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Un cassone abbandonato e tutto intorno rifiuti. Il degrado di San Licandro

Un cassone abbandonato e tutto intorno rifiuti. Il degrado di San Licandro

sabato 04 Gennaio 2014 - 10:08

Il presidente della V circoscrizione, Santino Morabito, ha scritto alla giunta municipale per chiedere un ripensamento del sistema di conferimento e smaltimento dei rifiuti e per aumentare i controlli del territorio e le azioni repressive. La proposta è l’istituzione della figura della Guardia Ecologica Volontaria

Un cassone per il movimento terra abbandonato da mesi sull’asfalto. E tutto intorno rifiuti, a meno di tre settimane dall’ultimo intervento di bonifica. Siamo a San Licandro e le richieste al Corpo di Polizia Municipale non sono servite alla rimozione.

Parte da questa situazione paradossale, la lettera aperta che il presidente della V circoscrizione, Santino Morabito, ha rivolto alla giunta municipale. “Delle due l’una – scrive Morabito -. Se risulta presso il competente Dipartimento comunale un'autorizzazione di occupazione suolo è possibile risalire alla ditta proprietaria del cassone ed intimarne la rimozione; se non risulta alcuna autorizzazione allora si tratta di occupazione abusiva e spetta al Comune il compito di rimuovere il cassone”.

L’inefficienza delle istituzioni e l’inciviltà dei cittadini. Due negatività che vanno di pari passo e contribuiscono a creare condizioni allarmanti. “Io stesso – prosegue Morabito – nella mia qualità di presidente di circoscrizione, provo imbarazzo nel dover investire gli operatori di Messinambiente di un nuovo intervento di bonifica effettuato nel medesimo luogo appena pochi giorni prima. E' un continuo spreco di risorse e mezzi spesso sottratti alla manutenzione programmata del territorio. Una lotta impari in un contesto di degrado urbano dilagante”.

Per dare un cambiamento di rotta, secondo Morabito, è necessario ripensare il sistema di conferimento e smaltimento dei rifiuti e, soprattutto, un maggiore controllo del territorio e rafforzamento dell'azione repressiva.

“L’introduzione della Tares – afferma – può essere l’elemento che obbliga a scardinare abitudini consolidate, a patto che sia accompagnato da adeguati provvedimenti politico-amministrativi. Incrementare il numero di isole ecologiche distribuite sul territorio e renderle idonee a garantire ai cittadini virtuosi il riconoscimento delle premialità previste dalla normativa. Promuovere la diffusione di piccoli impianti per il compostaggio. Guardare alle unità condominiali quali soggetti fondamentali per il conferimento differenziato dei rifiuti, ad iniziare dalla cooperative edilizie: chi ha cooperato per la realizzazione del sogno di una casa di proprietà può anche cooperare per realizzare il sogno di una città più pulita e moderna. L'obiettivo non può che essere l'eliminazione dei cassonetti per raccolta dei rifiuti dalle strade. Ma su questi punti l'Amministrazione comunale deve passare dai buoni propositi ai fatti. Che ne è stato dei progetti pilota per la raccolta porta a porta? Non ne è partito neanche uno. Ed il programma di razionalizzazione delle risorse di Messinambiente ed Ato 3, concertato con le circoscrizioni per una più equa distribuzione tra centro e periferie dei servizi di pulizia e spazzamento di strade e marciapiedi? Lettera morta”.

Morabito condivide la tesi dell’assessore Ialacqua che proponeva una rete interforze per combattere il degrado urbano. “Ma a questa giusta intuizione – continua – non è stato dato seguito. Il Patto per la sicurezza siglato il 20 marzo 2007 tra Anci e Ministero dell'Interno promuove la creazione di sistemi di sicurezza e vigilanza urbana integrati tra Stato e i diversi livelli di autonomie locali. L'iniziativa è stata pensata per favorire la vivibilità dei territori e la qualità della vita attraverso azioni coordinate volte al contenimento di reati ecologici, occupazioni abusive e degrado urbano. Il Comune di Messina si renda fautore di un Patto per la tutela del territorio, coinvolgendo, al fianco della Polizia Municipale, tutte le Forze dell'Ordine. In questo senso sarebbe auspicabile, da Parte della Giunta Municipale, ripristinare un rapporto più equilibrato con gli Organi dello Stato ed i rappresentanti delle Forze dell'Ordine”.

Il presidente del V quartiere invita l’amministrazione comunale, “che in più occasioni ha sollecitato il contributo volontario e gratuito di associazioni, professionisti, manager ed artisti” ad emulare le numerose altre amministrazioni locali che hanno istituito le Guardie Ecologiche Volontarie. “Ve ne sono già seimila in tutta Italia e sono privati cittadini che, dopo aver frequentato un apposito corso e ricevuto dalla Prefettura lo status di guardia giurata e pubblico ufficiale, svolgono volontariamente e gratuitamente un servizio per la tutela dell'ambiente con possibilità di rilevare direttamente le infrazioni ai regolamenti ambientali, elevare sanzioni amministrative e segnalare alle autorità competenti tutte le infrazioni accertate. Potrebbero iniziare i rappresentanti negli organi elettivi a dare la loro disponibilità. Tra consiglieri comunali e consiglieri circoscrizionali sarebbero quasi centocinquanta Guardie Ecologiche Volontarie e, sono certo, decine di cittadini animati da spirito civico ne seguirebbero l'esempio”.

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Un commento

  1. MA INSOMMA!!!! lo capite o no che la colpa è di chi c’era prima e che ancora non hanno avuto il tempo di strabiliarci con i loro effetti speciali

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