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Mafia dei Nebrodi: sospeso il sindaco di Tortorici. Gli altri colletti bianchi coinvolti

Alessandra Serio

Mafia dei Nebrodi: sospeso il sindaco di Tortorici. Gli altri colletti bianchi coinvolti

mercoledì 15 Gennaio 2020 - 16:22
Mafia dei Nebrodi: sospeso il sindaco di Tortorici. Gli altri colletti bianchi coinvolti

Il sindaco di Tortorici ai domiciliari per il suo ruolo nei centri di assistenza fiscale. Coinvolto anche un consigliere comunale di Randazzo e un notaio di Canicattì. Sospesi altri operatori dei CAA

I tortoriciani non potevano mettere in piedi “l’impero” economico accumulato sino a qui senza la complicità di “insospettabili”, professionisti con la fedina penale immacolata, rappresentanti delle istituzioni, quelli che la magistratura definisce “colletti bianchi”, coinvolti nell’operazione Nebrodi scattata oggi.

Tra questi ci sarebbe il sindaco di Tortorici, Emanuele Galati Sardo,coinvolto nell’inchiesta non per un ruolo legato alla sua carica istituzionale ma per la sua attività nel centro di assistenza agricola del centro oricense CAA Liberi Prof Messina 002. E’ stato eletto lo scorso aprile con una maggioranza più che qualificata. Per lui l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa.

Vincenzo Ceraulo
Vincenzo Ceraulo

Per lui stamane sono scattati i domiciliari e nel pomeriggio la Prefettura lo ha sospeso dalla carica.

Ai domiciliari anche il consigliere comunale di Randazzo Enzo Ceraulo, responsabile del CAA Liberi Agricoltori 006 di Catania. Tra gli indagati anche il notaio Antonino Pecoraro, 63 anni, nato a Palermo e residente a Canicattì, che avrebbe avvallato atti di donazione e compravendite fittizie, ben consapevole che fossero falsi.

Anche agli altri operatori dei Centri di Assistenza Agricola viene contestato di aver avallato falsa documentazione, prodotta nelle richieste di finanziamento e contribuzioni agricole, pur sapendo che non si trattava di situazioni reali e non controllando l’originalità delle certificazioni.

Con le stesse accuse sono stati sospesi per 12 mesi dalle funzioni, Arturo Carcione, Giuseppe Carcione, Cristoforo Fabio Mancuso, Antonino Angelo Paterniti Barbino, operatori dei CAA Fenapi Messina 3, Confagricoltura Messina 001, Confagricoltura Messina 007.

Il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho ha tracciato l’analisi delle capacità finanziarie dei gruppi batanesi e tortoriciani, ricordando che la definizione di mafia dei pascoli non è appropriata, visti i sofisticati strumenti finanziari che hanno saputo adoperare.

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Un commento

  1. Antonello Alessi 15 Gennaio 2020 18:01

    Quello che fa morire è che li abbiano sospesi ,in alcuni casi ,solo per 12 mesi e non licenziati in tronco dalle loro attività.Ma cosa pensate che ritornino a fare tra 12 mesi, le persone per bene, oneste ed al servizio dello stato ???

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