Impianto di Mili, Rinaldo a Germanà: "Basta propaganda sulla pelle dei cittadini"

Impianto di Mili, Rinaldo a Germanà: “Basta propaganda sulla pelle dei cittadini”

Redazione

Impianto di Mili, Rinaldo a Germanà: “Basta propaganda sulla pelle dei cittadini”

giovedì 16 Aprile 2026 - 09:30

Il consigliere di Sud chiama Nord accusa il senatore leghista di "creare allarmismo. Ci sono tutte le autorizzazioni regionali"

 MESSINA – Ieri il nuovo attacco all’impianto di Mili da parte del senatore e segretario regionale della Lega Nino Germanà. A replicare questa volta il consigliere comunale di Sud chiama Nord Raffaele Rinaldo: “Ennesimo esempio di propaganda costruita su paure e ricostruzioni parziali, che rischiano solo di creare allarmismo tra i cittadini senza alcun fondamento reale. Parlare di ‘fuga in avanti’ sugli espropri significa non conoscere – o fingere di non conoscere – come funziona un procedimento amministrativo. Gli espropri non sono una scelta discrezionale o politica, ma un passaggio tecnico previsto dalla normativa regionale, che dà seguito a un iter autorizzativo già completato e validato dagli organi competenti”.

“L’impianto di Mili – prosegue Rinaldo – è stato progettato dalla Srr Messina Area Metropolitana e ha ottenuto tutte le autorizzazioni previste, compresa la Via (Valutazione d’impatto ambientale) e i pareri degli uffici regionali. Parliamo quindi di valutazioni fatte dalla Regione siciliana, dove proprio il partito di Germanà è forza di maggioranza. È la stessa Regione ad aver ritenuto l’opera prioritaria e ambientalmente compatibile, cofinanziandola con risorse pubbliche. Risulta quindi singolare che oggi si tenti di bloccare un’opera che ha già superato ogni verifica tecnica e amministrativa, alimentando lo spettro di una ‘bomba ecologica’ che esiste solo nella narrazione elettorale di qualcuno”.

“Per l’impianto di Mili è stata confermata la regolarità dell’iter autorizzativo”

E ancora: “Sul piano giudiziario, poi, è bene ricordare che il Tar Sicilia ha già dichiarato irricevibile il ricorso presentato contro il progetto, confermando la regolarità dell’iter autorizzativo. Non esiste alcuna sospensiva. La giustizia farà il suo corso nel merito, ma nel frattempo gli uffici hanno il dovere di proseguire l’iter. Bloccarlo arbitrariamente significherebbe configurare una violazione di legge. Anche sul tema delle distanze dai centri abitati si continua a fare disinformazione. L’area individuata è urbanisticamente compatibile con l’impianto e non esiste alcun vincolo dei tre chilometri nel caso specifico. Impianti analoghi sono presenti in contesti urbani simili senza criticità ambientali”.

“Ambientalismo a intermittenza da parte di chi è pro Ponte”

Rileva Rinaldo: “Colpisce, inoltre, questo ambientalismo a intermittenza. Si sostiene senza esitazione un’opera come il Ponte sullo Stretto e, allo stesso tempo, si grida allo scandalo per un impianto moderno, progettato con tecnologie avanzate e fondamentale per migliorare la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata dell’intera provincia. E fa ancora più specie sentire certe posizioni da chi, negli anni, ha sostenuto opere come il raddoppio ferroviario che stanno producendo effetti concreti e pesanti su interi territori. Penso al villaggio Unrra, dove da anni i residenti subiscono un passaggio continuo di mezzi pesanti, con strade messe a dura prova, disagi quotidiani e un territorio di fatto martoriato. Su queste criticità mi sono battuto personalmente, portando all’attenzione degli enti competenti e dei livelli istituzionali coinvolti la necessità di individuare soluzioni concrete per tutelare i cittadini e ridurre l’impatto dei lavori”.

Conclude il consigliere: “L’opposizione all’impianto di Mili non è una battaglia ambientale, ma semplice propaganda politica alimentata creando paure e confusione nei cittadini. Messina ha bisogno di infrastrutture moderne, di impianti che riducano la dipendenza dalle discariche e di scelte fondate su dati e autorizzazioni, non su slogan elettorali”.

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2 commenti

  1. Però non spiega perché non farlo a Santa Teresa, nel feudo di De Luca

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  2. Ma chi è questo paladino? Il senatore Germanà. Conosce veramente le cose? se la coalizione approva e finanzia un progetto, lui dovrebbe saperlo. Probabilmente quando lo hanno approvato lui non c’era e se c’era si occupava di altro con Ciucci. Forse è meglio che l’umido si metta nell’indifferenziato (come succede adesso) e si spenda un mare di soldi per lo smaltimento o diventi una risorsa?

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