Inchiesta Iacolino, i cugini di Messina Denaro e i contatti messinesi

Inchiesta Iacolino, i cugini di Messina Denaro e i contatti messinesi

Alessandra Serio

Inchiesta Iacolino, i cugini di Messina Denaro e i contatti messinesi

mercoledì 11 Marzo 2026 - 08:00

I rapporti Aveni-Iacolino e gli uomini di Vetro, i contatti caldeggiati a Bernadette Grasso

SICILIA – Indagini della Procura di Palermo su Salvatore Iacolino.

Le aziende del cugino di Messina Denaro

“L’inchiesta ha accertato in numerosi episodi di corruzione per appalti regionali il coinvolgimento di società riconducibili a pregiudicati mafiosi, tra cui Giovanni Filardo, cugino del boss Matteo Messina Denaro, e soprattutto a Vetro” si legge nell’inchiesta che ha portato all’arresto del figlio del boss di Favara e al coinvolgimento del dirigente regionale Iacolino. Indagando su Carmelo Vetro, gli investigatori palermitani avrebbero rivelato gli strettissimi rapporti da questi intrattenuti con Iacolino”.

Il figlio del boss tra Teresi e Iacolino

A Vetro e i suoi contatti in Regione, gli inquirenti palermitani sono arrivati analizzando alcuni affidamenti di lavori gestiti dal dirigente regionale Giancarlo Teresi, anche lui arrestato, ed in particolare un affidamento alla Cosmak di San Pier Niceto, nel messinese. Da qui ai rapporti con Vetro, ripreso più di una volta a operare fisicamente in assessorato regionale, accanto a Teresi, il passo è stato breve. Al centro dell’indagine, quindi, il ruolo di Iacolino e il sospetto di aver favorito le società vicine a Vetro, sotto i riflettori dell’inchiesta per i lavori pubblici appaltati o subappaltati alla “Ansa Ambiente”, società riconducibile di fatto a Vetro”.

Le assunzioni caldeggiate

Un aspetto del rapporto tra Salvatore Iacolino e Vetro riguarda, secondo gli inquirenti, il fatto che l’imprenditore favarese “ha mostrato assoluta disponibilità ad assumere e far assumere (attraverso ditte che a lui si rivolgono per questo motivo), lavoratori segnalati da Iacolino”. In questo senso viene citato un contatto tra Iacolino e l’esponente messinese di Forza Italia, Bernadette Grasso. Contatto finalizzato ad un successivo contatto diretto tra la vice presidente della Commissione regionale antimafia e sindaca di Capri Leone e l’imprenditore. Grasso, non indagata, sarà sentita dagli inquirenti all’inizio della prossima settimana.

L’AnSa di Vetro

La tesi al vaglio della Procura di Palermo è che Teresi avrebbe favorito la AnSa Ambiente s.r.l., che si occupa di intermediazione e commercio di rifiuti permettendo a a Carmelo Vetro, figlio del boss di Favara, di aggirare le misure di prevenzione e le interdittive antimafia, consentendogli di svolgere di fatto l’attività imprenditoriale “in un settore delicatissimo, quale quello dei rifiuti”, anche alla luce dei suoi rapporti con personaggi come Giovanni Filardo, cugino di Matteo Messina Denaro.

Aveni e i Filardo

I Filardo sono stati intercettati anche nei loro rapporti diretti con l’imprenditore barcellonese Giovanni Aveni, a lavoro nello smaltimento della posidonia un sito di Castelvetrano, dove nel novembre 2024 si sono incontrati Giovanni Filardo, cugino di Matteo Messina Denaro e Vetro. I sospetti degli inquirenti, a proposito di questo cantiere, sono su una perizia di variante che doveva servire a pagare i parenti di Messina Denaro. Ad Aveni sarebbero toccati 20 mila euro per consentire l’operazione, ipotizza ancora la Procura palermitana.


Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED