La Procura europea insisteva per il sequestro i alcune aziende agricole tra Cesarò e dintorni
La Seconda sezione della corte di Cassazione ha detto no alla Procura europea che ha chiesto di annullare un provvedimento del Tribunale di Catania emesso nell’ambito dell’inchiesta su presunte truffe all’Ue.
Il sequestro nell’agro alimentare
A febbraio scorso il Tribunale di Catania aveva annullato il sequestro da quasi mezzo milione di euro effettuato a metà del gennaio scorso dal Reparto Tutela Agroalimentare dei Carabinieri di Messina nei confronti di quattro imprenditori agricoli dei Nebrodi, tra i quali Maria Teresa Lenzo di Cesarò. Alla base del provvedimento c’era la presunta indebita percezione di fondi europei destinati ad agricoltura ed allevamento. I sigilli erano scattati per quattro imprenditori operanti tra Cesarò, Troina, Bronte e San Teodoro. La Procura Europea aveva chiesto e ottenuto il sequestro di denaro e disponibilità finanziarie, ad equivalenza di 203 titoli di pagamento (cosiddetti diritti all’aiuto), per un totale di 454.493 mila euro. Adesso la Cassazione conferma che, sul piano cautelare, i sequestri non reggono.
Il difensore commenta

“Le argomentazioni adottate dal TDL di catania erano insuperabili. Avevamo documentato, avuto riguardo alla normativa comunitaria di riferimento che la stessa era inapplicabile poichè entrata in vigore in data successiva alle condotte ascrivibili alla mia assistita. A ciò si aggiunga che abbiamo fornito prova documentale – proveniente da altro connesso processo penale – che contrariamente a quanto sostenuto dalla Procura Eppo gli allevamenti della Ditta Leanza Maria Teresa erano stati condotti al pascolo nei terreni in cui in modo apodittico si era prospettato il mancato pascolamento. L’auspicio è che le azioni investigative colpiscano esclusivamente coloro che pongono in essere condotte penalmente rilevanti, e non nuclei aziendali/familiari del tutto sani, come quello della mia assistita”, commenta l’avvocato Nino Cacia.
