Le scosse di terremoto non si fermano. La Protezione civile invita a chiudere le strutture a rischio nelle province di Messina e Palermo

Le scosse di terremoto non si fermano. La Protezione civile invita a chiudere le strutture a rischio nelle province di Messina e Palermo

Gianluca Santisi

Le scosse di terremoto non si fermano. La Protezione civile invita a chiudere le strutture a rischio nelle province di Messina e Palermo

venerdì 23 Ottobre 2026 - 18:58

Ai Comuni è stato chiesto di controllare la sicurezza degli edifici. Anas mobilita i tecnici per verificare le condizioni di strade e infrastrutture

Lo sciame sismico in atto nel Tirreno meridionale non accenna a diminuire. Anche nel pomeriggio, dopo la scossa di magnitudo 5.5 registrata alle 12.19, la terra ha continuato a tremare con ripetuti terremoti. Quello di intensità maggiore (5.0) si è registrato alle 15.55. Sono già una cinquantina le scosse registrate nella sola giornata di oggi.

Intanto, la Protezione civile ha chiesto ai Comuni delle province di Palermo e Messina “controlli sulla sicurezza degli edifici, verifica delle aree di accoglienza e misure precauzionali per le strutture più vulnerabili”. I Comuni sono stati inoltre invitati a valutare la sospensione temporanea delle attività pubbliche nelle strutture non antisismiche ed a maggior rischio ovvero a maggior vulnerabilità ed esposizione. 

La Protezione civile invita alla massima prudenza e a mantenere alta l’attenzione. La prima ricognizione non ha rilevato danni, salvo il crollo di porzioni di costoni rocciosi ad Alicudi e Filicudi, senza conseguenze.

Le verifiche

Ai sindaci e ai responsabili delle strutture pubbliche e private è chiesto di verificarne la sicurezza prima dell’utilizzo, dando priorità a scuole, ospedali, municipi, caserme, cinema e teatri, ponti, viadotti e viabilità. Particolare attenzione dovrà essere riservata agli edifici già danneggiati o più vulnerabili e agli elementi non strutturali, come stucchi, lampadari e controsoffitti. Se necessario, dovranno essere disposte evacuazioni, sgomberi o sospensioni precauzionali delle attività.

La Protezione civile raccomanda anche di verificare la disponibilità e l’accessibilità delle aree destinate all’accoglienza e di controllare i piani di evacuazione, soprattutto nelle scuole. In caso di nuove scosse di pari o maggiore intensità, dovranno essere attivate le procedure previste dai piani comunali di emergenza e i Centri operativi comunali, anche in forma ridotta, oltre all’allertamento delle associazioni di volontariato.

Schifani in contatto con Cocina

Il presidente della Regione Renato Schifani segue l’evoluzione della situazione in contatto con il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, che mantiene il raccordo con il Dipartimento nazionale, i prefetti di Palermo e Messina, i sindaci e l’Ingv. I Comuni dovranno comunicare alla Protezione civile regionale le attività avviate e le eventuali criticità, mantenendo informata la popolazione.

Verifiche sulla rete stradale

A seguito delle scosse di terremoto, Anas ha prontamente attivato le proprie strutture tecniche, disponendo l’immediata mobilitazione sul territorio di tecnici e ispettori specializzati nelle verifiche delle opere d’arte. Il personale Anas ha effettuato attente e puntuali ricognizioni lungo la rete stradale e autostradale di competenza ricadente nelle province di Palermo e Messina, con particolare attenzione a ponti, viadotti, gallerie e alle principali infrastrutture delle aree nelle quali l’evento sismico è stato maggiormente avvertito.

Le attività di controllo hanno interessato le opere lungo la rete Anas compresa tra il Palermitano e il Messinese, attraverso ispezioni finalizzate ad accertare l’eventuale presenza di anomalie o danneggiamenti riconducibili agli eventi sismici. Al termine delle verifiche effettuate non sono state riscontrate criticità né danni riconducibili alle scosse di terremoto sul patrimonio stradale e autostradale gestito da Anas. La rete risulta pertanto regolarmente percorribile e non sono emerse problematiche tali da compromettere la sicurezza o la funzionalità delle infrastrutture.

Anas continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla rete di competenza, assicurando il costante presidio delle infrastrutture e la tempestiva attivazione delle proprie strutture tecniche in caso di necessità.

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