L'attesa testimonianza della sorella, il femminicidio annunciato, le condizioni psichiatriche del giovane. Parte il processo
Messina – Promette tempi stringenti la Corte d’Assise, per chiudere il processo sul matricidio dello scorso 14 gennaio. La prima udienza a Giosuè Fogliani, arrestato per aver ucciso a coltellate la madre Caterina Pappalardo, è stata celebrata stamane e la prossima data è stata stabilita a breve: si torna in aula il prossimo 15 ottobre.
L’attesa testimonianza della sorella
Sarà una udienza chiave. Ci sarà infatti la sorella, chiamata a testimoniare insieme ai vicini che, quel tragico giorno, sentirono le urla strazianti della donna provenire dall’appartamento al piano alto di via Cesare Battisti. Poi più niente, un silenzio irreale che li ha scossi ancor più delle urla, facendo presagire il peggio. Furono proprio i vicini ad avvisare la Polizia, permettendo agli agenti di bussare alla porta di Giosuè quando lui era ancora dentro, pochi passi dal corpo della madre, sanguinante e straziato sul pianerottolo.
La testimonianza della sorella sarà cruciale e si annuncia straziante. E’ lei infatti a testimoniare degli episodi pregressi di violenza del fratello nei confronti dei familiari, denunciati in un dettagliato esposto alla Questura, subito dopo l’omicidio. Ma anche la povera Caterina aveva denunciato almeno un abuso da parte del figlio.
La ragazza si era trasferita fuori Messina da qualche tempo, al momento dell’omicidio, si preparava a costruire la sua vita col compagno, oggi porta il peso delle più inimmaginabili delle tragedie: una madre strappata alla vita per mano del fratello, oggi in carcere per omicidio aggravato e maltrattamenti. Il suo viso tradiva il lutto misto alla rabbia che le appesantiva l’animo, il giorno delle esequie di Caterina, alle quali ha partecipato composta per poi uscire, dietro al feretro, con la foto della madre davanti al cuore. Madre e figlia, raccontano i vicini, erano molto legate: spesso andavano a mare insieme, a fare compere.
Femminicidio annunciato
All’udienza di oggi, intanto, il dibattimento è entrato nel vivo con la testimonianza degli agenti intervenuti per primi nel palazzo di centro città quel 14 gennaio. Giosuè era in aula stamane: ha seguito da dietro le sbarre le prime battute del processo, a capo chino. Il suo difensore, l’avvocato Antonello Scordo, sta raccogliendo ed esaminando la documentazione utile a valutare le condizioni psichiche del giovane, già sottoposto all’attenzione dei servizi di igiene mentale.
Perizia psichiatrica in vista?
Un primo passo per richiedere una perizia sullo stato di salute mentale del ragazzo? Il legale non ha ancora presentato alcuna istanza ma i colleghi che assistevano Giosuè in prima battuta avevano già chiesto la valutazione da parte di uno specialista. L’istanza era però stata respinta dal giudice per le indagini preliminari.
