“La foto del turista”. Quando le risate sanno emozionare  - Tempostretto

“La foto del turista”. Quando le risate sanno emozionare 

Emanuela Giorgianni

“La foto del turista”. Quando le risate sanno emozionare 

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venerdì 12 Agosto 2022 - 08:01

Tra incomprensioni, battute e colpi di scena; la storia di Monica, che vuole togliersi la vita, e di Giuseppe, che la salva, conquista il Teatro dei 3 Mestieri. Con Vincenzo Volo e Giovanna Criscuolo

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Con le parole di Ungaretti inizia la storia di Monica. La incontriamo seduta su una panchina con uno sguardo perso e uno stile eccentrico, colorato, che la rende surreale pur nella sua, invece, schiacciante realtà.

La foto del turista

Monica si sente proprio come quelle foglie, sempre fragile e incerta, e in una vita che non le appartiene. Per questo è decisa a suicidarsi. Non di certo in solitudine, ma in diretta Facebook, così da restare indimenticabile. A rovinarle i piani è, però, un uomo che accorre in suo aiuto, Giuseppe Di Capri, il quale, involontariamente, diventa il vero eroe della sua diretta.

Le loro storie allora si intrecciano, tra contrasti, incomprensioni, battute, legami, ricordi e colpi di scena.

La foto del turista” è il penultimo appuntamento della rassegna “Fuori in scena” del Teatro dei 3 Mestieri di Messina, nato da un’idea di Vincenzo Volo, scritto da Giovanna Criscuolo, con la regia di Federico Magnano San Lio.

Prodotta da “In Arte”, Associazione culturale di Serradifalco, la pièce trae ispirazione da “Il Belvedere”, atto unico di Aldo Nicolaj, ma percorre poi una strada del tutto diversa.

Vincenzo Volo e Giovanna Criscuolo in scena danno vita a due personaggi complessi (ma, come direbbe Monica, non complicati!) che non riescono proprio a comprendersi e comunicare; donando al pubblico risate, momenti di spensierata ironia e leggerezza.

La forza delle risate

Monica è eccentrica, svampita, inarrestabile, mentre Giuseppe resta con lei sempre premuroso, dolce, sensibile e paziente. Pur nelle loro difficoltà a comunicare, tra battibecchi e dimenticanze, i due si raccontano. Scoprendo loro e la loro storia, quelle che sembravano semplici risate iniziano a svelarsi come qualcosa di più profondo, lasciano spazio alle emozioni; quelli che sembravano due sconosciuti si rivelano essere inseparabilmente legati; e quella che sembrava una riflessione sull’incomunicabilità tra uomo e donna diviene un semplice espediente per trattare un tema delicato e doloroso: l’Alzheimer, senza mai nessun dramma o retorica.

Il merito è di una regia e sceneggiatura veloce, potente, capace di catturare tutta l’attenzione del pubblico, concentrarla su ogni dettaglio e lasciarla sempre con il fiato sospeso. Una scrittura efficace nel suo tentativo, pienamente riuscito, di puntare i riflettori su una malattia tragica e logorante, ma senza alcun pietismo, solo tanta attenta leggerezza.

Criscuolo e Volo sono impeccabili, perfetti nei loro ruoli. Incalzanti, coinvolgenti, trasportano chi li guarda nel gioco della loro incomunicabilità; lo divertono e lo commuovono. Ed è incredibile come in coppia, la versatilità ed esperienza dei due attori riesca a superarsi ancora, grazie ad una evidente affinità comica.

“La foto del turista” insegna che con le risate si può riflettere molto di più che con le lacrime (ma anche le lacrime non mancheranno in questo spettacolo).

Amore e dolore

Un atto unico in cui si legano un chiaro disegno comico, che oscilla tra i temi classici della commedia e quelli del teatro contemporaneo, ed un’atmosfera intensa che lascia non solo uno ma diversi messaggi importanti.

Tra battute comiche e di attualità, da Barbara D’Urso regina del dramma all’assenza di pena per chi commette un omicidio, “La foto del turista” vuole parlare di amore e di dolore.

Il titolo si riferisce, infatti, a quell’unica foto che Giuseppe ha del matrimonio con sua moglie, scattata da un turista cinese. Giuseppe, nel raccontarci della sua famiglia, tra dispiaceri e difficoltà, insegna l’amore vero, che comprende pure nell’incomunicabilità, che combatte e che pazienta, che perdona e non finisce, mai.

Monica, invece, vuole essere indimenticabile, per questo è così decisa nel morire in diretta sui social; desidera che tutti si ricordino di lei, perché a lei non riesce più. Vuole che gli altri ricordino, perché lei non può farlo.

La loro è una lezione sull’amore, sul valore dei ricordi; una lezione che, pur basata su un tema doloroso come l’Alzheimer, fa stare bene.

Un abbraccio finale tra i due cambia ogni cosa, si carica di tutto il non detto, parla senza bisogno di parole. E dimostra che, a volte, basta stringersi dietro la momentanea ma così impetuosa forza di un ricordo per affrontare anche le peggiori difficoltà.

LA FOTO DEL TURISTA

da un’idea di VINCENZO VOLO

testo di GIOVANNA CRISCUOLO

con VINCENZO VOLO e GIOVANNA CRISCUOLO

regia FEDERICO MAGNANO DI SAN LIO

costumi DORA ARGENTO
musiche FLAVIO CANGIALOSI
scene MARTINA CIRESI e STEFANO PRIVITERA
produzione IN ARTE

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