Insulti sessisti per un abito scollato alla fisica Greison, madrina della cerimonia Unime

Insulti sessisti per un abito scollato alla fisica Greison, madrina della cerimonia Unime

Redazione

Insulti sessisti per un abito scollato alla fisica Greison, madrina della cerimonia Unime

mercoledì 23 Luglio 2025 - 00:02

Attacchi social alla "rockstar della fisica" per un video prima della manifestazione a Taormina

Attacchi social a Gabriella Greison. In occasione della consegna dei diplomi di laurea UniMe, al teatro antico di Taormina, la madrina della cerimonia, la fisica Gabriella Greison è stato oggetto di attacchi sessisti per un abito giudicato scollato (e siamo nel 2025) nel video in cui annuncia la partecipazione all’iniziativa dell’Università di Messina. Il caso è diventato nazionale.

Gabriella Greison

Così Gabriella Greiscon, laureata in Fisica nucleare, scrittrice, giornalista, drammaturga, vera e propria “rockstar della fisica” come divulgatrice, sulla sua pagina Facebook: “Riepilogo per chi non c’era. Ieri ho fatto un video, mentre dicevo che ero in partenza per andare a fare la madrina alla consegna delle lauree al teatro di Taormina, e avevo un abitino fresco scollato, perché c’erano 44 gradi. Pare sia stato uno scandalo. Ah, e nel video parlavo di libertà, scelte, coraggio e futuro. Mica di saldi estivi da Zara. Ho risposto ad alcuni messaggi indignati. Ora, con che probabilità io non mi sono accorta che avevo quel vestitino, e ho comunque fatto un video per condividere con voi un bel momento frutto del mio lavoro e del mio studio? Spoiler: 0%. Quando mi hanno chiesto di fare la madrina alla cerimonia di laurea più bella d’Italia, mica mi hanno detto “porta con te anche un colletto rigido e un moralista anni ’50 in borsetta”, no?”.

“Nel 2025 vi sconvolge una donna che parla di scienza con un bel décolleté?”

E ancora: “Io ho portato la mia voce, il mio cervello e un bel discorso da tenere tutti incollati, e sono partita con un vestitino verde estivo che mi metteva allegria, e la metteva anche a chi avevo intorno. E siamo nel 2025. Cioè: il mondo brucia, i ghiacciai si sciolgono, l’intelligenza artificiale ci legge nel pensiero…e a voi sconvolge una donna che parla di scienza con un bel décolleté? Ma sul serio? Quello che vi ha turbato non è il vestito. È il fatto che una donna possa parlare di fisica quantistica senza ricordare un uomo, e quindi senza chiedere il permesso. Che possa salire su un palco, spiegare la funzione d’onda e Schrödinger, e intanto avere le tette. Ops. Non c’è un dress code per la dignità. E se cercate la decenza in un centimetro di stoffa, invece che nel contenuto delle parole, vi consiglio un esperimento: provate a usare il cervello e a posizionarvi nell’anno in corso, con tutte le lotte che sono state fatte da quelle prima di me. Fa caldo, ma funziona ancora”.

“Una donna può parlare di fisica quantistica, emozionare una platea e scegliere da sola cosa mettersi, anche se scollato”

“Domanda: secondo voi, com’erano vestite ieri le migliaia di ragazze che si sono laureate? A loro è quindi preclusa la carriera scientifica? Oggi vi consiglio di leggere “Sei donne che hanno cambiato il mondo”. Per continuare il discorso, vi dico solo che sto cercando di rispondere a tutti quelli che insistono nell’esprimere la loro indignazione da stamattina all’alba. Magari ne posto alcuni nelle stories di instagram, perché la cosa si sta facendo interessante. E non hanno ancora sentito cosa ho detto dal palco, tra l’altro. E sì, tranquillizzo tutti, l’abito della cerimonia era ancora peggio di quello che ho messo per viaggio. Ma, domanda: chi ha fatto quei commenti (che dice anche che legge i miei libri) ‘con chi pensava di avere a che fare?’ Vi ricordo io con chi avete a che fare: anni fa, all’inaugurazione dell’anno scolastico al Politecnico di Torino — invitata anche lì come madrina — ho fatto un discorso dove tutti hanno pianto, riso, si sono emozionati… e avevo un tailleur con la canottiera cortissima che lasciava intravedere la pancia. Cioè, lo stomaco scoperto e il cuore in piena vista. E già che ci siamo: anni e anni fa, a Padova, nell’aula magna dove insegnava Galileo Galilei, io sono salita in piedi sulla cattedra per parlare ai ragazzi”.

