La lezione di Ionesco - Tempo Stretto

La lezione di Ionesco

Redazione

La lezione di Ionesco

mercoledì 23 Ottobre 2019 - 07:50
La lezione di Ionesco

Sabato 26 ottobre alle 21, presso il Teatro Savio, “Aria nuova in ME” presenta La lezione di Eugène Ionesco. regia di Paride Acacia, ON STAGE compagnia sperimentale.

biglietto intero € 15
ridotto € 13 (over 60 e under 35)
tariffa gruppi da e oltre 5 spettatori € 11
socio ARB e CRAL convenzionati € 10

Le parole del regista

“Questo testo di Ionesco – spiega il regista Acacia-ci permette di leggere lucidamente il tempo che stiamo vivendo, poiché nell’epoca attuale le parole non hanno più significato, non sono più portatrici di nulla e La Lezione promuove proprio l’inconsistenza delle parole. Oggi siamo sommersi in maniera mediatica da quintali di parole che non evocano più nulla, siamo in balia di parolai al potere che usano le parole per omologarci ad un tipo di società e di vita che loro hanno pianificato in maniera coercitiva. L’arroganza del potere e del sapere coercitivo verso l’ingenua ignoranza viene praticato mediante una costante ubriacature di parole svuotate di contenuto”.

Trama

Ci sono un professore, una governante e un’allieva. Non sono i personaggi di una barzelletta, ma i protagonisti di una delle opere più rappresentative della produzione di Eugène Ionesco, “La lezione”, che tuttavia qualche elemento di comicità, seppur paradossale, lo contiene. 

Una studentessasi presenta alla casa di uno stimato professore per ricevere alcune ripetizioni di matematica e filologia al fine di conseguire il “dottorato totale”. Ad accoglierla e ad annunciarla, dopo aver rassettato la stanza dove si terrà la lezione, è una governante che ogni tanto farà la sua comparsa in scena.

Tra allieva e professore si instaura sin da subito un rapporto amichevole, con un continuo scambio di gentilezze e smancerie: è tutto un “mi scusi, no mi scusi lei”, accompagnato da lodi reciproche. Poi inizia l’interrogazione: il professore pone alla ragazza domande di una banalità disarmante («quanto fa uno più uno?»), rimanendo esterrefatto nel constatare come lei sappia dare una risposta a tali quesiti. Quando però l’allieva inizia a incontrare delle difficoltà, la situazione muta e l’animo dell’insegnante comincia a scaldarsi.

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