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Largo Avignone: ruspe e silenzio cancellano la storia

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Largo Avignone: ruspe e silenzio cancellano la storia

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lunedì 17 Febbraio 2020 - 07:48

Pubblichiamo la riflessione sulla storia delle palazzine settecentesche di largo Avignone. Nessuna tutela ma demolizione

Dopo il ritrovamento di reperti archeologici in via degli Orti si riapre il dibattito sulla palazzata settecentesca di Avignone. Di seguito la lettera (firmata) in merito alla querelle ultra decennale.

Molte citta’ italiane hanno fondato la loro economia sulla cura e sviluppo della loro storia attraverso le testimonianze storiche ed  architettoniche ed attraggono ogni anno milioni di turisti. Roma, Napoli, Firenze sono le citta’ piu’ ricche di storia visitate ogni anno da migliaia di turisti che spendono nel nostro paese, sostenendo l’economia locale ed italiana. Se si pensa che il turista paga  l’albergo , il ristorante, il tassista e compra nei negozi si capisce come l’economia locale ha un valido supporto. E’ l’economia che gira. Una  citta’ progressista  ha il dovere di mettere del “buon olio” affinche’ la macchina del turismo  giri bene, per attrarre nuove economia  e sviluppare l’economia locale , per sostenere la domanda di beni  , per creare occupazione. Messina, pur essendo  una delle prime citta italiane per turismo croceristico,  invece distrugge i suoi beni storici, i suoi valori culturali,  non li valorizza anzi .

La triste storia di Avignone

Prova e’ la triste fine dei palazzetti settecenteschi demoliti a TUON di ruspa , una triste storia che ha inciso non solo sulla sfera giuridica dei proprietari ma sull’intera città che ha perso una rara testimonianza dei valori culturali ante terremoto, nonche’ un’opportunita’ di valorizzarli e attrarre turismo, fortificare la sua economia,sostenere la sua domanda interna. I negozi chiudono, sempre piu’ serrande si abbassano, i giovani partono in cerca di fortuna e la nostra citta’ muore giorno dopo giorno. Eppure si poteva fare tanto….

Le ruspe peggio del sisma

 Una storia che ha dell’incredibile , un  guazzabuglio amministrativo e giuridico, cautelari su cautelari, gli immobili vengono privati delle loro gambe ( le ruspe si scagliano sui contrafforti  per fare crollare tutto) i palazzetti resistono comunque alle demolizioni che vengono eseguite con le ruspe anziche’ a mano per la conservazione e catalogazione delle pietre. Ruspa dopo ruspa tutto crolla , perizia  sibilline, concessioni dubbie,  facciate che si devono riscostruire secondo il principio dell’anastilosi ma delle pietre storiche nessune notizia…. Il diritto all’edificazione ha trovato maggiore tutela dell’interesse pubblico a mantenere integre  le testimonianze storiche e culturali della Messina preterremoto. 1785  anno di costruzione, resistiti a due terremoti   periscono a TUON di ruspa con l’ innovativa tecnica dell’ANASTI RUSPA!!!!

L’indifferenza collettiva

Periscono gli immobili sotto le ruspe nell’indifferenza totale ,  nel silenzio assordante delle amministrazioni  preposte alla vigilanza e dell’urbanistica che continua a rilasciare e prorogare  concessioni edilizie per la costruzione  in adiacenza.  C’è anche un fermo cantiere, sembra che gli immobili storici siano di ostacolo alla costruzione di un grosso edificio in adiacenza, danno fastidio, impediscono il passaggio e li’ non ci devono stare, in  barba ai valori storici e alla identita’ culturale messinese.

Spazzata via la storia

Com’e’ possibile  rilasciare una concessione edilizia per scavare e costruire in adiacenza a beni storici  ( definiti ruderi) che dovevano essere invece  tutelati ? Proprieta’ privata  ma anche Patrimonio storico e culturale della citta’ , dal valore sociale inestimabile, aventi  la  capacita’ attrattiva di quel turismo culturale  che manca. Perche’ non si e’ tenuto conto della necessita’ di valorizzare e proteggere i palazzetti?  Le identita’ dei messinesi come possono essere dimenticate e spazzate via da un singolo interesse privato?  Al momento nessun  cartello e’ stato esposto per cui mi chiedo la stecca e’ stata demolita invano?

Demolizioni scellerate

Esiste una concessione edilizia valida per  l’isolato 83 adiacente?  La rovina degli edifici settecenteschi anno dopo anno e’ dovuta alle scellerate demolizioni attuate dal confinante munito di concessione  edilizia 8272 /85  e 128/08  ( prima demolizione avvenuta nella  notte del  1985) che  ha continuato a scavare negli anni  in adiacenza,  minando per sempre  la stabilita’ strutturale degli stessi palazzetti e ricorrendo al tribunale per ottenere i cautelari necessari alla demolizione  di cio’ che ha resistito.  Com’ e’ stato possibile rilasciare concessioni edilizie in adiacenza senza tutelare la stecca settecentesca senza conservare la nostra storia? I proprietari hanno condotto   una battaglia legale in sede civile per oltre  35 anni nell’abbandono totale delle istituzioni,  nell’intento di difendere sia il diritto di proprietari ma anche tutelare la storia di questa citta, la sua identita’ culturale ed i suoi valori. Come si spiega tutto ciò? 

(lettera firmata)

3 commenti

  1. Ing. Roberto Della Rovere 17 Febbraio 2020 10:02

    si contesta il fatto che le CTU siano sibilline. L’ultima CTU ha stabilito che esisteva un pericolo per l’instabiltà del complesso dei ruderi e successivamente il CTU ha approntato un progetto per la messa in sicurezza della facciata. Il progetto è stato superato dal fatto che il Tar e il CGA hanno stabilito che il progetto della Torre era reagolare e poteva essere realizzato e quindi sipoteva procedere al procedimento di anastilosi.

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    1. Ing caro, come si “procede al procedimento di anastilosi”? non sarebbe piu’ auspicabile che la SV proceda rapidamente ad uno studio piu’ approfondito della lingua italiana e contestualmente della etimologia?

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  2. “Se si pensa che il turista paga l’albergo, il ristorante, il tassista e compra nei negozi si capisce come l’economia locale ha un valido supporto.” Ma quando mai??
    Il turismo delle navi da crociera è mordi e fuggi e porta beneficio solo a taxi, pullman e trenini turistici. Al massimo i crocieristi acquistano un gelato o un arancino o un panino e se vogliamo essere ottimisti un magnete da frigo. Il turismo vero è tutt’altra cosa e occorrono reali attrattive per far si che si venga a stare più giorni.

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