“Un’esperienza speciale a Taormina davanti a cinquemila ragazzi”

“Con chi pensavate di avere a che fare, quando avete letto “Uccideró il gatto di Schrödinger?” (Che comunque consiglio ora a chi non l’ha letto). Nel 2025 una donna bella può parlare di fisica quantistica, emozionare una platea, e scegliere da sola cosa mettersi. Sì, anche se è scollato. Sì, anche se vi distrae. Si chiama shock culturale. Ok, al prossimo post vi faccio sentire cosa ho detto sul palco. Intanto, beccatevi come ci sono salita: con un vestitino rosso lungo, bretelline sottili, e la schiena nuda. E sì, scollatissimo. Lo so. Ma io, sul palco, ci vado col pensiero in ordine… e vestita come mi pare. Eccomi. Finalmente sul palco.
Dopo i lunghi post, le risposte indignate, le analisi sartoriali, gli esami di bon ton, i processi alla scollatura… ecco la realtà vera. Quella che ho vissuto io. A Taormina. Davanti a cinquemila ragazzi e ragazze. Con la rettrice, i professori, i prorettori, i rettori, i dottorandi, le famiglie, tutti felici per la bellissima serata e il discorso che ho costruito per loro. E il mio discorso – che ha fatto ridere, piangere, e pensare, così mi hanno scritto in centinaia che c’erano, erano lì presenti e hanno ascoltato e visto tutto – era il centro di tutta questa mia fatica che dura da giorni. Tutto un altro mondo, tutto un altro momento.
Un momento vero. E intanto, sui social, succedeva l’assurdo”.

Foto dalla pagina Fb di Gabriella Greison.

6 commenti

  1. Credo che sia giusto e doveroso denunciare chi usa termini di tale violenza contro le donne, è ora di porre un argine alla deriva a cui alle volte si assiste da parte di certi individui. Solidarietà alla fisica Gabriella Greison.

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  2. Cose assurde da medioevo
    Totale e incondizionata solidarietà

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  3. Diogene Laerzio (di oggi) 23 Luglio 2025 08:54

    Non meravigliatevi :
    I Ragazzi di via Panisperna fu l’appellativo dato al gruppo di scienziati italiani, quasi tutti molto giovani (Franco Rasetti, Emilio Segré, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo e, per un certo periodo, Ettore Majorana) con a capo Enrico Fermi, che negli anni 30 del secolo scorso operò presso il Regio istituto fisico dell’Università di Roma, ubicato fino al 1935 al numero civico 90 di via Panisperna, producendo studi di importanza storica nell’ambito della fisica nucleare.
    La principale scoperta del gruppo fu, nel 1934, la proprietà dei neutroni lenti, che portò quattro anni dopo al premio Nobel per Fermi e diede avvio alla realizzazione del primo reattore artificiale a fissione nucleare a catena e successivamente della bomba atomica.
    Ora, in qualsiasi altro Paese della terra, ci si sarebbe tenuti ben stretti un patrimonio umano di dal genere. Ovunque, tranne che in Italia : perchè nel 1938, con le leggi razziali, di ispirazione nazista (proprio quelle, per ironia del destino, irrise dall’Uomo di Predappio, qualche anno prima con le parole “Noi guardiamo con sovrumana pietà talune dottrine d’oltralpe …” che ancora oggi campeggiano sul muro del Liceo Classico “La Farina, qui a Messina), ando’ finire che il gruppo si disperse (per esempio , Enrico Fermi emigro’ negli States (non avev scelta, aveva la moglie ebrea), ed al loro posto ….subentrarono , ovviamente, ricercatori e professori, di provata fede “fascista” , …. di cui oggi … nessuno ricorda il nome, anche perchè …. non scoprirono niente di nuovo. Invece … quel gruppo, porto’ allo sviluppo delle due bombe che avrebbero colpito Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Oggi, tutti noi ci ricordiamo di Enrico Fermi e del suo team, ma non del suo successore alla Prima Cattedra di Fisica Teorica della Regia Università di Roma. Oggi, abbiamo l’episodio della prof.ssa Gabriella Greison : apparentemente, di tutt’altro genere, certo, ma sotto sotto, un episodio che conferma la persistenza, ancora oggi, di atteggiamenti e concezioni troppo rigidamente ed aridamente classiste e discriminatorie , che di scientifico non hanno proprio un bel nulla. Ripeto, non ce ne dobbiamo meravigliare, perchè in un periodo come quello attuale, così poco democratico, la libertà di pensiero e la cultura, soprattutto se espresse da una donna, sono tutt’altro che gradite : direi che fanno quasi paura. Paucis pauca verba.

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  4. Bello vedere la bellezza di una donna,ha fatto bene a vestirsi così.
    Chi critica sicuramente non è una rosa ?

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  5. Ahimè questo episodio la dice lunga quanto strada dobbiamo ancora fare per levarci di dosso l’arretratezza e i luoghi comuni che persistono nella nostra città e nella nostra terra!

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  6. Bisogna dare a tutti i campioni dei social lo stesso peso che hanno nella vita reale (e su questo le loro foto e video sono chiarissimi): zero.

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