Malfa, al Museo dell'emigrazione un'opera che parla di integrazione

Malfa, al Museo dell’emigrazione un’opera che parla di integrazione

Redazione

Malfa, al Museo dell’emigrazione un’opera che parla di integrazione

giovedì 08 Agosto 2019 - 07:55

Presso il Museo dell’emigrazione a Malfa, sull’isola di Salina, è stata inaugurata la stagione del contemporaneo. Protagonista dell’esposizione l’opera di Loredana Salzano che parla di migranti e integrazione.

II l Museo racconta l’emigrazione degli eoliani nel mondo, prima per investire nei nuovi mondi e poi per reagire ai danni provocati alle viti dalla fillossera.

Un nuovo spazio


Da quest’anno il Museo aggiunge un nuovo spazio, la Sala del Contemporaneo. Affacciata su un giardino, la sala, ospiterà mostre ed eventi site- specific sul tema dell’emigrazione dei nostri tempi.
Gli spazi del Museo si rinnovano e diventano luoghi di incontro, di esperienze condivise, di incroci di persone e di idee. Artisti e creativi, eoliani e non, apriranno la strada e anticiperanno con loro sensibilità temi di assoluta attualità.

Delizie eoliane


Siamo in Sicilia e il cibo fa parte storicamente dell’accoglienza e dell’ospitalità. E quindi le delizie eoliane saranno presenti per gli amici del Museo ed avranno un piccolo costo. Questo permetterà a chi lo desideri di contribuire al restauro degli spazi del Museo secondo una modalità ormai consolidata nei musei di tutto il mondo.

Le intenzioni dell’artista


La curatrice Barbara Vergnano, eoliana di adozione, ha presentato l’artista Loredana Salzano, che a pieno titolo inaugura la stagione del Contemporaneo con la sua mostra site- specific In-vasi.
Un testo, che fa parte della sua opera descrive in modo affascinante le intenzioni dell’artista e della curatrice .

Impiantare nuove radici


In-vasare qui non nel significato tutto negativo di “sentirsi occupati con violenza”, di “sentirsi invasi” in un modo che mette paura e disagio, da parte dello “straniero” e del “diverso”. Invasare, qui, invece, è da intendersi nell’accezione, tutta positiva, come nel giardinaggio, di “impiantare nuove radici in vasi aperti”. Quindi nel senso di “dare nuova linfa a vecchie terre”. In un passaggio che è esso stesso uno scambio, capace di creare nuovi organismi vivi e vitali, che se nutriti adeguatamente, diventeranno i nuovi modi di pensare, di vedere e di comunicare passando attraverso l’apertura e l’integrazione tra i popoli . Il vaso vuoto rappresenta la testa dell’umanità , da riempire con le radici divelte dei migranti in attesa di attecchire nelle nuove terre, ma ancor prima, bisognose di attecchire proprio nelle menti delle popolazioni e delle singole persone che saranno in grado di accoglierle.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED