L'aliscafo tarda, il treno parte, messinesi a piedi. Storie di ordinaria follia - Tempo Stretto

L’aliscafo tarda, il treno parte, messinesi a piedi. Storie di ordinaria follia

Marco Ipsale

L’aliscafo tarda, il treno parte, messinesi a piedi. Storie di ordinaria follia

domenica 02 Giugno 2019 - 08:00
L’aliscafo tarda, il treno parte, messinesi a piedi. Storie di ordinaria follia

L'amarezza di una nostra lettrice, rimasta a piedi insieme ad altri 57 siciliani perché Blujet e Trenitalia non organizzano i propri viaggi in funzione dell'altro

MESSINA – Non è servito organizzare le giuste coincidenze tra gli aliscafi e i treni veloci. Non è servito neanche dare la possibilità di acquistare sul sito di Trenitalia, oltre al biglietto del treno, anche quello dell’aliscafo, in un’unica volta. Per un paio di piccoli passi avanti, si resta sempre indietro perché, nel 2019, continuano ad accadere cose assurde.

Accade ad esempio, come ieri mattina, che l’aliscafo delle 6.20 tardi la partenza e che, invece che arrivare alle 6.40, non faccia in tempo per far prendere ai passeggeri il Frecciargento delle 6.58. Questione di pochi minuti, ma chi se ne frega dei passeggeri messinesi: loro restano a piedi, il treno parte.

Da Bluferries a Blujet non è cambiata la musica, solo il nome della società. Che resta diversa da Trenitalia, pur facendo parte dello stesso gruppo. Ma, tra loro, non si parlano o si parlano a vuoto.

“Di solito l’aliscafo è efficientissimo e in venti minuti porta alla stazione di Villa – racconta una nostra lettrice, Giovanna Risitano -. Ma ieri mattina ci viene comunicato dal comandante che la Capitaneria ha bloccato il mezzo, per dare la precedenza alla manovra di una nave da crociera che doveva entrare in porto (peraltro giunta a Messina con più di un ora di anticipo). Viene bloccato un mezzo veloce, che svolge un pubblico servizio, che avrebbe impiegato circa tre minuti per uscire dal porto, per favorire manovra e attracco della nave da crociera che ha impiegato 30 minuti. La conseguenza è che siamo arrivati a Villa in ritardo e ben 58 persone abbiamo perso il treno per Roma, tutto ovviamente non rimborsato da nessuno. Molti hanno dovuto rinunciare al viaggio, altri hanno dovuto ripagare il biglietto, altri non sono potuti partire perché non c’erano più posti nelle coincidenze da Roma per altre destinazioni. A nulla è servita la telefonata del comandante per cercare di fermare il treno qualche minuto, poiché il capotreno ha dichiarato di non potersi assumere questa responsabilità. Blujet e Trenitalia fanno parte dello stesso gruppo ma sembra che tra loro non vi sia alcun contatto”.

Fin qui la storia. Poi le domande di sempre: “E’ normale tutto ciò? Dove sta la continuità territoriale? Che tipo di servizi abbiamo noi isolani che oltre a pagare per intero biglietti di ogni tipo per poter raggiungere il “continente” non siamo neanche tutelati e non abbiamo alcuna sicurezza? Ma soprattutto di chi è la colpa?”.

Domande che restano senza risposta. Mentre nel 2019, neanche fossimo nell’800, i passeggeri sono costretti a viaggi lunghissimi, ritardi, continui disservizi. Basterebbe poco per risolvere questo problema. A nessuno, a quanto pare, sembra importare.

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10 commenti

  1. Accade regolarmente, ogni qual volta una nave da crociera manovra l’attracco, che il mezzo veloce dia la precedenza. Evidentemente ubi maior…..

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    1. Sono pendolare da reggio calabria da 25 anni, ed è sempre accaduto che la capitaneria di porto desse la precedenza alle navi da crociera in entrata nel porto, a discapito di tutte quelle persone che come me si alzano la mattina alle 5,00 per andare a lavorare e non certo per divertirsi. Tutto ciò mi sembra assurdo e paradossale, qualcuno dovrebbe riflettere su questo disservizio, che provoca solo disagi.
      Grazie

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  2. Grazie no pontisti, restiamo fermi al 3 avanti Cristo..

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  3. E allora perché non chiedere spiegazioni alla Capitaneria di Porto? Giusto per capire perché una manovra di mezz’ora di una nave da crociera non può essere rinviata di un paio di minuti per consentire un servizio pubblico che comunque dovrebbe avere la priorità…..Mah.

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  4. Non si lamentera’ nessuno,questa città di pecore.però riempiono le piazze per il vincitore di amici (e vadditi) o per il missina in serie ciumara.

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  5. Costerebbe nulla organizzare coincidenze… e magari se si investisse nelle stazioni marittime con abolizione anche di barriere architettoniche. Nessuna accoglienza, da terzo mondo. Segni o che i nostri amministratori non contano nulla o che sono inefficienti. In ambedue i casi incapaci. E che le ferrovie non hanno attenzioni verso i clienti, trattati come…

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  6. Giuseppe Mastrojeni 3 Giugno 2019 12:20

    E che dire quando il Frecciargento 8346 pomeridiano arriva a Roma con un minuto di ritardo per la coincidenza col Frecciarossa verso Milano e questo convoglio parte senza aspettare?
    Vergogna all’ennesima potenza,
    l’Italia resta sempre “menza e menza”

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  7. Il problema riguarda tutte le navi e non solo le navi da crociera.
    Anche da Reggio direzione Messina spesso si ritarda la partenza per l’ingresso in porto di un traghetto.
    Manco ci fosse chissà quale traffico … due traghetti e qualche nave da crociera. Basterebbe mettersi a ragionare mezz’ora su un foglio di carta e organizzare gli orari tenendo conto delle coincidenze del traffico navale, bus e treni.
    Riscontro che nel tempo il disservizio, in generale, peggiora sempre più.
    Il comitato pendolari… silente.
    Saluti a tutti
    Marcello

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  8. in riferimento a: “la possibilità di acquistare sul sito di Trenitalia, oltre al biglietto del treno, anche quello dell’aliscafo, in un’unica volta.” ……….
    Mentre ero sul freccia bianca direzione Villa S. Giovanni, una volta accertato che il leggero ritardo mi avrebbe comunque permesso di prendere l’aliscafo, ho comprato il mio biglietto regionale villa s.giovanni-torregrotta online dal portatile, bene mi è stato dato la possibilità di comprare il biglietto di Blujet con un’unica transazione. Peccato che solo dopo che è stato emesso scopro che il biglietto Blujet deve essere per forza stampato!!!! Infatti poi per salire sul aliscafo mi hanno fatto problemi e solo insistendo e inviando il biglietto via mail all’ufficiale mi hanno consentito di salire “per questa volta…”
    Dico a che serve mettere la possibilità di acquistare in mobilità online se poi devo avere il biglietto stampato?! Ma almeno scrivetelo prima che io proceda all’acquisto e non che poi lo devo leggere sul biglietto dopo averlo acquistato!
    L’integrazione parziale è peggio che la non integrazione.

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  9. Antonio Battaglia 18 Giugno 2019 11:56

    Sono uno dei 58 rimasti a piedi che ha dovuto rifare un nuovo biglietto perdendo Euro 74.90 e arrivando a Roma 4 ore dopo. Le solite vergogne da Paese del Terzo Mondo, e le solite Società di Stato che fanno solo i loro sporchi interessi! VERGOGNA!

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