"La tassa sui voli è uno schiaffo al Mezzogiorno"

“La tassa sui voli è uno schiaffo al Mezzogiorno”

Rosaria Brancato

“La tassa sui voli è uno schiaffo al Mezzogiorno”

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lunedì 23 Settembre 2019 - 09:14

Il ministro Fioramonti pensa ad una tassa sui biglietti aerei ed al Sud esplode la protesta

La tassa sui voli, proposta dal ministro pentastellato Fioramonti per aumentare gli stipendi dei docenti, scatena polemiche. Se il premier Conte la definisce “praticabile”, insieme a quella sulle merendine, il ministro Di Maio alza lo stop.

Tassa sui giovani

Frattanto però le proteste si levano alte, soprattutto al Sud dove la tassa su quei biglietti che già costano cifre vergognose e per di più non hanno alternative è vista come una vera e propria tassa sui giovani.

Non c’è alternativa

Per le famiglie siciliane molto spesso non c’è alternativa all’aereo, viste le condizioni del servizio ferroviario e la continuità territoriale è rimasta solo un eterno slogan da campagna elettorale. I prezzi possono arrivare fino a 400 euro, così che tassare i voli che servono ai giovani per andare a studiare al nord ed ai genitori per raggiungerli, ha il sapore di una beffa. O peggio.

Schiaffo al Mezzogiorno

La gabella sui voli aerei è l’ennesimo schiaffo al mezzogiorno– commenta il parlamentare di Forza Italia Mauro D’Attis– I cittadini del meridione che devono raggiungere il nord per motivi di salute, lavoro o studio usano l’aereo soprattutto perché non ci sono alternative. Pertanto si sobbarcano prezzi esosi dei voli interni, ai limiti dell’insostenibile per i collegamenti da e per la Puglia e la Sicilia. Far gravare su di loro costi ulteriori è ingiusto ed iniquo. Se il governo vuol proseguire su questa strada, escluda i voli interni e limiti il sovrapprezzo a quelli internazionali”.

Il deputato pugliese, che ben conosce la Sicilia e Messina perché è stato due volte assessore nella nostra provincia, attende di conoscere la manovra di Bilancio per capire se la proposta del ministro Fioramonti sarà portata avanti o meno.

Famiglie di serie B

Per la Sicilia una simile tassa comporterebbe un ulteriore aggravio nei confronti peraltro delle famiglie già gravate dal dover sostenere i costi legati al fatto di dover far studiare i figli altrove o di dover partire per motivi di salute. Una tassa su chi è già di serie B, quindi, visto che noi siciliani, a differenza della Sardegna, non abbiamo mai potuto usufruire della continuità territoriale con le agevolazioni sui biglietti aerei.

“E D’Uva cosa farà?”

Non a caso D’Attis punzecchia il capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva, che è messinese: “Mi auguro che D’Uva, da siciliano e da messinese in particolare, sposi questa battaglia qualora la gabella sui voli fosse inserita nella manovra economica. Da esponente della maggioranza mi auguro faccia sentire alta la voce del sud”.

Di Maio ha già alzato bandierina rossa. Aspettiamo di vedere cosa accade. Nel frattempo ricordiamo a tutta la deputazione siciliana (maggioranza ed opposizione), che potrebbero rispolverare lo slogan “ever green” sulla continuità territoriale e fare quello che da 40 anni fanno in Sardegna.

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