Servono più soldi per la sanità pubblica e lo Stato sociale. I tagli si facciano altrove
Cosa ci insegna il caso Ferragni? Come ricorda il Codacons nella sua denuncia, “la campagna promozionale invitava ad acquistare un pandoro Balocco-Ferragni e spronava all’acquisto facendo capire che il ricavato della vendita sarebbe andato interamente in beneficenza”. Al centro dell’episodio la donazione all’ospedale “Regina Margherita” di Torino. Una vicenda che ci ricorda quanto sia necessario alzare il livello delle scelte a favore della sanità pubblica e delle politiche sociali. Ecco la lezione da trarre.
Occorre far sì, seppure l’Italia sia un Paese super indebitato, che questi ambiti rientrino in un complessivo rilancio dello Stato sociale, con adeguato investimento economico. Alla cultura liberista della beneficenza, e agli show televisivi, si preferiscano gli stanziamenti seri in un Welfare da rivitalizzare.
Meno lustrini e slogan, più politiche davvero solidali
Bisogna cambiare il modello culturale – in Italia, in Europa e in Sicilia – e risultano urgenti delle politiche mirate in questi campi. La miglior garanzia perché il disastro sociale non avanzi. I segnali però che vengono dal governo nazionale non lasciano ben sperare. In primis, la decisione di abolire il reddito di cittadinanza senza alternative valide in termini d’occupazione,
Come direbbe il cappellano della stazione di Messina, fra Giuseppe, serve meno apparenza e più sostanza, in coerenza con quanto ha ricordato nella sua riflessione di Natale. E noi aggiungiamo: meno beneficenza sul web, meno lustrini e slogan, e più politiche a favore degli ultimi. Politiche davvero solidali e che tendano all’emancipazione di chi si trova in difficoltà. Solo così, cambiando paradigma, si potrà nel tempo abbbattere le diseguaglianze.
Foto da Italpress.
