Il parere dell'ambientalista Raffaella Spadaro. L'aumento dei prezzi del petrolio, il cambiamento climatico e abitudini più salutari rendono la mobilità sostenibile una scelta vantaggiosa, anche a Messina
di Raffaella Spadaro, ambientalista
Messina sta compiendo passi concreti verso una mobilità più sostenibile, con piste ciclabili esistenti o in corso di realizzazione (Lungomare, Centro, Ganzirri–Torre Faro) e potenzialità di sviluppo in quartieri come Cairoli‑Stazione, e villaggi come Contesse, Gazzi, Tremestieri, Giampilieri. Sono in programmazione anche interventi di collegamento a pettine dei centri collinari con la dorsale rivierasca. Questa visione è ideale per creare una rete ciclabile continua, sicura e integrata con trasporto pubblico e servizi come il bike sharing, che possono incentivare sempre più cittadini a scegliere la bici per gli spostamenti quotidiani.

Nonostante la resistenza da parte di una percentuale, più o meno vasta, di persone ad abbandonare l’auto, diversi fattori stanno rendendo il cambiamento più urgente e vantaggioso:
- l’aumento dei prezzi del petrolio, che rende l’uso dell’automobile sempre più costoso;
- la necessità di ridurre emissioni e traffico urbano, che incoraggia scelte più sostenibili in un’ottica di contrasto al cambiamento climatico. Questa opzione, sempre più urgente, trova oggettivo fondamento nei diversi disastri di cui abbiamo avuto drammatica testimonianza anche nel nostro territorio;
- l’esigenza di praticare un modello di vita in cui il movimento eseguito con costanza rappresenta uno strumento essenziale per evitare l’impatto negativo sul nostro organismo di obesità, diabete, ipertensione, colesterolo alto e altre malattie croniche.
Le colonnine per la ricarica di veicoli elettrici
Messina ha anche già sviluppato infrastrutture per i veicoli elettrici: la città dispone di una rete di decine di punti di ricarica per auto elettriche gestiti da diversi operatori (Enel X, A2A e Ewiva per citarne alcuni), compresa una stazione ad alta potenza (300 kW) su Viale Boccetta, utile anche a chi arriva o parte dalla Sicilia in auto elettrica.
Questa infrastrutturazione di ricarica per l’elettrico – più di cento colonnine di ricarica installate in città – è un elemento importante perché accanto alle piste ciclabili mostra una visione di mobilità sostenibile più ampia, dove anche l’auto elettrica trova spazio e servizi.
La mobilità sostenibile presupposto essenziale per ottenere fondi
Sul fronte dei fondi, la mobilità sostenibile e la pianificazione che ne è alla base sono requisiti strategici per accedere a molti bandi nazionali, regionali ed europei. Esistono, inoltre, linee di finanziamento dedicate specificamente a progetti sulla ciclabilità. Ricordiamo, a questo proposito, l’iniziativa “Bici in Comune” promossa dal Ministro per lo Sport.
Messina può, dunque, trasformare la resistenza all’abbandono dell’auto in un’opportunità, sfruttando il contesto di prezzi del petrolio in crescita e le risorse dedicate alla sostenibilità per costruire una città più verde, moderna e capace di ottenere finanziamenti importanti per piste ciclabili, bike sharing e infrastrutture per veicoli elettrici.
Raffaella Spadaro

Articolo molto di parte e che chiude gli occhi su tutto ciò che non si è fatto e si continua a non fare per una migliore mobilità. Se si parla di incentivare il trasporto pubblico, dove sono le corsie preferenziali? Creare le piste ciclabili (di cui sono tendenzialmente a favore) non significa ridurre tutta la viabilità messina costretta a viaggiare ad una corsia. Le zone che creano congestione sono ben note e non si fa nulla per evitare la sosta in doppia fila. Agire solo su un fattore (solo grazie a finanziamenti che diversamente non si otterrebbero) senza coordinamento con gli altri elementi che compongono il sistema viabilità efficiente, significa essere incompetenti. Ed invece si continua ad elogiare con la scusa del ‘fare é meglio che non fare’. Ricordiamoci però che spesso fare male è anche peggio.
Articolo leggermente di parte.
I posti x la ricarica sono occupati da automobilisti incivili. Vigili…bohh.
Per fare shopping,magari in centro e fare vivere il commercio non si va in bici.
Necessità comunque avere parcheggi “intelligenti” per permettere agli automobilisti di scegliere.
Non dimenticare che ka cittá é fatta da salite…..in bici non é facilissimo.
Anziani o altre categorie non possono essere penalizzate.
Necessita trovare il giusto equilibrio che passa da un tram veramente funzionale, con vetture pulite e sanificate, e con i semafori intelligenti……..(da ridere(
Rido.
Se le piste ciclabili di riferimento sono per ” esempio ” quelle di S. Agata è meglio lasciar perdere.
Non ho approfondito le motivazioni che hanno veicolato il percorso sulla consolare Pompea invece che sul lungomare di S. Agata. Chi infastidiva una pista ciclabile sulla strada marina invece che in mezzo alle auto?
Allora si disse che fu il Genio Civile a bocciare il progetto.
La mia conclusione è sempre la medesima. La mentalità provinciale dei messinesi.
La stessa mentalità che invece che portare la domus nel futuro ci fa regolarmente ripiombare in un passato di mediocrità perenne.
Mi sembra un articolo estrapolato da un libro dei sogni……….abito a Contemplazione e quello che vedo ,per tutta la via consolare Pompea ,e’ una pista ciclabile piena di buche e di sporcizie che inducono i ciclisti a non frequentarla ….li vedo quindi pedalare lungo la strada esponendosi a rischio non marginali pur di poter praticare il loro amato sport ….tenete conto che tutta la via consolare compea e Ca 18 km co vista mozzafiato sullo stretto ….cara esperta di ambientalismo se lei non dice queste cose nega l evidenza delle cose….l ambientalismo non e una teoria ma capacità di renderlo concreto e questo a Messina e evidente…come e evidente checostringere i ciclisti a respirare i gas di scarico delle macchine li espone dal punto di vista della salute