi sottolinea la mancanza di criticità nell’impianto che la CometBio intende costruire dopo aver vinto il Bando del Ministero dell’economia per le Biomasse e polemizza sia con il sindaco che con altre associazioni.

Ma andiamo per ordine. La Conferenza dei servizi del 5 giugno è servita solo ad una prima visione, molto generale, delle problematiche sul tappeto. Presenti i rappresentanti del Comune di Furnari, del dipartimento regionale acque e rifiuti, Soprintendenza, Asp, Vigili del fuoco, Genio civile, Snam, Enel, Comet, Rifiuti zero. Assenti i rappresentanti degli Assessorati regionali al Territorio (che ha dichiarato di avere l’istruttoria in corso), e all’energia (che non è tenuto ad esprimere parere). Arpa, Provincia e Forestale per quanto di competenza hanno dato parere favorevole. La Soprintendenza ai beni culturali ha trovato nel progetto diverse criticità, sottolineando il fatto che l’area è indiziata di presenze archeologiche e pertanto i lavori dovranno essere effettuati alla presenza di un responsabile della Soprintendenza. A sparare a zero sull’impianto è stato il sindaco Foti che ha richiesto alla Comet ulteriori atti che attestino che la centrale non peggiorerà la salubrità dell’aria né le condizioni dell’ambiente. Il primo cittadino ha proposto che il progetto sia sottoposto a Via (valutazione d’impatto ambientale), nonostante non sia previsto, dal momento che il territorio è già soggetto alle fonti emissive della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. Sempre secondo l’amministrazione l’impianto costituisce una “seria minaccia all'agricoltura e al turismo. Oltre alla perdita di produzioni tipiche, la presenza delle centrale minaccia anche quelle aziende che si sono incamminate sulla via dell'agricoltura biologica e dell'agriturismo e che dipendono per la loro attività da una elevata qualità ambientale. Non si è tenuto conto della presenza di aree di valore ambientale, storico, paesaggistico. La centrale termoelettrica a biomasse è assolutamente avulsa dalla realtà e dalla vocazione agro-alimentare del territorio che dovrebbe ospitarla”. Per approvare il nuovo impianto, con riferimento ai suoi possibili effetti sulla salute e sulla qualità dell' ambiente, l’amministrazione chiede quindi uno studio che certifichi che non vi siano modifiche nell’ambiente esterno e pre-esistente “Vogliamo restare viddani- spiega il sindaco- e continuare a bruciare legna solo nel nostro caminetto”.

Intanto è nato il Comitato di mobilitazione contro la realizzazione dell’impianto e che ha avviato una raccolta di firme. Nel documento viene ricordato come il territorio sia penalizzato dalla discarica di Mazzarrà e si esprime preoccupazione per la centrale: “Si tratterebbe di impianto a biomassa per la produzione di energia con un fabbisogno di Kg. 48720 al giorno di legname. Ciò appare un imbroglio per la quantità di legname che nel nostro territorio non c’è e sia per l’imponente costo economico non sopportabile e inconveniente. Si ha il fondato sospetto che oltre alla legna si utilizzi altri materiali fortemente inquinanti. Il comitato invita il Sindaco a non rilasciare alcuna autorizzazione atteso che con un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni ambientali ai Furnaresi ed ai cittadini dei Comuni viciniori non resterebbe che andare altrove”.

Di opinione completamente diversa i Verdi di Messina, che lanciano una frecciata sia al sindaco che ad altre associazioni ambientaliste: “Abbiamo avuto modo di visionare il progetto della CometBio– scrive la portavoce provinciale dei Verdi, Raffaella Spadaro– non ci risultano in atto per le modalità con cui è' stato pensato e progettato possibili danni per l' ambiente. Spiace essere stati esclusi dal Consiglio Comunale aperto, dopo anni di sostegno e di collaborazione al Sindaco Mario Foti, nelle lotte per la difesa dell' ambiente relativamente alla devastante presenza della discarica di Mazzarra'. Lotta che intraprendiamo ovunque ci siano rischi seri per il territorio, a differenza di alcuni ambientalisti che sulla questione Pace non ci risulta abbiano assunto posizioni di tutela per l' ambiente”.

Insomma, almeno su questo fronte sarà un’estate rovente tra quanti sostengono che l’impianto rientra tra le green power e quanti sono di parere opposto.

Rosaria Brancato

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