A trecento anni dalla morte, l'associazione ha proposto a Messina un concerto dei "Bassifondi Ensemble"
MESSINA – Trecento anni fa, nel 1725, moriva Alessandro Scarlatti, personalità importantissima nell’ambito di quell’epoca di passaggio fra la musica barocca e i nuovi stili che si affacciarono all’inizio del secolo settecentesco. Un autore che, è doveroso ricordarlo, nacque nella nostra Sicilia, a Palermo, anche se visse tutta la sua esistenza fra Roma e Napoli. Alessandro Scarlatti, tra l’altro, ebbe come figlio Domenico, compositore delle celeberrime Sonate per cembalo, molto eseguite nelle sale da concerto al pianoforte.
Meno eseguita purtroppo, è la musica di Alessandro, autore di numerose e pregevoli Cantate da camera profane, Oratori, Cantate sacre, Mottetti, Messe e Salmi.
Del resto l’intera musica barocca non trova nelle sale da concerto messinesi lo spazio che meriterebbe, basti pensare che nei programmi delle stagioni concertistiche delle tre Associazioni musicali cittadine – Filarmonica Laudamo, Accademia Filarmonica e V. Bellini – figurano solo due concerti dedicati a questo genere musicale, entrambi a cura dell’Accademia Filarmonica.
Ed è davvero un peccato, se consideriamo l’importanza, il fascino, la bellezza, ma anche il gradimento sempre dimostrato dal pubblico messinese, che suscita la musica barocca.
Azione meritoria è stata pertanto quella dell’Accademia Filarmonica di proporre un concerto, avuto luogo sabato scorso al Palacultura, per celebrare il trecentesimo anniversario della morte del compositore siciliano, un concerto del tutto originale, in quanto “I Bassifondi Ensemble” complesso che si dedica alla riscoperta filologica di brani seicenteschi e settecenteschi, hanno eseguito la Serenata a 3 voci “Clori, Lidia e Filli” di Alessandro Scarlatti, il cui spartito è conservato (fonte unica) presso la Biblioteca del Conservatoire Royal di Bruxelles, prima esecuzione moderna di questo brano, curata da Elia Pivetta, con la collaborazione di Simone Vallerotonda, direttore e suonatore di liuto nell’Ensemble.
Si tratta di una Serenata, assimilabile alle Cantate profane, composta sicuramente in occasione di qualche evento, di ampie proporzioni, ove, dopo una lunga Sinfonia, a sua volta suddivisa in vari movimenti, si alternano, come d’uso in questo tipo di brani, recitativi ad arie e duetti, eseguiti da due soprani e un contralto, mentre la piccola orchestra da camera è impegnata, per lo più, ad accompagnare e sostenere il canto, spesso con uno strumento obbligato mentre gli altri suonano in concertino, e, naturalmente, con il basso continuo, di norma affidato al cembalo.
L’Ensemble, composto da due violini, viola, violoncello, cembalo e liuto, quest’ultimo suonato da Simone Vallerotonda, direttore del complesso, ha eseguito in maniera ineccepibile, sia dal punto di vista filologico che espressivo, la elaborata Serenata di Scarlatti, fatta di alternarsi di arie brillanti e allegre ed altre più meditative.
Molto bene anche le cantanti – Gaia Petrone contralto (Clori), Francesca Boncompagni (soprano) e (Lidia) e Valeria La Grotta (Filli), ottime interpreti di arie talora assai impegnative.
“I Bassifondi Ensemble”, che hanno eseguito anche la Sonata n. 3 dl Concerto grosso in Fa maggiore, sempre di A. Scarlatti, una Sonata da camera articolata nel classico alternarsi di movimenti lenti e veloci, hanno riscosso grande apprezzamento da parte del pubblico presente, evidentemente ancora una volta entusiasta della messa in scena della musica barocca, musica che ci auguriamo trovi più spazio nei futuri programmi concertistici.
