Scagionata insieme al convivente dalle terribili accuse del bimbo che all'epoca dei fatti aveva 10 anni
MESSINA – Si è chiuso con la clamorosa assoluzione di una donna e del convivente il processo a loro carico, accusati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sul figlio di lei che all’epoca dei fatti aveva dieci anni.
La sentenza è della I sezione penale del Tribunale (presidente Grimaldi), che li ha scagionati entrambi, lei di 46 anni e lui di 33, alla fine di un travagliato dibattimento durante il quale sono stati vagliati la denuncia del padre, separato dalla donna, le testimonianze ed il racconto del bambino, ritenuto non credibile.
I fatti risalgono al 2018. Il bimbo aveva ricostruito diversi episodi di pesanti maltrattamenti da parte della madre, che secondo il suo racconto l’aveva picchiato più volte, anche con oggetti, e minacciato. “Ti ‘nzanguiliu tuttu”, gli avrebbe detto in un episodio. Il convivente lo avrebbe anche costretto a masturbarsi davanti immagini pornografiche. Un processo drammatico, durante il quale l’avvocato Domenico Andrè ha difeso la madre e il convivente, convincendo i giudici che si trattava di accuse infondate. Il padre del bambino si era costituito parte civile, assistito dall’avvocato Giovanni Villari.
