Probabile un provvedimento da parte della prefetta. I primi commenti dal mondo della politica
di Giuseppe Fontana e Marco Olivieri
MESSINA – L’arresto di Maurizio Croce scuote il mondo della politica. Il primo a pronunciarsi è Nello Pergolizzi, presidente del Consiglio comunale, che aveva sollevato il tema dell’ineleggibilità e incompatibilità per il suo ruolo ai vertici nell’ufficio contro il dissestro idrogeologico. Sottolinea il presidente: “Nulla a che vedere con i procedimenti che noi abbiamo incardinato in Consiglio comunale. Certo è che io devo far rilevare che la questione del collega Croce è stata fatta presente al presidente della Regione. In modo particolare, nella parte in cui il commissario Croce era non solo soggetto attuatore ma anche responsabile dell’anticorruzione e della trasparenza per la struttura commissariale. E, a mio modo di vedere, palesemente in conflitto d’interessi. Ma nulla è stato fatto”.
E ora che cosa succede? Risponde sempre Pergolizzi: “Stiamo approfondendo la materia. Non succede spesso un caso del genere. Dovrebbe, a mio parere, arrivare un provvedimento di sospensione da parte della prefetta Di Stani (articolo 42 del regolamento del Consiglio comunale, n.d.r.). E, al primo Consiglio utile, bisogna inserire all’ordine del giorno l’argomento e provvedere a sostituire con un supplente il consigliere Croce. In questo caso, non sarà il primo dei non eletti ma apparterrà al partito o alla lista che ha riportato il maggiore quoziente” (potrebbe subentrare Alessandro Russo, del Pd, al netto dell’eventuale ricorso di Sebastiano Tamà di Forza Italia, n.d.r.).
Pergolizzi: “Gli consiglio di dimettersi”
Da parte sua, il presidente auspica che il diretto interessato si dimetta, in questa fase, per ragioni d’opportunità: “Consiglierei a Croce di dimettersi da consigliere, compiendo un gesto di sensibilità istituzionale”.
La Vardera: “Siamo garantisti ma Schifani sul piano politico ne esce male”
Nel frattempo, arrivano le prime reazioni. Così commenta il vicepresidente della Commissione antimafia e corruzione all’Ars, Ismaele La Vardera (Sud chiama nord): “Le notizie che arrivano da Messina relativamente all’arresto del commissario per il dissesto idrogeologico lasciano sbigottiti. Una inchiesta che parla di rolex, mazzette e contributi elettorali. Quello che restituisce l’inchiesta della guardia di finanza è uno scenario inquietante. Siamo certamente garantisti e attenderemo gli esiti processuali, però la politica deve fare una seria riflessione sulla deriva di uno degli uffici più importanti che contrasta il dissesto idrogeologico. L’ennesima dimostrazione che il presidente Schifani non sa scegliere la classe dirigente per i ruoli strategici”.
Geraci: “Serve una verifica strutturale dell’opera Bisconte-Cataratti”
A sua volta, così si esprime Alessandro Geraci (Cinquestelle), consigliere della III Municipalità: “Provo profonda rabbia e tristezza leggendo questa notizia, attorno ad un’opera che il territorio ha atteso per decenni. Oltre ai presunti reati di corruzione, favori e regalie che ovviamente dovranno essere accertati, mi sconcerta leggere che nel corso delle indagini sia emersa la presunta collocazione di un numero di pali inferiore rispetto a quello previsto dal progetto: ben 291 pali in meno! Trattandosi di un’opera di messa in sicurezza, essendo un torrente a rischio idrogeologico, non può che destare evidente preoccupazione tra i residenti e non solo”.
Continua Geraci: “È stato un cantiere travagliato e andato a rilento. Negli anni ho più volte incalzato il prosieguo dei lavori, evidenziando come ad esempio le griglie di raccolta acque piovane non fossero adeguate, in quanto durante le piogge scorre più acqua nella nuova sede stradale che dentro l’alveo torrentizio. E per ultimo la grottesca vicenda di quel tubo della Tim sul marciapiede che impedisce il transito, frutto di un collaudo finale dell’opera che ancora oggi resta un mistero. E che conseguentemente non permette al Comune di Messina di realizzare la corretta segnaletica orizzontale e verticale. Mi auguro a questo punto che venga fatta una verifica strutturale dell’opera, per dare tranquillità a chi abita tra Bisconte e Catarratti. 291 pali in cemento in meno non sono roba da poco” (anche se sono stati messi meno pali, dopo il tentativo di truffa, secondo le indagini, dalla verifica di un esperto la situazione sul piano della sicurezza non dovrebbe destare allarme, ci ha fatto sapere la Guardia di finanza, n.d.r).
De Luca (M5S): “Una sconfitta per la politica regionale”
Sulla vicenda interviene pure il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca: “Gli arresti di oggi, che hanno coinvolto il commissario per il dissesto idrogeologico per la Sicilia Maurizio Croce, nonché ex assessore regionale ed ex candidato sindaco di Messina del centrodestra, rappresentano una grave sconfitta per la politica regionale e l’ulteriore prova che la corruzione è una vera emergenza sociale (fatta salva la presunzione d’innnocenza, n.d.r.) che va contrastata in tutti i modi e in tutti gli ambiti. Non a caso il M5S da sempre lotta per fare emergere il malaffare e lo ha fatto concretamente con la legge nazionale sul whisteblowing, che tutela i dipendenti che segnalano episodi sospetti e abusi. Con i nuovi appalti in arrivo del Pnrr, è doveroso alzare ulteriormente la guardia perché non è difficile pronosticare che, purtroppo, episodi del genere sono destinati ad aumentare”.
“Se le accuse dovessero essere confermate – continua De Luca – la vicenda non potrebbe non essere annoverata tra i tanti fallimenti dei governi Musumeci e dello stesso Schifani che ha mantenuto Croce nel fondamentale ruolo di delegato commissario al dissesto idrogeologico. “La corruzione – conclude De Luca – non è solo un grave danno per l’economia”.

Schifani è un conservatore.
Non ha nulla di cui vergognarsi.
Prima di tutto la tradizione cui ci ha abituato negli anni il partito della buonanima.