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Strage di Ustica, l’appello di Dettori: “Difendo la dignità di Ciancarella”

Giovanni Passalacqua

Strage di Ustica, l’appello di Dettori: “Difendo la dignità di Ciancarella”

martedì 25 Aprile 2017 - 05:57

Mario Ciancarella è l'ultimo testimone indiretto di ciò che avvenne la notte della strage, poichè gli fu confidato dal radarista di turno, Mario Alberto Dettori. In seguito, Dettori morì, ufficialmente suicida, e Ciancarella fu radiato dall'Aeronautica, con un decreto su cui era stata apposta una firma falsa di Pertini. Oggi, la figlia di Dettori chiede ancora che Ciancarella sia ascoltato; e che gli si restituisca la dignità scippata dalla radiazione

Pubblichiamo la lettera aperta di Barbara Dettori e dell’associazione antimafie Rita Atria di Milazzo a sostegno di Mario Ciancarella, ultimo testimone indiretto della strage di Ustica. Il radarista Mario Alberto Dettori, padre di Barbara, era in servizio la sera della strage, e confidò a Ciancarella ciò che aveva visto.

Egregio signor sindaco,
chi le scrive è Barbara Dettori, figlia di Mario Alberto Dettori, radarista di Poggio Ballone la sera della strage di Ustica.
Mi rivolgo a Lei, insieme all’associazione antimafie Rita Atria, nella speranza che voglia prendere posizione su una questione di rilevante importanza, che riguarda me e la mia famiglia, ma soprattutto la salvaguardia dei principi costituzionali e la stessa democrazia di questo Paese. Sono qui a chiederLe di sostenere e condividere politicamente la causa di Mario Ciancarella: come saprà, è il Capitano pilota dell’Aeronautica militare, nonché leader del Movimento Democratico dei militari che, insieme a Sandro Marcucci, era divenuto referente delle rivelazioni da tutta Italia delle vere o false ignobiltà che si compivano nel mondo militare; oggi è l’ultimo testimone vivente, anche se indiretto, di ciò che successe nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, nonché l’uomo al quale mio padre confidò ciò che vide nei radar quella maledetta notte.

Per questo suo ruolo, il Capitano Ciancarella divenne talmente scomodo da indurre qualcuno molto in alto a falsificare, nell’ottobre 1983, la firma del Presidente Pertini nel decreto presidenziale di radiazione. Un vero e proprio colpo di Stato. La copia del decreto di radiazione gli verrà consegnata, su sua richiesta, solo 9 anni più tardi e dopo la morte di Pertini. Il giorno 30 del mese di luglio il Tribunale Civile di Firenze ha confermato che la firma di Pertini che compare sul quel decreto è un volgare falso. Tanto è stato accertato sulla base di due perizie – una di parte ed una disposta dal Magistrato – che hanno potuto rilevare come il falso sia tanto evidente quanto eseguito con assoluta approssimazione.

Nonostante la sentenza, non c’è stata alcuna presa di posizione in difesa di Ciancarella da parte dei garanti di questa Repubblica; ma, ahimè, ho dovuto constatare la lungimiranza delle parole che Claudio Fava disse in risposta alla Ministra Pinotti: “Non ci sconvolge il burocratese della politica; il linguaggio politico è spesso burocrazia. Osserviamo però che la Ministra Pinotti, con quel linguaggio, forse pensava di declassare il caso a semplici atti burocratici”.
La posizione dello Stato è poi arrivata forte e chiara, attraverso la risposta dell’Avvocatura di Stato richiesta dalla ministra Pinotti, che davanti al TAR Toscana ha sminuito la gravità dell’atto, affermando che su un atto di radiazione, in fondo, la firma del Presidente è una semplice formalità.

La partita su Ustica, però, è ancora aperta: dopo trent’anni, grazie ad un esposto predisposto con il supporto dell’associazione Atria, che ne ha curato le indagini attraverso il Direttivo e il suo avvocato, sono state riaperte le indagini sulla morte del Maresciallo Dettori, mio padre, presso la Procura di Grosseto, e ciò mi fa sperare che finalmente si faccia luce su quello che è stato frettolosamente archiviato come suicidio, ma che per me, la mia famiglia e l’associazione tale non è.

Per fare luce su questa morte e su tutte le altre, è di fondamentale importanza la testimonianza di Mario Ciancarella, la cui voce continua ancora oggi ad essere messa a tacere intrappolandolo in un processo Kafkiano senza fine. In virtù di quanto detto, le chiedo di sottoscrivere l’appello che l’Associazione Antimafie Rita Atria ha rivolto al Presidente della Repubblica in cui si chiede:
1 – che Mario Ciancarella venga ricevuto dal Presidente della Repubblica e dalle più alte cariche istituzionali, insieme alla sua famiglia, per riconoscergli l’onore civile e militare a lui dovuto per avere sacrificato la propria vita e quella dei suoi familiari sull’ara della fedeltà allo Stato Italiano;
2 – che egli venga riabilitato nell’Arma dell’Aeronautica con il conferimento del massimo grado spettante alla sua carica di Ufficiale;
3 – che venga istituita una Commissione parlamentare che indaghi sugli scenari che questa sentenza ha riaperto e per accertare come sia stato possibile falsificare un Decreto Presidenziale e ciò al fine di individuare le responsabilità, le dinamiche e i traditori dello Stato che determinarono tale falsa radiazione, anche se penalmente i reati messi in atto potrebbero essere prescritti.
Speranzosa nel suo sostegno, La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti.
Barbara Dettori

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2 commenti

  1. COME MAI CHE L’EX MINISTRO ROGNONI NON E’ A CONOSCENZA DI NULLA? POSSIBILE CHE IL GRANDE DIFENSORE DELLE DONNE ROGNONI E GRANDE “DIFENSORE” DELL’ITALIA EX MINISTRO DEGLI INTERNI E DELLA DIFESA NON DICE NULLA? ANDATE A LUI FATELO PARLARE.

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  2. COME MAI CHE L’EX MINISTRO ROGNONI NON E’ A CONOSCENZA DI NULLA? POSSIBILE CHE IL GRANDE DIFENSORE DELLE DONNE ROGNONI E GRANDE “DIFENSORE” DELL’ITALIA EX MINISTRO DEGLI INTERNI E DELLA DIFESA NON DICE NULLA? ANDATE A LUI FATELO PARLARE.

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