Leonardi a Basile: "Non accetto la tesi dei 40 anni di abbandono"

Leonardi a Basile: “Non accetto la tesi dei 40 anni di abbandono”

Redazione

Leonardi a Basile: “Non accetto la tesi dei 40 anni di abbandono”

lunedì 09 Febbraio 2026 - 14:30

L'ex sindaco replica alle motivazioni delle dimissioni dell'attuale primo cittadino

MESSINA – L’ex sindaco Salvatore Leonardi rompe il silenzio rivolgendosi direttamente all’attuale primo cittadino Federico Basile: “Rispettando la regola che mi sono imposta in tutti questi anni, non entro nel merito della tua decisione che, mi auguro di cuore, sia finalizzata solo al meglio della nostra città”.

Ma Leonardi, pure ex presidente della Provincia, non nasconde il suo disappunto per la ricostruzione storica offerta da Basile. “Non posso accettare, perché fuorviante e non veritiera, una delle motivazioni addotte, quella cioè secondo la quale avresti deciso di dimetterti per coerenza, per la necessità di recuperare 40 anni di abbandono della città, di non amministrazione”.

Le amministrazioni passate

Nei 40 anni sarebbero ricomprese la prima sindacatura Leonardi, solo nove mesi da agosto 1993 a maggio 1994, quella Providenti (1994 – 1998) e la seconda Leonardi (1998 – 2003).

Leonardi ricorda i risultati della sua prima esperienza a Palazzo Zanca, nata “in piena ‘Tangentopoli’, “dalla opportunità, unanimemente avvertita, di non interrompere con la immissione di un commissario, i delicati processi in atto (ne ricordo solo alcuni, Piano regolatore, Svincoli Giostra-Annunziata, definizione degli Ambiti di Risanamento, costruzione dello Stadio San Filippo. Palazzo della Cultura). Con autentico spirito di servizio, raggiungemmo gli obiettivi possibili (tra cui l’attivazione del Depuratore di Mili e del Parcheggio Cavallotti) e, come preannunciato, non mi candidai nella successiva normale competizione elettorale”.

La continuità amministrativa con Providenti

Proseguendo nella cronologia, Leonardi difende anche l’operato del suo successore e avversario: “Il compianto sindaco Providenti ha amministrato la città con grande impegno e senso di responsabilità, continuando le azioni in corso ed elaborando nuovi programmi (ad esempio Tranvia, riorganizzazione Centro cittadino, Metroferrovia) ereditati, poi, dalla seconda amministrazione Leonardi) che, se condivisi o imposti da obblighi procedurali, ne ha assicurato la realizzazione”.

L’ex primo cittadino sottolinea un metodo di lavoro ormai perduto: “Sì, perché in quel ‘quarantennio’, comunque, si era soliti privilegiare, se utile alla città, la continuità dell’azione amministrativa decisa dal Consiglio comunale, evitando di pretermettere o smontare quanto in precedenza deliberato dall’organo massimo di rappresentanza democratica”.

Le opere portate a casa

Leonardi passa poi a elencare nel dettaglio quanto realizzato dalla sua Giunta e dagli assessori dell’epoca (cita D’Alia, Alibrandi, Barone, Cantio, Cardile, Mazzù, Ragno, Rizzo, Santalco, Scoglio e Vermiglio): “Ovviamente mi limito agli interventi e alle iniziative più rilevanti: Tranvia (7,7 KM in 4 anni e 8 mesi); Palasport Rescifina; Svincolo San Filippo; Stadio San Filippo; P.R.G.; Approdo di emergenza di Tremestiri, con la dichiarazione del governo dello stato di emergenza per Messina per la mitigazione della servitù di passaggio del ‘gommato’; riqualificazione Centro urbano; manutenzione straordinaria integrale del Campanile del Duomo; copertura Torrente Annunziata Alta (sedi universitarie); Pala-Cultura; Risanamento della ‘Galleria Vittorio Emanuele’; avvio lavori Metroferrovia; puntuale e costante assistenza alle società sportive (il Messina militava, senza particolare affanno, in serie B prima del grande balzo in serie A; la Pallacanestro maschile era impegnata in serie A/2)”.

“Forse un po’ bravi siamo stati anche noi”

“Non l’ho mai detto ma, forse, un tantino bravi siamo stati anche noi”, aggiunge Leonardi, spostando infine l’attenzione sull’ultimo ventennio: “Bisognerebbe ragionare più seriamente sulle conseguenze patite da questa città, negli ultimi 23 anni, se è vero, come scrive l’avvocato Laface, mio apprezzatissimo assessore alla Provincia, che Messina, nel periodo, è stata governata, tra sindaci e commissari, da ben 9 soggetti anziché 4, con una deleteria frammentazione dell’azione amministrativa e sciupio di tempo prezioso (e forse danaro)”.

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5 commenti

  1. Ci vuole qualcuno che racconta la vera storia di questi ultimi 40 anni. Bravo ad averlo fatto. D’altronde che ne può sapere uno di Fiumedenisi che in quel periodo forse andava alle scuole elementari… Complimenti al Sindaco Leonardi……..Altri tempi….Altre persone….

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  2. Leonardi, un sindaco che si ispirava a De Gasperi e Moro. Ce ne saranno ancora? Dubito.

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  3. Leonardi o Providenti verso De Luca o Basile ?
    Praticamente Real Madrid verso Nocerina.

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  4. Se un tempo ero critico nei confronti di Leonardi e Providenti, oggi sono riuscito ad apprezzarli in pieno. E non bisogna dimenticare che negli ultimi anni chi ha amministrato si è trovati caduti dal cielo soldi di PNNR e quant’altro che prima se li sognavano e che a mio parere sono stati spesi in massima parte tanto per spenderli con scarso reale beneficio per la città.

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  5. Non vedo incompatibilità.
    Ogni sindaco o commissario si distingue per le opere a cui dà la priorità. Probabilmente Leonardi si sarà distinto per lo stadio e per gli svincoli..
    Occorre dare merito a Cateno De Luca di aver messo sopra tutti, un punto, lo sbaraccamento.
    L’ articolo di un quotidiano concorrente rimandava con
    un’ ellissi “ai posteri l’ ardua sentenza”. Basile sarà ricordato per aver svecchiato questa città e aver aperto all’ innovazione tecnologica.
    Ha riempito la città di turisti e ha portato avanti molti progetti cominciati dal precedente sindaco.
    Il sindaco Leonardi avrà fatto il suo ma non può negare che molti altri se ne siano beatamente fregati e oggi siedono in cattedra a fare i “Maestrini “casti e puri.

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