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In libreria “E mi ricorderò” di Daniela Cucè Cafeo. Si respira aria di casa e di Sicilia

Rosaria Brancato

In libreria “E mi ricorderò” di Daniela Cucè Cafeo. Si respira aria di casa e di Sicilia

domenica 05 Luglio 2020 - 08:50

Scorrendo le pagine del libro respiriamo gli odori dei nostri ricordi d'infanzia, sembra di ascoltare le stesse voci che hanno accompagnato i primi nostri passi

Si respira aria di casa nelle pagine di “E mi ricorderò”, di Daniela Cucè Cafeo. Sì, perché viaggiando tra i capitoli, attraversando l’infanzia della scrittrice, tra Palermo, Santo Stefano di Camastra e Messina, si respirano gli odori dei nostri ricordi, si ascoltano i rumori, le risate, le liti, dei nostri vicoli, delle case di famiglia nelle quali anche noi abbiamo imparato l’arte del vivere.

Un pezzo di Sicilia

Nel tratteggiare figure di famiglia che hanno scolpito i suoi ricordi in realtà Daniela Cucè Cafeo dipinge un pezzo di Sicilia, quella che non c’è più, che sapeva accogliere tutti intorno allo stesso tavolo, non fare le differenze, quella che, nonostante le difficoltà economiche e i dolori, non conosceva la resa. Figure di nonne e mamme che sono pilastri, sapori di una cucina che accoglieva anche con poco, giochi nei cortili, tradizioni e momenti di vita di comunità che accompagnano il lettore in un doppio viaggio: quello della scrittrice nel suo passato e quello di chi riconosce in quei ricordi un pezzo dei propri.

Ironica e intensa

Nata all’ora del the di una doppia giornata di festa (domenica 25 aprile), Daniela Cucè Cafeo sapientemente dosa l’ironia e l’intensità, coinvolge con l’emozione raccontando fatti e misfatti di una “grande famiglia allargata”, nella quale le donne si stagliano nitidamente su tutti gli altri personaggi, sia nel bene che nel male. Con gli occhi di Daniela bambina scopriamo la Sicilia tra gli anni sessanta e settanta, tra Palermo, Santo Stefano di Camastra e Messina, dove vivono le famiglie di origine. Ha tre nonni, tutti amatissimi ed il sui segno resterà non solo nel doppio cognome “Cucè Cafeo” ma anche nei diversi insegnamenti che la accompagneranno da adulta, quando i dolori della vita saranno ben più profondi delle cadute dalla bicicletta.

Con gli occhi di Daniela

Daniela bambina riflette, osserva tutto, annota, ricorda e fa tesoro di ogni piccolo episodio, di ogni profumo e di ogni singola storia di chi incontra. Ma nel suo raccontare l’infanzia e il mondo intorno a sé scopriamo piccoli pezzi di noi, i nostri nonni, le tavolate di famiglia, le liti e i giochi da bambini, le rivalità e quei rancori che solo all’interno delle parentele si riescono a tramandare insieme alle tradizioni. Gran parte del libro è dedicato a Messina, dove vive dall’età di 19 anni e che dipinge con gli occhi di chi riesce ancora a trovare il bello là dove c’è ormai rassegnazione.

Ma ora devo andare, ho da fare una cosa importante. Ho deciso che tutte queste pagine già vissute dovranno essere scritte: è l’unico modo che conosco per farla in barba al tempo e alla morte. Solo così niente lascerà mai veramente questa terra”. Ed è questo il segreto dell’umanità, usare il ricordo come strumento di eternità. Usare il dolore e la gioia come energia per non fermarsi mai e creare valore. “E mi ricorderò” di Daniela Cucè Cafeo (bookabook narrativa) è in libreria da aprile

Chi è Daniela Cucè Cafeo

Daniela Cucè Cafeo è nata a Palermo il 25 aprile 1965 e vive a Messina dal 1983. Laureata alla facoltà di Giurisprudenza è Operatore giudiziario e delle pubbliche amministrazioni e svolge la mansione di istruttore amministrativo presso la Città Metropolitana di Messina. S’interessa d’arte, fotografia, letteratura, spettacolo e di ogni forma creativa dell’intelletto, ma la passione che più la anima è quella per la scrittura, attraverso la quale ferma istanti, memorie ed emozioni. Collabora con numerose testate giornalistiche per le quali scrive recensioni, reportage e libere riflessioni su temi sociali. Si occupa di iniziative a scopo umanitario, una su tutte il sostegno  all’associazione “Luca per non perdersi nel tempo” di Pavia, nata in memoria di Luca Bassi per contribuire alla ricerca di Paviail.

“E mi ricorderò” è il suo primo romanzo, ispirato a storie e momenti realmente vissuti.

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