La proposta di Fratelli d'Italia è stata consegnata al ministro Giuli. Adamo: "Ci ha detto che l'Archivio tornerà a Messina"
MESSINA – Un proposta per una nuova sede dell’Archivio di Stato a Messina è stata consegnata al ministro della Cultura Alessandro Giuli da Fratelli d’Italia. Nel documento – firmato dal presidente del Circolo dello Stretto, Piero Adamo, dal presidente di Gioventù Nazionale Messina, Armando Falliti, e dal consigliere comunale Dario Carbone – viene individuato nell’ex Centro di smistamento della corrispondenza (o Ex Cmp – Centro meccanizzazione postale) di Messina Stazione l’immobile adatto per ospitare l’Archivio di Stato.

Si tratta “di imponente complesso industriale oggi dismesso – spiegano i tre promotori dell’iniziativa – e inserito nel portafoglio di valorizzazione di Europa Gestioni Immobiliari S.p.A. (Egi), la società immobiliare interamente posseduta dal Gruppo Poste Italiane. Si presenta su più livelli, ristrutturato nei prospetti, con solai rinforzati ed ampi spazi per saloni e movimentazione di carrelli e faldoni”.
Adamo, Falliti e Carbone hanno evidenziato al ministro Giuli che l’Archivio si trova “smembrato fra gli Uffici (in affito) di Messina centro e i “depositi” (a pagamento) in provincia di Catania”, aggiungendo che “la cittadinanza ha vibratamente manifestato contrarietà per questa situazione poiché l’Archivio di Stato rappresenta la storia e le radici di una città e di una comunità”. “Esso è sempre un Istituto importante ma lo è in modo particolare per Messina – hanno sottolineato – in ragione della “cesura” che il terremoto rappresenta nella propria storia”.

I tre esponenti di Fratelli d’Italia auspicano quindi un dialogo fra amministrazioni dello Stato, con il sostegno del ministero dell’Economia (Mef) e del viceministro Leo, eletto proprio nel Collegio di Messina, che “potrebbe rappresentare la svolta per la risoluzione di questa annosa vicenda”. “Inoltre – aggiungono – Poste Italiane, pur oggi in una logica d’impresa, non è nuova a iniziative che favoriscono la rigenerazione urbana e la crescita sociale delle comunità”.
Secondo quanto emerso al termine all’incontro, il ministro Giuli avrebbe mostrato grande interesse per la proposta. “Ha detto – anticipa l’avvocato Adamo – che a breve ci sarà un tavolo dedicato solo a questo argomento e che “l’archivio tornerà a Messina”. Abbiamo rappresentato l’attesa della cittadinanza ed il malumore che c’è per l’avvenuto spostamento/smembramento. Questo edificio può essere la soluzione. Si tratta di investire su Messina e dialogare fra amministrazioni pubbliche”.


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