La Family della droga a Fondo Fucile, il verdetto d'appello

La Family della droga a Fondo Fucile, il verdetto d’appello

Alessandra Serio

La Family della droga a Fondo Fucile, il verdetto d’appello

lunedì 23 Febbraio 2026 - 18:42

Reggono anche al secondo grado di giudizio le condanne per il giro dei fratelli Coppolino

Messina – Sono condanne anche in appello alla fine del processo The Family, l’inchiesta della Polizia su un giro di droga a Fondo Fucile gestito dalla famiglia Coppolino. Sul tavolo dei giudici della Corte d’appello c’era la sentenza emessa dalla giudice Arianna Raffa in abbreviato, nel 2024. Una sentenza praticamente confermata, eccezion fatta per qualche piccolo “aggiustamento” sui quantum, che riduce di qualche mese alcune delle condanne emesse per i principali “protagonisti” dei fatti ricostruiti nell’indagine.

La sentenza

Ecco le condanne rideterminate: 14 anni e 2 mesi per Alessio Coppolino, 15 anni e mezzo per Andrea Coppolino, 8 anni e 2 mesi per Piero Coppolino, un anno e 8 mesi per Bartolo Mussillo, 2 anni e 4 mesi per l’infermiere Giovanni Lombardo. La Corte d’appello ha poi confermato le altre condanne: 6 anni e 8 mesi per Caroline Currò, 6 anni e 9 mesi per Francesco Pio Currò, 5 anni e 4 mesi per Daniela Allia, 5 anni e 8 mesi per Antonino Guerrini, 4 anni e 4 mesi per Davide Crisari, 5 annie 8 mesi per Giuseppe Basile, 2 anni e 9 mesi per Giosuè Orlando, 2 anni e 4 mesi per Pietro Pappalardo, 4 anni e 4 mesi per Francesco Basile, 2 anni e 4 mesi per Francesco Pellegrino, 4 anni e 4 mesi per Massimiliano Peluso, 2 anni e 10 mesi per Alessandro Pandolfino. Infine gli atti tornano al Pm per Chiara Pandolfino.

Hanno difeso gli avvocati Alessandro Trovato, Salvatore Silvestro, Tino Celi, Giuseppe Bonavita, Gianmarco Silvestro, Ignazio Panebianco, Cinzia Panebianco, Pietro Venuti e Giuseppe Donato, che ora valuteranno l’eventuale ricorso in Cassazione.

Il blitz della Polizia

Il blitz antidroga della Polizia risale al giorno di San Valentino scorso: 13 arresti in carcere, 13 ai domiciliari tra Fondo Fucile, altri quartieri di centro città e Milazzo. Tra loro anche alcuni infermieri accusati di aver messo le proprie disponibilità professionali a servizio del gruppo. Non sono coinvolti nei fatti di droga.

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