Due messinesi in cerca di gloria a Sanremo - Tempo Stretto

Due messinesi in cerca di gloria a Sanremo

Pierluigi Siclari

Due messinesi in cerca di gloria a Sanremo

giovedì 24 Gennaio 2019 - 06:23
L'intervista
Due messinesi in cerca di gloria a Sanremo

Si avvicina la sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo – in programma dal 5 al 9 febbraio con la conduzione artistica, per il secondo anno di fila, di Claudio Baglioni – e con essa anche la nota manifestazione “Casa Sanremo”, le cui semifinali si svolgeranno presso il Palafiori dal 25 al 27 gennaio, davanti a una giuria di esperti presieduta dal Maestro Giuseppe Vessicchio.

Tra i cento selezionati, anche due messinesi, Antonio Giaimo, di trentasei anni, e Armando Manuguerra, quarantotto, che pur partecipando individualmente saranno, grazie alla profonda amicizia che li unisce, l’uno il primo tifoso dell’altro.

I due, dopo aver risposto con un video al casting promosso dall’organizzazione della manifestazione, sono stati invitati a partecipare a una selezione svoltasi lo scorso 15 settembre a Nocera Inferiore. Entrambi hanno deciso di partecipare con pezzi inediti: L’ultima occasione per Armando Manuguerra e La mia estate per Antonio Giaimo.

“Si è trattato di un’esperienza molto bella” racconta Armando Manuguerra, “A Nocera abbiamo avuto modo di conoscere il dottor Vincenzo Russolillo, patron di Casa Sanremo, e ottenuto grande attenzione da parte dei media”. “Eravamo in un gruppo numerosissimo di partecipanti, e sapere di essere stati scelti è una enorme gratificazione” aggiunge Antonio Giaimo.

Armando Manuguerra si è avvicinato fin da piccolo al canto, facendone presto il proprio lavoro: “Ho realizzato diversi album in studio, quello che mi dà maggiore soddisfazione è l’ultimo, Protagonisti Invisibili, che contiene, tra le altre, proprio L’ultima occasione, e mi sono esibito in tantissime città italiane ed estere”. Antonio Giaimo, invece, fa l’impiegato ed è entrato in contatto con questo mondo in modo casuale: “Accompagnavo un amico che realizzava cover, finché un giorno un produttore mi chiese di provare a cantare, e praticamente fin da subito ho iniziato a concentrarmi su pezzi inediti”.

I due, oltre che alla passione per la musica, condividono quella per la recitazione, e si sono conosciuti proprio su un set: “Eravamo impegnati con le riprese di Terra Nera, diretto da Salvatore D’Angelo, e abbiamo capito da subito di avere una grande intesa non solo artistica ma anche umana” spiega Antonio Giaimo, “Tanto che da allora non me lo sono più tolto di dosso” scherza Armando Manuguerra.

L’attività attoriale porterà i due a collaborare con la Compagnia di Tito Lanciano per il film Malaspina, ambientato in Calabria, e a partecipare a Il senatore, con la regia di Franco Arcoraci, ma naturalmente l’impegno più prossimo è appunto la partecipazione a Casa Sanremo, che non è solo una competizione, in quanto i cento partecipanti avranno modo di ascoltare i preziosi consigli, oltre che del Maestro Vessicchio, anche degli altri membri della giuria: il Maestro Stefano Senardi, il general manager di “Italy Digital Music” Dario Cantelmo, il Maestro Vincenzo Sorrentino, Massimo Cotto e Mauro Marino.

Non va naturalmente dimenticato l’aspetto della gara, soprattutto perché i più meritevoli guadagneranno l'accesso alle finali, che si disputeranno sempre al Palafiori in concomitanza col Festival della Canzone Italiana, e che sanciranno i vincitori della manifestazione che ha raccolto oltre mille adesioni in tutta Italia.

Antonio Giaimo e Armando Manuguerra si apprestano a vivere l’esperienza con la maturità e la serenità dell’età adulta, ma anche con lo stesso entusiasmo di due diciottenni di belle speranze.

“Dobbiamo ringraziare tutti coloro che ci hanno supportato, iniziando dalle case discografiche (GT Studio Record per Armando e T Records di Alessandro Magnisi per Antonio), da Marzio Golino per i video e da Radio Zenith che ci sosterrà durante la manifestazione, senza dimenticare amici e parenti” dicono i due all’unisono. “Ce la metteremo tutta per andare il più avanti possibile nella gara, ma senza farne un’ossessione. Già partecipare, essendo lì, tra i cento selezionati, è una grande vittoria”.

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