La storia di Rometta incontra la pittura. A Messina un’esposizione - Tempo Stretto

La storia di Rometta incontra la pittura. A Messina un’esposizione

Salvatore Di Trapani

La storia di Rometta incontra la pittura. A Messina un’esposizione

giovedì 12 Settembre 2019 - 16:59
La storia di Rometta incontra la pittura. A Messina un’esposizione

I quadri del pittore Murizio Gemelli, incentrati sulla storia di Rometta, protagonisti di un’esposizione presso Palazzo dei Leoni, a Messina.

La storia di Rometta raffigurata tramite l’arte pittorica. A Messina un’esposizione del maestro Maurizio Gemelli, proposta nell’ambito dell’evento “Notte d’Arte” che si svolgerà il 14 e il 15 settembre prossimi.

I quadri saranno visionabili dal pubblico presso il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, dove il 14 settembre alle 19.00 si terrà l’inaugurazione. Presenzierà il sindaco di Rometta, Nicola Merlino, e l’esperto di storia dell’arte moderna Piero Gazzara. I dipinti saranno esposti, successivamente dal 17 settembre al 3 ottobre, presso la galleria d’arte Cavour. La mostra sarà accessibile al pubblico dalle 17.00 alle 19.00

Maurizio Gemelli nasce a Messina, dove ritorna dopo aver conseguito in gioventù il diploma di maestro illustratore presso l’istituto europeo di design di Roma. I suoi lavori esplorano l’arte a 360° gradi spaziando anche ad opere dedicate a prodotti videoludici, come la cura a livello grafico e di programmazione del videogioco “Lando of Genesis” per la società inglese Cleawater Interactive. Tra le sue opere si ricordano anche lavori da fumettista, sceneggiatore e colorista.

La storia di Rometta, protagonista dell’esposizione, è ricca di eventi che nel tempo hanno anche dato vita a numerose leggende e che nel corso degli ultimi anni sono stati anche oggetto di manifestazioni e rappresentazioni. Tra gli avvenimenti di maggiore impatto e di grande importanza per il comune tirrenico, viene ricordato senz’altro l’assedio ad opera dei saraceni del 964 d.c.

La storia ci tramanda vicende di coraggio da parte dei romettesi che, dinanzi ad un nemico agguerrito, decisero di resistere sino alla morte pur di non cedere al dominio saraceno. I romettesi, assediati dai saraceni e in attesa dei rinforzi chiesti all’imperatore bizantino Niceforo Foca, combatterono infatti senza sosta e rifiutarono la resa pur andando incontro alla sconfitta. La loro resistenza, tuttavia, permise la fuga di donne e bambini che vennero così messi in salvo. Inizialmente in vantaggio, i rinforzi bizantini vennero incontro ad un vero e proprio capovolgimento delle sorti della battaglia conclusasi poi con la vittoria dei saraceni.

Prezioso fu il bottino riportati da Rometta. Tra i principali tesori sottratti la storia narra di una lama, la cui appartenenza viene fatta risalire allo stesso Maometto. Sulla lama capeggiava la frase “Indiano è questo brando; pesa censettanta mithkal; e molto feri dinanzi l’apostol di Dio”. Le cronache dell’epoca raccontano di come la lama sia stata portata in dono all’emiro di Palermo che, colto da profonda gioia per l’importante ritrovamento venne colto da un malore che ne causò la morte. �%puSx

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