La Residenza, tre condanne in appello per il sacco edilizio sul Torrente Trapani - Tempostretto

La Residenza, tre condanne in appello per il sacco edilizio sul Torrente Trapani

Alessandra Serio

La Residenza, tre condanne in appello per il sacco edilizio sul Torrente Trapani

martedì 05 Marzo 2019 - 20:56

Sconto di pena in appello per il costruttore Pettina e Silvana Grasso, mentre il dirigente comunale Francesco Rando è stato condannato a 1 anno e 3 mesi.

Il cambio di rotta della Procura Generale al processo d’appello sul caso La Residenza sembra aver giocato a favore della tenuta delle accuse contro i costruttori e i professionisti coinvolti nella realizzazione del complesso edilizio sul Torrente Trapani.

Un vero e proprio sacco edilizio in piena ZPS, secondo il WWF, che stasera ha portato alla condanna di tre persone, il costruttore Giuseppe Pettina, Silvana Grasso e il dirigente comunale Francesco Rando. La sentenza della Corte d’appello è arrivata in tarda serata e dispone la condanna di Pettina e Nastasi a 6 mesi, contro i stabiliti in primo grado, mentre per l’ingegnere Rando c’è la conferma integrale del verdetto di primo grado ad un anno e 3 mesi. Decisa una sola assoluzione, quella di Franco Lo Presti, per non aver commesso il fatto.

L’accusa rimasta in piedi per il costruttore di San Piero Patti è una soltanto, per le altre tre contestazioni è comunque scattata la prescrizione, che salva dalla condanna penale l’altro imputato, Nicola Grasso. Non dai risarcimenti alle partici civili, però, che la Corte d’appello (presidente Celi) ha confermato.

A pagare sarà anche il Comune di Messina, che in questo processo figurava nella doppia veste di responsabile civile e parte civile, insieme alla sigla ambientalista che ha per prima denunciato la colata di cemento sul torrente Trapani, inquilini e proprietari delle aree.

In precedenza la procura Generale aveva chiesto alla Corte di dichiarare la prescrizione da tutte le accuse. In seguito il procuratore generale ha depositato agli atti del processo alcuni stralci di verbale di dichiarazioni rilasciate da Biagio Grasso, che tra l’altro dell’imputato omonimo è il figlio, e il nuovo sostituto procuratore generale è tornato sui suoi passi, chiedendo di condannare gli imputati.

La sentenza era prevista per ieri ma l’udienza è slittata a oggi. Stamane c’era aria di un nuovo rinvio per una difficoltà nel comporre il Collegio dei giudici. Poi la Corte ha risolto, i difensori sono intervenuti e in tarda serata è arrivato il verdetto.

Il processo ha visto impegnati gli avvocati Paolo Turiano Mantica, Nino Parisi, Bonaventura Candido, Lori Olivo, Franco Rosso, Aurora Notarianni, Antonella Russo, Carmelo Vinci.

A QUESTO LINK l‘articolo precedente e, all’interno, il rinvio agli approfondimenti.

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