Limosani: "La Cina è vicina e la sfida si gioca tutta in casa" - Tempo Stretto

Limosani: “La Cina è vicina e la sfida si gioca tutta in casa”

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Limosani: “La Cina è vicina e la sfida si gioca tutta in casa”

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martedì 16 Luglio 2019 - 09:39
Limosani: “La Cina è vicina e la sfida si gioca tutta in casa”

La riflessione del professor Limosani sulle tematiche legate allo sviluppo

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Dopo oltre 25 anni di sviluppo ad un tasso medio annuo di poco inferiore al 10% “il numero di famiglie cinesi appartenenti al ceto medio è salito a 225 milioni e si prevede che se ne potrebbero aggiungere altre 50 milioni entro il 2020”. Il cambiamento di status sociale ha comportato modifiche rilevanti nelle abitudini di consumo; si registra, infatti, una diminuzione della quota di reddito destinato ai consumi per cibo e abbigliamento, mentre aumenta quella per le comunicazioni, l’istruzione, il tempo libero e i viaggi. Una bella notizia, quest’ultima, ed una grande opportunità per il nostro territorio che nel turismo trova (o dovrebbe trovare) una fonte di ricchezza e di occupazione. Pensate che basterebbe intercettare poco più dell’1% di questo ceto medio benestante cinese per portare 5 milioni di nuovi visitatori, cioè a dire raddoppiare il numero di turisti che oggi arrivano in Sicilia.

A questo punto la sfida è quella di non lasciarsi sfuggire questa opportunità. Cosa fare dunque? La prima cosa è trovare il modo di convincere i turisti cinesi a venire in Sicilia. Gli esperti di marketing strategico sono le persone più indicate a proporre soluzione ed elaborare piani per raggiungere questo obiettivo. Ritengo, tuttavia, che il governo regionale possa svolgere un ruolo fondamentale in questa partita favorendo accordi commerciali e investimenti congiunti tra i due paesi per promuovere la cultura e il turismo.

La seconda questione è come far raggiungere la Sicilia ai nuovi turisti? Un tema che rimanda all’annosa criticità delle infrastrutture aeroportuali siciliane che, come è noto, secondo gli standard quantitativi e qualitativi internazionali sono quasi al collasso e quindi insufficienti a gestire questo significativo aumento di presenze turistiche.

La terza questione è Dove accogliere i nuovi turisti? Secondo indagini recenti l’88% dei cinesi che si muovono in giro per l’Europa predilige hotel di lusso, shopping esclusivo, guide turistiche specializzate e spostamenti in piccoli gruppi. Le nostre strutture ricettive ed il sistema turistico nel suo complesso sono pronti a raccogliere tale sfida?

La quarta questione è relativa all’organizzazione dell’offerta turistica. Il nostro territorio è forse quello più ricco in termini di patrimonio culturale, storico e naturalistico. La sola presenza di così tanta ricchezza, tuttavia, non è sufficiente a generare redditi e occupazione. Serve una nuova strategia di promozione, valorizzazione e gestione del patrimonio ed una rinnovata filosofia gestionale ed organizzativa dei servizi che metta al centro della propria azione l’integrazione e il coordinamento delle diverse filiere -beni culturali, agroalimentare, paesaggio naturalistico, tempo libero-.

La recente visita del Presidente Xi Jinping in Sicilia ha reso questa terra, agli occhi del popolo cinese, un luogo “degno” di essere visitato e conosciuto. Tocca a noi, adesso, “cogliere l’attimo” (Carpe Diem). E’ necessaria una cabina di regia in grado di determinare obiettivi e priorità, coordinare le varie azioni, valutare gli effetti dei vari interventi, coinvolgere i privati e i diversi stackholders in un progetto che rilanci il ruolo della Sicilia nel turismo internazionale. Su questo piano si gioca la sfida del governo regionale.

Michele Limosani

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