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Italexit Messina: “la mancata rappresentanza fa morire le aziende produttive”

Emanuela Giorgianni

Italexit Messina: “la mancata rappresentanza fa morire le aziende produttive”

lunedì 22 Febbraio 2021 - 16:22
Italexit Messina: “la mancata rappresentanza fa morire le aziende produttive”

“Necessarie competenza e responsabilità”: l’appello di ItalExit per le piccole e medie aziende di Messina, vittime della mancanza di una valida rappresentanza

Sono tante le problematiche per le piccole e medie imprese di Messina. Le condizioni delle loro attività produttive sono messe a dura prova dalla crisi economica, acuita dalla pandemia, ma soprattutto dalla mancanza di rappresentanza da parte delle Associazioni datoriali, di categoria e dai rappresentanti del civico consenso.
Questa è la preoccupazione di ItalExit Messina.

Le difficoltà di Messina

“La rappresentanza non riesce a rispondere ai bisogni e alle legittime aspettative di chi rappresenta. Come potranno organizzarsi gli imprenditori ed i commercianti che resteranno soffocati da tasse e mancanza di liquidità, senza punti di riferimento concreti ed impossibilitati ad ottenere e chiedere aiuti? Come potranno continuare ad essere aggiornati ed informati senza il supporto serio delle associazioni di categoria e degli Enti a loro dedicati?” si domandano Natalino Natoli e Franco Tiano di ItalExit Messina.

“Le attività commerciali e gli imprenditori hanno bisogno di rappresentanti che abbiano una formazione ed una conoscenza del comparto qualificata e che siano in grado di aggiornarsi costantemente ed interagire con le autorità di sistema, in modo da fare comprendere e trasmettere le criticità reali delle piccole e medie imprese. E’ necessario che abbiano conoscenze basate su dati intangibili e costantemente aggiornati, pena la mancata risoluzione delle criticità. Messina viene relegata ai margini, emerge solo per il suo tessuto economico e sociale depresso, emarginato, sconfitto da condizionamenti vecchi e nuovi, responsabili, oggi come allora, del mancato decollo di uno sviluppo economico sociale strutturale. Ne è prova la totale assenza di infrastrutture, la mancata riqualificazione dei centri storici, il mancato valore concesso alle politiche del turismo e alla valorizzazione del patrimonio culturale-artistico. Non brilla la gestione della filiera enogastronomica, è evidente la carenza delle politiche di digitalizzazione e l’investimento appena pronunciato nella digitalizzazione di servizi nei settori pubblici e privati, così come la gestione della sicurezza o la messa in sistema degli innumerevoli e variegati servizi offerti dal mondo del volontariato. È poi necessario porre l’accento sulla mancanza di formazione alta allargata ad ogni segmento produttivo che serva a migliorare la produzione come il benessere di chi lavora e vive in attesa di beni e servizi elevati al passo con i mutamenti in atto, in realtà più virtuose. Messina resta un’isola nell’isola, un caso estremo, fuori dal tempo, un luogo inaccessibile alle migliorie dove si cercano, boccheggiando, azioni concrete purtroppo assenti oggi come in passato” dichiarano.

Un cambiamento necessario

Quali sono, dunque, i progetti utili per catturare i finanziamenti e sovvenzionare start-up, imprenditoria giovanile e femminile? Come si pianificano innovazione e tecnologia? Quando e come potremo allinearci ad altre città?
“E’ chiaro che la città muore lentamente e inesorabilmente, in assenza di un’assunzione di responsabilità e consapevolezza. In vista di un sano e auspicabile ricambio generazionale all’interno di queste realtà datoriali, sarebbe opportuno rilevare chi sa fare e come sa fare, che competenze e titoli validi possiede per ambire ad occupare i posti più delicati e nevralgici atti a guidare e a risolvere problemi vecchi e nuovi del fare impresa. Riconoscersi nella credibilità e giusta autorevolezza dovrebbe essere conditio sine qua non per misurarsi sulle reali capacità di operare con una visione lungimirante ed una pianificazione efficiente ed efficace. È, quindi necessario, che imprenditoria e politica si coadiuvino vicendevolmente nel servire, ognuno per ruolo e strumenti, la crescita, lo sviluppo ed il benessere del territorio” concludono.

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Un commento

  1. La fiera del trito e ritrito, digerito ed evacuato. Ma nomi e cognomi mai! E che cosa ne pensano di questa amministrazione? Silenzio. Ed è meglio che ci ritornino nel silenzio fino a quando non diranno qualcosa di concreto

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